Arriva anche a Genova la mobilitazione studentesca che nelle ultime settimane sta coinvolgendo diversi istituti italiani. Oggi gli studenti del liceo Italo Calvino hanno occupato la scuola per denunciare le condizioni in cui sono costretti a studiare e per contestare le politiche del Governo in materia di istruzione e servizi pubblici.
Secondo gli studenti, la protesta nasce dalla crescente insoddisfazione verso un esecutivo accusato di ridurre gli investimenti destinati a scuola, sanità e trasporti pubblici, privilegiando invece la spesa militare. Al centro delle rivendicazioni vi è anche la situazione dell'istituto genovese, definita dagli occupanti "in condizioni di degrado inaccettabili".
"Studiamo ogni giorno in una scuola dove manca tutto", scrivono gli studenti in un comunicato, "il riscaldamento non funziona, i bagni sono in condizioni disastrose, abbiamo avuto infiltrazioni d'acqua e infestazioni di topi". Problemi che, secondo i ragazzi, compromettono il diritto a un'istruzione dignitosa e sicura.
La protesta si inserisce in un contesto di crescente disagio economico. Gli studenti richiamano l'attenzione sull'aumento del costo della vita, denunciando il peso dell'inflazione e dei rincari che gravano sulle famiglie. "Mentre il carovita continua ad aumentare, e il prezzo della benzina schizza a 2.30€ (e scontato di 30 centesimi per cercare di sedare la rabbia) il ministro Valditara si trasforma in un vero e proprio sceriffo, portando avanti leggi repressive e razziste, dal decreto bavaglio dell'anno scorso al vergognoso DL razzista approvato pochi giorni fa".
Nei prossimi giorni sono attese assemblee di confronto per discutere le rivendicazioni degli studenti.















