Restituire la Loggia dei Banchi alla città, trasformandola in una piazza coperta aperta e attraversabile, destinata a ospitare eventi culturali, incontri pubblici, spettacoli e iniziative artistiche, senza rinunciare alla tutela dei reperti archeologici.
È la direzione indicata dalla nuova ipotesi di riqualificazione dello storico edificio del centro storico cittadino, illustrata oggi durante la seduta congiunta delle Commissioni consiliari IV, V e VI, coordinata dalla consigliera Donatella Alfonso, alla presenza degli assessori ai Lavori pubblici Massimo Ferrante e alla Cultura Giacomo Montanari.
La proposta ha ricevuto un riscontro positivo dalla Soprintendenza e dalla Compagnia di San Paolo e punta a superare lo stallo seguito alla scoperta dei reperti archeologici nel sottosuolo, che aveva di fatto bloccato il precedente progetto di recupero. L’obiettivo dell’Amministrazione è conciliare la conservazione delle testimonianze storiche con la possibilità di restituire alla Loggia una funzione pubblica, evitando che rimanga soltanto un sito archeologico.
“Abbiamo ereditato una situazione sostanzialmente congelata, con la Loggia trasformata in un sito archeologico e il rischio di perdere la funzione originaria di uno degli edifici più significativi del nostro centro storico - ha spiegato l’assessore ai Lavori pubblici Massimo Ferrante -. Insieme all’assessorato alla Cultura e agli uffici comunali abbiamo lavorato per individuare una soluzione che consentisse di tutelare i reperti senza rinunciare alla restituzione della Loggia alla città. Il confronto con la Soprintendenza, che ha dimostrato grande disponibilità, ha permesso di arrivare a una proposta condivisa. La nostra visione è quella di un luogo aperto, attraversabile, capace di dialogare con la città e con i suoi flussi culturali e turistici, tornando a essere uno spazio di incontro come nella sua storia”.

SCAVI COPERTI MA ISPEZIONABILI
Il nuovo indirizzo progettuale prevede di rendere nuovamente calpestabile gran parte della superficie della Loggia, mantenendo al tempo stesso accessibili e ispezionabili i reperti archeologici sottostanti. Circa il 90% dell’area degli scavi sarà coperto, ma sarà garantito l’accesso per i controlli del caso, mentre una porzione sarà lasciata visibile al pubblico, con particolare attenzione alle testimonianze dell’antica bottega dell’orefice e delle cantine storiche.
Tra gli elementi previsti nella nuova area calpestatile ci sarà una struttura a gradoni che potrà essere utilizzata come platea per conferenze, presentazioni di libri, assemblee pubbliche, spettacoli teatrali e iniziative musicali. La soluzione punta a coniugare la valorizzazione archeologica con la fruibilità degli spazi, trasformando la Loggia in un luogo in cui le tracce del passato possano essere conosciute senza impedire lo svolgimento di nuove attività.
Come sottolinea l’assessore alla Cultura Giacomo Montanari, “la sfida era tenere insieme due esigenze fondamentali: la tutela del patrimonio archeologico e la necessità di restituire alla città uno spazio pubblico di grande valore. Grazie al lavoro dei progettisti comunali siamo riusciti a individuare una soluzione che non cancella la storia della Loggia, ma la rende leggibile e accessibile. Vogliamo che questo edificio torni a essere una piazza coperta, un luogo di attraversamento, di incontro e di partecipazione, capace di ospitare attività culturali, conferenze, teatro e musica. Il centro storico ha bisogno di spazi pubblici di aggregazione e la Loggia dei Banchi può tornare a svolgere quella funzione che ha avuto per secoli”.
Il progetto comprende inoltre il recupero di una porzione della superficie destinata ad attività di accoglienza e incontro, con l’intento di rafforzare il collegamento tra il Porto Antico, il centro storico e il sistema museale cittadino.
FONDI E TEMPI, IL NODO DELLA COMPAGNIA DI SAN PAOLO

Resta da definire il quadro economico dell’intervento. La Compagnia di San Paolo, che aveva già sostenuto il precedente progetto di riqualificazione, aveva destinato complessivamente 1,5 milioni di euro, dei quali circa 400mila già utilizzati per la progettazione precedente. La disponibilità dei restanti 1,1 milioni sarà oggetto di una decisione prevista nel mese di novembre.
L’intervento è inserito nella programmazione triennale delle opere pubbliche per il 2027. L’Amministrazione punta a procedere per lotti funzionali, cominciando dagli interventi di messa in sicurezza, consolidamento e valorizzazione dei reperti archeologici, per arrivare successivamente alla realizzazione delle pedane e delle strutture necessarie alla piena fruizione dell’edificio.
La proposta illustrata in Commissione non costituisce ancora un progetto definitivo: il lavoro tecnico e istituzionale dovrà quindi proseguire per arrivare alla definizione degli interventi e delle successive fasi di realizzazione.
Un altro punto centrale riguarda la futura gestione della Loggia e il suo ruolo nella vita culturale cittadina. L’intenzione del Comune è mantenere una regia pubblica e costruire un programma di attività attraverso il coinvolgimento delle realtà culturali e associative del territorio.
“Immaginiamo per la Loggia una forte regia pubblica - ha aggiunto Montanari -. Non vogliamo semplicemente affidare uno spazio in gestione, ma costruire un progetto culturale attraverso percorsi di coprogettazione con associazioni, realtà culturali e soggetti del territorio, tenendo conto delle esigenze del Comune e del Municipio. La Loggia deve mantenere la propria natura di piazza pubblica, aperta alla città, valorizzando al tempo stesso la sua straordinaria rilevanza storica, architettonica e turistica”.














