Gli stipendi dei dirigenti di AMT tornano al centro del dibattito in Consiglio comunale. A fare chiarezza sui compensi dei vertici dell'azienda di trasporto pubblico, finiti sotto osservazione nel pieno della crisi finanziaria della società, è il vicesindaco Alessandro Terrile, rispondendo alle interrogazioni dei consiglieri Pietro Piciocchi (Vince Genova), Lorenzo Pellerano(Orgoglio Genova), Alessio Bevilacqua (Lega) e Nicholas Gandolfo (Fratelli d’Italia) aventi tutti per oggetto l’incremento della retribuzione del personale dirigente di AMT.
"Il consiglio di amministrazione non ha deliberato alcun aumento al personale dirigente, ad eccezione di due casi", spiega Terrile, sottolineando che, rispetto al 2024, le retribuzioni sono complessivamente diminuite per effetto della mancata erogazione dei premi di risultato. Una decisione che, secondo quanto riferito in aula, ha consentito all'azienda di risparmiare oltre 188mila euro per ciascuno degli anni 2025 e 2026.
Il primo caso riguarda Paolo Ravera, che ha ricoperto l'incarico di direttore generale ad interim per parte del 2025 e del 2026, al quale è stato riconosciuto un incremento di 24mila euro lordi annui. Il secondo è quello di Guido Castello, assunto a tempo determinato nel settembre 2023 con una clausola contrattuale che prevedeva, nel corso del 2025, un adeguamento di 3.416,71 euro lordi annui.
"Per gli altri dirigenti non c'è stato alcun aumento salariale", ribadisce il vicesindaco, precisando che non si è trattato di nuove decisioni del Cda, ma dell'applicazione di incarichi e accordi già esistenti.
Terrile ricostruisce quindi il meccanismo delle retribuzioni, ricordando che la crisi di AMT è stata formalizzata con la comunicazione del collegio sindacale del 23 giugno 2025. Da quel momento, per le annualità 2025 e 2026, non è stata riconosciuta ai dirigenti la componente variabile dello stipendio, che negli anni precedenti rappresentava mediamente tra il 15% e il 23% della retribuzione annua lorda.
Non solo. Nonostante un accordo aziendale del giugno 2022 prevedesse un adeguamento dei trattamenti economici in occasione del rinnovo del contratto nazionale degli autoferrotranvieri, intervenuto nel dicembre 2024, azienda e dirigenti hanno concordato di non procedere con gli aumenti, proprio alla luce della difficile situazione finanziaria.
A generare le preoccupazioni sarebbero stati soprattutto i dati pubblicati nella sezione Amministrazione trasparente del sito aziendale. Le tabelle, spiega Terrile, riportano infatti non soltanto le somme effettivamente percepite in busta paga, ma anche il valore economico dei cosiddetti fringe benefit, tra cui auto aziendali e polizze assicurative.
"Ad eccezione dei due dirigenti di cui parlavo prima, per tutti gli altri l'aumento del costo che sostiene AMT per il personale deriva dall'aumento del controvalore monetario della polizza già stipulata", chiarisce. Nel biennio 2025-2026 non sarebbero state effettuate nuove assegnazioni o nuovi acquisti di benefit, ma soltanto aggiornamenti del loro valore economico in applicazione di accordi sottoscritti negli anni precedenti.
Un passaggio riguarda anche le auto aziendali a uso promiscuo, il cui rinnovo era stato deliberato dal Cda il 17 ottobre 2023. Una scelta sulla quale Terrile esprime una valutazione critica, chiamando in causa la precedente amministrazione comunale.
"Certamente c'è il fatto che nel 2023 si è deciso di cambiare tutte le macchine dei dirigenti, una scelta che alla luce della situazione dei conti dell'azienda, già allora non particolarmente buona, forse non è stata particolarmente fortunata od opportuna", osserva il vicesindaco. "Noi questa scelta l'abbiamo subita e non avremo un grande vantaggio a vendere quelle macchine e rimetterle sul mercato. Purtroppo, non tutte le scelte fatte dalla precedente amministrazione sono state particolarmente fortunate, in particolare quelle su AMT".
Sul piano politico, Terrile difende anche l'intervento della sindaca Silvia Salis, che aveva richiamato l'azienda alla necessità di evitare incrementi retributivi in una fase nella quale il risanamento richiede sacrifici a tutte le componenti.
"Per fare chiarezza, e a mio avviso molto legittimamente, la sindaca è intervenuta per richiamare l'azienda al rispetto di un principio molto chiaro: in una situazione di crisi, per arrivare al salvataggio che auspichiamo avvenga nelle prossime settimane, tutti devono fare sacrifici, anche il personale dirigente".
Il vicesindaco esclude però qualsiasi contrapposizione con gli attuali vertici della società. "Questo richiamo non è una critica al consiglio di amministrazione, che anzi intendo ringraziare per il lavoro che sta facendo per portare a buon esito la composizione negoziata di crisi. Questo non è il tempo di immaginare nuovi aumenti rispetto alle clausole contrattuali già firmate".
Il Comune, aggiunge Terrile, ha già chiesto ad AMT un resoconto dettagliato sul funzionamento delle retribuzioni variabili e dei fringe benefit, affinché ogni voce di costo sia valutata in relazione agli obiettivi del piano di risanamento.
"L'attenzione del Comune di Genova è molto alta, perché ogni euro è rilevante", conclude. "Pensiamo che il sacrificio di tutti, compreso quello del personale dirigente, degli enti pubblici, degli utenti e dei lavoratori, ci porterà insieme al salvataggio dell'azienda".














