Prima orto della città, poi valle attraversata da strade, insediamenti produttivi e nuove espansioni edilizie. Molassana e Struppa raccontano una storia in cui l’acqua ha avuto un ruolo decisivo, alimentando l’agricoltura, sostenendo i commerci e contribuendo alla crescita di Genova. È da questo rapporto tra territorio e sviluppo urbano che è partita la settima passeggiata urbanistica organizzata dal Comune, che si è svolta questa mattina nella Media Val Bisagno.
L’iniziativa, promossa dall’assessorato all’Urbanistica nell’ambito del progetto della Città dei 15 minuti, punta a ricostruire e valorizzare i perimetri dei centri storici dei 19 ex Comuni autonomi che nel 1926 furono aggregati alla cosiddetta Grande Genova. Le passeggiate coinvolgono cittadini e associazioni in un lavoro condiviso con gli uffici tecnici, per riconoscere le peculiarità dei quartieri e individuare le tracce del loro patrimonio storico e architettonico.
Dopo gli appuntamenti a Pegli, Pra’ e Voltri, Sampierdarena, Pontedecimo e San Quirico, Sestri Ponente, Borzoli e Bolzaneto, la tappa di Molassana e Struppa ha riportato l’attenzione su una parte della città in cui l’antica vocazione agricola convive oggi con le trasformazioni intervenute soprattutto nel secondo dopoguerra.
Il lavoro svolto durante le passeggiate fornirà elementi utili al prossimo Piano urbanistico comunale (Puc) e allo sviluppo della Città dei 15 minuti: un modello di pianificazione che punta ad avvicinare i servizi pubblici essenziali alle persone, creare spazi di socialità e migliorare la distribuzione delle aree verdi, mettendo al centro prossimità, inclusione e sostenibilità.
Alla passeggiata hanno partecipato l’assessora all’Urbanistica e Città dei 15 minuti Francesca Coppola, il presidente del Municipio IV Media Val Bisagno Lorenzo Passadore e una rappresentanza dei Consigli comunale e municipale.
"Queste passeggiate ci stanno restituendo una Genova molto più ricca e complessa di quella che siamo abituati a raccontare. Molassana e Struppa - ha detto l’assessora Coppola - ci ricordano che la città è nata anche dalla relazione con l’acqua, con il suolo, con l’agricoltura e con i percorsi che attraversavano le valli. Relazioni che le trasformazioni del Novecento hanno spesso interrotto, ma di cui restano tracce preziose. Ripartire da queste tracce non significa guardare con nostalgia al passato, ma riconoscere ciò che può ancora orientare il futuro. Pianificare significa anche riconoscere alcune scelte che hanno allontanato la città dal proprio territorio e avere il coraggio di rimettere in discussione il modo con cui continuiamo a trasformarlo".
Il valore della partecipazione è stato sottolineato anche dal presidente del Municipio, che ha richiamato il legame tra conoscenza del passato e qualità della vita nei quartieri.
"Ringrazio il Comune di Genova e l’assessora Coppola per avere portato anche sul nostro territorio un’iniziativa molto interessante che, al contributo strettamente tecnico per il nuovo Piano Urbanistico Comunale, affianca una dimensione, per il nostro Municipio fondamentale, di partecipazione e coinvolgimento delle persone - ha commentato il presidente Passadore - Le passeggiate urbanistiche, mettendo in connessione passato e presente, ci offrono uno sguardo diverso su Genova come città policentrica, aiutandoci a capire non solo come i cambiamenti urbanistici abbiano cambiato nel tempo il nostro modo di vivere, ma soprattutto quanto sia importante, per migliorare la qualità di vita dei cittadini, sviluppare una pianificazione urbana capace di mettere al centro la persona e la valorizzazione degli spazi pubblici, secondo i principi e i valori della Città dei 15 minuti".
MOLASSANA, QUANDO LA RICCHEZZA NASCE DALL’ACQUA
Per secoli Molassana è stata uno snodo lungo gli itinerari commerciali tra Genova, la pianura padana e le valli dell’entroterra. La presenza del Bisagno e del Geirato ha contribuito a definire il carattere del territorio, favorendo la fertilità dei terreni e lo sviluppo delle attività agricole. Una ricchezza idrica di cui resta una testimonianza importante nell’Acquedotto Storico, infrastruttura che racconta il rapporto tra la città e le risorse delle sue vallate.
Il nome Molassana deriverebbe dal termine tardo-romano «Mollicciana», riferito alla natura paludosa dei terreni nella zona di confluenza tra i due torrenti. Insieme alla vicina Struppa, il territorio si affermò così come una delle aree agricole più produttive dell’entroterra genovese, tanto da essere conosciuto come l’“Orto di Genova”.
I nuclei storici di Molassana si svilupparono in due aree distinte: quello collinare attorno alla chiesa di Santa Maria Assunta e quello più basso del borgo dell’Olmo, nei pressi della cappella di San Rocco. Quest’ultimo rappresentava una tappa importante per mercanti e viaggiatori diretti verso l’Emilia.
