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Politica | 20 ottobre 2026, 16:19

Consiglio regionale unanime per la liberazione di Najmeh Amini, condannata a morte in Iran per un contenuto sui social

La studentessa di 23 anni è detenuta a Mashhad e accusata di insulto al Profeta. La richiesta al Governo di proseguire le iniziative diplomatiche per impedire l'esecuzione e ottenere l'annullamento delle condanne

Consiglio regionale unanime per la liberazione di Najmeh Amini, condannata a morte in Iran per un contenuto sui social

Il Consiglio regionale unanime esprime solidarietà a Najmeh Amini, la studentessa iraniana di 23 anni condannata a morte per un contenuto pubblicato sui social network. L'ordine del giorno approvato nella seduta odierna impegna il presidente e la Giunta a sollecitare il Governo e la Farnesina affinché proseguano ogni iniziativa diplomatica utile a impedire l'esecuzione, ottenere l'annullamento delle condanne e promuovere la sua liberazione.

Najmeh, studentessa di contabilità, è stata arrestata il 31 gennaio scorso al Bazar Ferdowsi di Mashhad, durante le proteste popolari che hanno attraversato l'Iran dalla fine del 2025. Da allora si trova detenuta nel carcere di Vakilabad, nella stessa città. L'ordine del giorno presentato richiama le denunce delle organizzazioni internazionali per i diritti umani secondo cui la giovane ha trascorso circa otto mesi in una condizione di incertezza giudiziaria, con periodi di isolamento e senza potersi avvalere di un difensore di fiducia.

Il 16 settembre la Sezione 6 del Tribunale penale della provincia del Khorasan Razavi le ha inflitto la pena capitale per l'accusa di "sabb al-Nabi", insulto al Profeta, in relazione a un contenuto diffuso sui social. In un procedimento distinto, davanti al Tribunale rivoluzionario, è stata inoltre condannata a 12 anni, 6 mesi e un giorno di reclusione per "attività contro la sicurezza nazionale" e "propaganda contro il regime". La sentenza capitale, precisa il documento, non è ancora definitiva ed è sottoposta al vaglio della Corte Suprema iraniana.

Dal carcere la studentessa ha diffuso un messaggio audio: "Sono una ragazza innocente, una giovane con tanti desideri e sogni. Chiedo solo giustizia e la possibilità di difendermi. Non voglio che di me restino poche righe in un fascicolo giudiziario. Ricordate il mio nome".

L'iniziativa dell'Assemblea ligure nasce dalla volontà di sostenere la pressione diplomatica internazionale in una fase in cui è ancora possibile intervenire per salvarle la vita. Il testo richiama anche la richiesta rivolta il 16 ottobre dal ministro degli Esteri Antonio Tajani alle autorità iraniane per la sospensione della condanna e il rispetto dei diritti fondamentali delle donne.

Najmeh Amini non ha legami di parentela con Mahsa Jina Amini, la ventiduenne curda morta il 16 settembre 2022 dopo essere stata arrestata dalla polizia morale con l'accusa di indossare il velo in modo non conforme. Il Consiglio richiama però quella vicenda, dalla quale nacque il movimento "Donna, Vita, Libertà", per denunciare il perdurare della repressione delle libertà individuali e del dissenso in Iran.

Con il voto unanime, l'Assemblea ribadisce la propria contrarietà alla pena di morte in ogni luogo e circostanza e la vicinanza alle donne e agli uomini iraniani che manifestano pacificamente per la libertà e la democrazia. Una posizione già espressa con due ordini del giorno approvati, sempre all'unanimità, nel maggio 2023 e nel febbraio 2026.

Il documento chiede che l'azione diplomatica prosegua anche in sede europea e alle Nazioni Unite. Sarà trasmesso alla Presidenza del Consiglio, alla Farnesina, alle presidenze di Camera e Senato, al Parlamento europeo, alla Relatrice speciale dell'Onu sulla situazione dei diritti umani in Iran e all'Ambasciata iraniana in Italia.

Chiara Orsetti


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