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Attualità | 14 ottobre 2026, 10:42

Scuola, occupato anche il Lanfranconi di Voltri

Dopo il Gobetti e il Calvino, gli studenti del liceo di Voltri si mobilitano contro il caro-vita, i tagli all’istruzione e la precarietà del personale. Osa sostiene l’occupazione e attacca il "Decreto Razzismo"

Scuola, occupato anche il Lanfranconi di Voltri

Dopo il Gobetti e il Calvino, anche il liceo Lanfranconi di Voltri è stato occupato dagli studenti. 

La mobilitazione è iniziata questa mattina con un’assemblea straordinaria per discutere delle criticità dell’istituto, ma anche di questioni più ampie, dal caro-vita alle politiche del Governo sull’istruzione, fino alla solidarietà con i lavoratori dell’ex Ilva, da giorni in sciopero a Genova.

A sostenere l’occupazione è Osa, Opposizione studentesca di alternativa, che ha elencato le ragioni della protesta e ha annunciato nuove iniziative nelle prossime settimane. Nel mirino ci sono l’aumento del costo della vita, gli stipendi che, secondo gli studenti, sono fermi ai livelli degli anni Novanta, le condizioni degli edifici scolastici, la precarietà dei docenti e la carenza di personale non docente.

La contestazione riguarda anche le scelte di spesa pubblica. Gli studenti denunciano i tagli alle risorse destinate alle scuole, contrapposti all’aumento dei fondi per gli armamenti, e sottolineano in particolare la mancata promozione della digitalizzazione nel proprio istituto. Una serie di problemi che, nella loro lettura, rende necessaria una mobilitazione che non si limiti alle singole realtà scolastiche, ma coinvolga gli studenti a livello nazionale.

"Le motivazioni sono tante; il caro-vita, gli stipendi fermi dagli anni ‘90, le condizioni delle scuole, la precarietà dei nostri professori come la carenza di personale non docente, un governo che taglia i fondi alle scuole e aumenta i fondi destinati alle armi (e nel caso della nostra scuola non promuove la digitalizzazione) e a fianco dei lavoratori dell’ex-ilva in sciopero" spiegano gli studenti e le studentesse.

Nel comunicato viene ribadita anche l’opposizione al Decreto Scuola, che il movimento ribattezza "Decreto Razzismo". Gli studenti contestano un provvedimento che, a loro giudizio, non affronta le difficoltà reali del mondo scolastico e rischia invece di alimentare contrapposizioni tra giovani.

"Il governo oltre a tagliarci i fondi vuole farci credere che i nemici siano i nostri compagni di banco. Noi riteniamo che il nuovo Decreto Razzismo sia un’aberrazione e non risolva veramente i problemi di noi studenti", si legge ancora.

Gli studenti annunciano di voler proseguire la mobilitazione e chiamano a raccolta i coetanei per i prossimi appuntamenti.

Il primo è fissato per il 16 ottobre, giornata di sciopero studentesco. Il 30 ottobre, invece, Osa annuncia una nuova iniziativa al fianco degli operai, in occasione dello sciopero generale convocato da Usb e Calp. "Continueremo a mobilitarci e a bloccare tutte le scuole d’Italia", promette il movimento: "Il futuro siamo noi e nessuno ha il diritto di togliercelo".

Redazione

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