Si accende la polemica politica attorno a Ilaria Salis, eurodeputata di Alleanza Verdi e Sinistra, finita nel mirino del senatore di Fratelli d'Italia Gianni Berrino per aver esibito una bandiera con la stella rossa, simbolo che l'esponente del partito di Giorgia Meloni collega alla tradizione comunista jugoslava e al regime di Josip Broz Tito.
Al centro delle critiche il tema della memoria delle foibe, delle deportazioni e dell'esodo giuliano-dalmata, tragedie che, secondo Berrino, non possono essere dimenticate o subordinate alle appartenenze politiche.
"Ilaria Salis esibisce simboli legati alla tradizione comunista jugoslava di Tito, il cui regime fu responsabile di repressioni, persecuzioni e violenze che hanno lasciato una ferita profonda nella storia italiana - dichiara il senatore -. Una ferita che ha il nome delle foibe, delle deportazioni e dell'esodo di migliaia di italiani costretti ad abbandonare la propria terra".
Berrino punta quindi il dito contro quello che considera un atteggiamento contraddittorio da parte della sinistra italiana nel giudizio sui totalitarismi del Novecento.
"Le vittime delle foibe non possono essere dimenticate, né la loro sofferenza può essere subordinata alle convenienze ideologiche, come troppo spesso fa la sinistra italiana. Dietro quei nomi ci sono uomini, donne e famiglie, vite spezzate e una tragedia che merita rispetto, verità e memoria. Come si può condannare una dittatura e, allo stesso tempo, esibire simboli che richiamano una tradizione legata anche a un regime responsabile di tanta sofferenza?".
Il parlamentare ribadisce la necessità di una memoria storica condivisa, senza distinzioni legate all'orientamento politico: "La memoria storica non può essere a corrente alternata: non esistono vittime di serie A e vittime di serie B".
La polemica prende le mosse da un video diffuso sui social in occasione della manifestazione di sabato 10 ottobre davanti al centro sociale Lambretta di Milano, dove Salis ha partecipato a una controprotesta organizzata in risposta al presidio della Lega con Matteo Salvini e Silvia Sardone. Nelle immagini compare un tricolore con una stella rossa, riconducibile alla simbologia delle Brigate Garibaldi, le formazioni partigiane comuniste.
Nel suo intervento, Berrino torna anche sulla vicenda giudiziaria che ha coinvolto l'eurodeputata in Ungheria, dove è stata accusata di aver partecipato ad aggressioni durante una manifestazione a Budapest. Nell'ottobre 2025 il Parlamento europeo ha confermato la sua immunità parlamentare con 306 voti favorevoli e 305 contrari.
"Nessuna condanna può essere data per scontata, ma sia chiaro: l'immunità parlamentare non è un'assoluzione e non cancella le domande sulla responsabilità politica - sottolinea Berrino -. Basta doppi standard e indulgenze ideologiche. Chi rappresenta i cittadini italiani in Europa ha il dovere di confrontarsi con tutta la storia, anche con le pagine più scomode della propria area politica".
Infine, il senatore di Fratelli d'Italia conclude con un richiamo al rispetto delle vittime e alla condanna di ogni forma di totalitarismo.
"La memoria delle vittime delle foibe è memoria italiana. Il loro dolore non appartiene a una parte politica e non può essere cancellato da nessuna bandiera. Ricordarle significa difendere la verità storica, restituire dignità a chi è stato ucciso o perseguitato e impedire che simili tragedie vengano dimenticate o giustificate. La coerenza democratica esige una condanna senza ambiguità di tutti i totalitarismi, senza giustificazioni e senza eccezioni".