Inserita dall’anno Mille, insieme a Struppa, nella tenuta vescovile, Molassana divenne un’entità amministrativa autonoma soltanto nel XV secolo. L’assetto urbanistico rimase sostanzialmente stabile fino all’Ottocento, quando la realizzazione della nuova strada nazionale tra Genova e Piacenza, nel 1870, contribuì a spostare il baricentro del paese verso il borgo dell’Olmo, lungo la nuova arteria, che superò per importanza le borgate collinari di Santa Maria Assunta e Pino.
Dopo l’annessione alla Grande Genova, il secondo dopoguerra portò una profonda espansione edilizia, favorita anche dalla copertura del torrente Geirato e dall’insediamento di attività commerciali e produttive. Una trasformazione più recente ha interessato l’area dell’ex colorificio Boero, protagonista di un intervento di rigenerazione urbana all’inizio del nuovo millennio.
L'ITINERARIO
Il percorso seguito durante la passeggiata è stato:
piazza dell’Olmo
via Molassana
via Bernardini (cappelletta dell’Olmo)
via Geirato
ponte Martin
via Sertoli
giardini Falco
piazza del Mercato
via di San Rocco (chiesa di San Rocco)
via Molassana/via San Felice
via Gherzi
via Lusignani
via Molassana
via Bosco di Molassana.
STRUPPA, IL BORGO RURALE CHE RIFORNIVA I MERCATI GENOVESI
Anche la storia di Struppa è legata a quella di Molassana e alla presenza del Bisagno. Il nome deriverebbe da «stroppa», il ramo del salice utilizzato tradizionalmente per le legature in campagna grazie alla sua elasticità, in riferimento alla conformazione del torrente in corrispondenza dell’insediamento.
A partire dall’anno Mille, Struppa si sviluppò attorno alla chiesa di San Siro, centro religioso e amministrativo della cosiddetta “Isola del Vescovo”, che comprendeva anche Molassana. Accanto a questo nucleo si formarono gli antichi borghi collinari di Aggio, San Cosimo e San Martino, lungo le vie di collegamento con la Valle Scrivia e la Val Trebbia.
La posizione a mezza costa rispondeva a esigenze concrete: sfruttare una migliore esposizione al sole per aumentare la produttività agricola e, allo stesso tempo, proteggersi dalle piene del Bisagno, che colpivano periodicamente la pianura.
L’agricoltura diventò così la principale fonte di ricchezza per gli abitanti, che rifornivano quotidianamente i mercati genovesi con ortaggi, frutta, vino, olio e basilico. La produttività del territorio attirò anche famiglie genovesi che vi trascorrevano lunghi periodi di villeggiatura, costruendo ville di campagna circondate da vaste tenute agricole.
Le trasformazioni moderne non hanno cancellato completamente l’impianto originario del borgo. Tra le testimonianze che continuano a caratterizzare il paesaggio di Struppa ci sono l’Acquedotto Storico e la chiesa di San Siro, luoghi che restituiscono il legame tra architettura, spiritualità e organizzazione del territorio.
L'ITINERARIO
La passeggiata si è snodata lungo il seguente itinerario:
piazza Suppini
via Benedetto da Porto
via del Castello di Struppa
via Benedetto da Porto
passo dell’Archivolto di Struppa
via Ca’ di Musa
via Ritale
via Trossarelli.
I PROSSIMI APPUNTAMENTI E IL CALENDARIO AGGIORNATO
Il prossimo appuntamento è fissato per mercoledì 14 ottobre a Rivarolo, con ritrovo alle ore 17 in piazza Pallavicini, di fronte agli uffici anagrafe. La partecipazione è libera; si consiglia di indossare scarpe comode.
Per gli iscritti all’Ordine degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori di Genova è previsto il riconoscimento dei crediti formativi professionali.
I prossimi appuntamenti saranno nell’ordine:
Mercoledì 14 ottobre, ore 17.00/18.30, Rivarolo (piazza Pallavicini, di fronte agli uffici anagrafe)
24 ottobre, ore 10.00/13.00, Bavari (piazza San Giorgio di Bavari) e Apparizione (piazza Luigi Pitto)
7 novembre, ore 10.00/13.00, Quarto (piazzale Crispi) e Quinto (Giardini di Quinto – piazzale Rusca)
11 novembre, ore 17.00/18.30, Cornigliano (giardini Melis)
14 novembre, ore 10.00/13.00, Nervi (piazza Duca degli Abruzzi) e Sant’Ilario (via Bruno Bonanno, di fronte all'ex stazione ferroviaria)
Per ulteriori informazioni è possibile contattare i seguenti indirizzi e-mail: assurbanisticaeverde@comune.genova.it direzioneurbanisticasue@comune.genova.it



























