Restituire valore agli spazi dismessi, recuperare immobili sottoutilizzati e individuare nuove opportunità di sviluppo per i quartieri, con particolare attenzione alle aree strategiche della città e ai territori in trasformazione lungo il confine tra porto e tessuto urbano. È questo l’obiettivo della convenzione siglata questa mattina a Palazzo Tursi tra il Comune di Genova e il Dipartimento Architettura e Design (dAD) dell’Università degli Studi di Genova, che uniranno competenze ed esperienze per approfondire le potenzialità di riattivazione di spazi e edifici oggi dismessi o sottoutilizzati.
L’intesa - firmata dalle assessore Francesca Coppola (Urbanistica) e Rita Bruzzone (Diritto all’Istruzione e alla Formazione), dall’assessore Davide Patrone (Patrimonio) e dal direttore del Dipartimento Architettura e Design di UniGE, Adriano Magliocco - consentirà di sviluppare attività di ricerca, analisi territoriali, approfondimenti progettuali e studi di fattibilità, con l’obiettivo di delineare possibili scenari di trasformazione. Il lavoro interesserà sia gli ambiti individuati dall’Amministrazione come strategici per la rigenerazione urbana, sia le aree coinvolte nei processi di evoluzione del rapporto tra porto e tessuto cittadino, compresi gli spazi pubblici e aperti connessi.
«Una rigenerazione efficace parte dalla capacità di leggere le trasformazioni urbane e di inserirle in una visione complessiva, attenta alla qualità degli spazi e alle esigenze dei quartieri – dichiara Francesca Coppola, assessora all’Urbanistica –. La collaborazione con il Dipartimento Architettura e Design ci permetterà di approfondire le caratteristiche dei diversi contesti e di valutare scenari coerenti con le specificità dei quartieri, le loro esigenze e le prospettive di sviluppo. Vogliamo dotarci di strumenti conoscitivi e progettuali che aiutino a comprendere come trasformare gli spazi sottoutilizzati in nuove opportunità per la città, rafforzando il rapporto tra pianificazione, spazi pubblici e qualità della vita».
Il programma avrà carattere interdisciplinare e coinvolgerà le attività didattiche e scientifiche dell’Ateneo. Sono previsti laboratori e workshop tematici, anche internazionali, tesi di laurea, seminari e giornate di studio aperte alla cittadinanza. Il lavoro comprenderà inoltre la mappatura e il censimento degli ambiti interessati, con la possibilità di realizzare atlanti e banche dati, affiancati da tavoli di confronto con enti, operatori, associazioni, portatori di interesse e comunità locali.
«La collaborazione con l’Università offre l’opportunità di avvicinare il mondo della formazione alle sfide concrete della città, coinvolgendo studentesse e studenti in attività di ricerca, laboratori e progetti legati alle trasformazioni urbane - aggiunge Rita Bruzzone, assessora al Diritto all’Istruzione e alla Formazione -. Confrontarsi con casi reali permette di consolidare le competenze acquisite e sviluppare capacità di analisi e progettazione, valorizzando il contributo delle nuove generazioni. Mettere in relazione istruzione, sapere accademico e territorio significa investire nella crescita delle persone e creare occasioni di apprendimento che guardino al futuro di Genova».
Gli approfondimenti potranno dare origine a linee guida, scenari strategici, studi di fattibilità, progetti pilota e sperimentazioni a diverse scale, con iniziative pubbliche per condividere e valorizzare i risultati. L’accordo apre anche alla partecipazione congiunta a programmi di ricerca e bandi nazionali e internazionali, alla costruzione di reti con altri atenei e centri di ricerca e all’attivazione di tirocini e opportunità formative per studenti, laureandi, dottorandi e giovani ricercatori.
«Programmare la rigenerazione del patrimonio pubblico significa utilizzare una leva fondamentale attraverso cui il Comune può dare attuazione alle proprie politiche e costruire nuove opportunità per i quartieri – sottolinea Davide Patrone, assessore al Patrimonio –. Per questo stiamo completando la ricognizione dei beni dismessi e sottoutilizzati, con l’obiettivo di arrivare a una delibera che individui nuovi ambiti di rigenerazione e ci permetta di passare dal censimento alla progettazione. La collaborazione con il Dipartimento Architettura e Design è decisiva per compiere questo salto di qualità: studiare ogni bene nel suo contesto, verificarne condizioni e potenzialità, valutare la fattibilità delle diverse ipotesi e individuare destinazioni sostenibili e coerenti con l’interesse pubblico. Non vogliamo assegnare funzioni astratte a spazi vuoti, ma capire quali risposte possano offrire ai bisogni della città e dei territori: abitare, servizi, formazione, lavoro, cultura, socialità e nuovi spazi pubblici. Mettere insieme la conoscenza che l’Amministrazione ha del proprio patrimonio e le competenze dell’Università significa rendere queste scelte più solide e capaci di rispondere alle esigenze della contemporaneità, producendo valore pubblico nel lungo periodo».
L’accordo-quadro sarà attuato mediante successivi incontri che definiranno attività, tempi e risultati attesi. Gli studi avranno finalità conoscitive, scientifiche, formative e sperimentali.
«Questa convenzione quadro rappresenta un passo importante nel rafforzamento della collaborazione tra l’Università di Genova e la città – afferma Adriano Magliocco, direttore del Dipartimento Architettura e Design (dAD) dell’Università di Genova -. La strategia di rigenerazione urbana promossa dal Comune offre un’occasione significativa per mettere in relazione ricerca, formazione e politiche di trasformazione del territorio. Il Dipartimento intende contribuire a questo percorso con le proprie competenze scientifiche e progettuali, partecipando alla costruzione di nuove prospettive per il futuro di Genova».
Christiano Lepratti, responsabile scientifico della convenzione insieme alla professoressa Beatrice Moretti e al professor Davide Servente, del Dipartimento Architettura e Design (dAD) di UniGE spiega: «La collaborazione si concentrerà sulle aree dismesse o sottoutilizzate della città, con particolare attenzione alle valli urbane e agli ambiti di trasformazione tra porto e tessuto urbano. Attraverso la ricerca, la didattica, i workshop e il confronto con gli attori e le comunità del territorio, intendiamo sviluppare studi e scenari progettuali capaci di esplorare nuove possibilità di trasformazione. Genova diventerà così un laboratorio di ricerca, sperimentazione e formazione, nel quale coinvolgere gli studenti e contribuire alla costruzione di una visione condivisa per il futuro della città».
L’intesa consolida il rapporto tra Comune e Università, mettendo la ricerca al servizio delle politiche urbane e della gestione del patrimonio. Le analisi permetteranno di disporre di un quadro più approfondito delle potenzialità delle aree coinvolte, a supporto delle future valutazioni dell’Amministrazione sul loro possibile riutilizzo e sul ruolo che potranno assumere nello sviluppo di Genova.















