Rafforzare il polo della Spezia come eccellenza europea della missilistica navale, continuando a investire in infrastrutture, tecnologie, impianti produttivi e occupazione qualificata. È l'obiettivo indicato da Renzo Tosini, amministratore delegato di MBDA Italia, durante l'incontro "Ricerca e investimenti per la sicurezza: le opportunità del territorio", organizzato nella sede di Confindustria La Spezia. Al centro del confronto, le prospettive dell'industria della difesa e le ricadute sulla filiera produttiva e sul lavoro in Liguria.
"In meno di cinque anni l'organico di MBDA è più che raddoppiato e prevediamo un'ulteriore crescita. Vogliamo rafforzare il polo della Spezia come eccellenza europea della missilistica navale, continuando a investire in infrastrutture, tecnologie, impianti produttivi e occupazione qualificata", ha dichiarato Tosini.
Un percorso che, secondo l'amministratore delegato, deve coinvolgere anche le piccole e medie imprese del territorio, attraverso collaborazioni capaci di dare continuità agli investimenti. "Cerchiamo partner con cui condividere progetti, investimenti e programmi pluriennali. Il valore delle pmi non si misura soltanto nel fatturato, ma soprattutto nelle competenze e nell'innovazione che sono in grado di esprimere", ha spiegato. Tosini ha ricordato inoltre che il 50% della produzione di MBDA è destinato all'export, indicandolo come un elemento fondamentale per la sostenibilità economica e la crescita occupazionale.
Il confronto ha affrontato anche il rapporto tra spesa militare e risorse per i servizi pubblici. Per Tosini, quella tra investimenti nella difesa e finanziamenti a sanità e istruzione è "una falsa contrapposizione". "Sicurezza e benessere sono strettamente collegati. Un euro investito nella difesa è un euro speso bene, perché contribuisce a creare le condizioni per la crescita economica e per generare nuove risorse da destinare ai servizi pubblici", ha sostenuto.
L'ad ha quindi richiamato il ruolo dei principali gruppi industriali del settore: "Il nostro Paese può contare su campioni nazionali come Leonardo, Fincantieri e MBDA, leader sui mercati internazionali e capaci di offrire sistemi innovativi e tecnologicamente avanzati. È una condizione favorevole per trasformare i nuovi investimenti nella difesa in opportunità concrete per l'industria e l'occupazione italiana".
Sulla necessità di discutere pubblicamente di difesa è intervenuto Giuseppe Cossiga, presidente e direttore Affari Istituzionali di MBDA Italia, gruppo europeo specializzato nella progettazione, produzione e sviluppo di sistemi missilistici ad alta tecnologia. "La guerra si è avvicinata al nostro Paese ed è arrivato il momento di parlare di difesa anche fuori dal nostro settore, senza paura di dire le cose come stanno", ha affermato.
Cossiga ha respinto la definizione di "mercanti di morte" rivolta a chi opera nel comparto: "Invito tutti a venire nel nostro stabilimento per vedere che di mercanti di morte non ce ne sono. Ci sono tante persone serie che lavorano in un'industria che è un elemento portante del sistema di difesa del nostro Paese".
Per descrivere le ricadute sul territorio, ha ricordato che alla Spezia gli occupati di MBDA sono passati da meno di 200 a oltre 400 in dieci anni. "Quando MBDA cresce, cresce anche tutta la nostra filiera", ha sottolineato, richiamando la necessità di formare ingegneri e tecnici specializzati.
Dal presidente di MBDA Italia è arrivata anche una critica al funzionamento degli strumenti europei di finanziamento della difesa. Secondo Cossiga, gli otto miliardi richiesti dall'Italia attraverso Safe saranno destinati a programmi già avviati, anziché a nuove iniziative di cooperazione europea. "È importante, per carità, ma evidentemente l'Europa non sta funzionando. Il pericolo è evidente", ha concluso.
A collegare le prospettive delle grandi aziende allo sviluppo del tessuto produttivo spezzino è stato Alessandro Laghezza, presidente di Confindustria La Spezia. "Possiamo parlare serenamente e in maniera costruttiva della valorizzazione economica dell'industria della difesa e puntare a una leadership nazionale, ma anche europea, in alcune tecnologie e in alcuni segmenti", ha dichiarato.
"La sicurezza è anche e soprattutto una grande questione industriale", ha aggiunto Laghezza, sottolineando il ruolo delle grandi imprese nella crescita delle pmi attraverso innovazione, trasferimento tecnologico e collaborazione con università e centri di ricerca.
Tra le priorità indicate figurano il recupero degli spazi produttivi sottoutilizzati, la formazione di tecnici e ingegneri e la capacità di attrarre nuovi talenti, anche alla luce della crescita di MBDA sul territorio. "I nostri ragazzi non hanno bisogno di andare fuori per trovare un lavoro di alto livello: possono trovarlo qui", ha concluso, ribadendo l'impegno di Confindustria nel favorire il dialogo tra imprese, istituzioni e mondo della formazione.














