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Sanità | 20 ottobre 2026, 19:02

Centrale unica del 118, il Consiglio regionale boccia la richiesta di sospendere la riforma

Respinto con 16 voti contrari e 9 favorevoli l'ordine del giorno del Pd. Le opposizioni chiedono maggiori garanzie su tecnologie, formazione e gestione delle emergenze. La maggioranza difende l'accorpamento delle centrali operative

Centrale unica del 118, il Consiglio regionale boccia la richiesta di sospendere la riforma

Il Consiglio regionale della Liguria ha respinto, con 16 voti contrari del centrodestra e 9 favorevoli, l'ordine del giorno 442, presentato dal consigliere del Partito Democratico Roberto Arboscello, che chiedeva di sospendere il processo di centralizzazione del servizio 118 in un'unica Centrale Operativa Regionale. L'obiettivo era approfondire le criticità emerse e coordinare la riorganizzazione ligure con il percorso nazionale di riforma del sistema di emergenza sanitaria territoriale.

La proposta, sottoscritta anche dai consiglieri Armando Sanna, Carola Baruzzo, Simone D'Angelo, Enrico Ioculano, Davide Natale, Andrea Orlando, Katia Piccardo e Federico Romeo, puntava a riaprire un confronto sulle modalità dell'accorpamento, con particolare attenzione all'affidabilità degli strumenti tecnologici, alla formazione del personale e alla capacità di garantire interventi tempestivi in tutte le aree della Liguria.

A illustrare le ragioni dell'ordine del giorno è stato lo stesso Arboscello, che ha chiarito di non essere contrario alle razionalizzazioni del servizio in quanto tali, ma di ritenere necessario verificare preventivamente che esistano le condizioni per realizzarle senza compromettere l'efficacia degli interventi.

Il consigliere ha richiamato le perplessità espresse da alcuni tecnici del settore, sottolineando come una riforma di questa portata debba essere preceduta dalla piena disponibilità delle infrastrutture tecnologiche e da un'adeguata preparazione degli operatori.

Uno dei punti più discussi riguarda proprio la conoscenza del territorio. Con la centralizzazione, infatti, un operatore potrebbe trovarsi a gestire una richiesta di soccorso proveniente da una zona della regione che non conosce direttamente. Una situazione che, secondo Arboscello, richiede una formazione specifica e sistemi tecnologici in grado di supportare efficacemente l'individuazione delle località e il coordinamento dei mezzi.

La richiesta non era dunque quella di abbandonare definitivamente il progetto, ma di sospenderne l'attuazione per valutare anche possibili modelli organizzativi alternativi. Nella replica conclusiva, Arboscello ha richiamato l'ipotesi di ridurre le attuali cinque centrali operative a due o tre, anziché concentrarle tutte in un'unica struttura, lasciando a un confronto tecnico il compito di individuare la soluzione più adatta alle caratteristiche della Liguria.

L'assessore regionale alla Sanità Massimo Nicolò ha espresso parere contrario all'ordine del giorno.

Nel dibattito è intervenuto anche Jan Casella (AVS), che ha sottolineato come le preoccupazioni sollevate non possano essere considerate semplici rivendicazioni territoriali. Le osservazioni, secondo il consigliere, arrivano da diverse province e coinvolgono operatori e professionisti del settore, che chiedono di essere ascoltati prima di procedere con una trasformazione così significativa del servizio.

A difendere la riorganizzazione è stato invece Rocco Invernizzi (FdI), che ha richiamato gli incontri organizzati sul territorio, anche nella provincia di Savona, per illustrare il funzionamento del nuovo sistema.

Secondo Invernizzi, gli strumenti tecnologici disponibili consentono di localizzare le richieste di soccorso e inviare i mezzi necessari indipendentemente dalla sede nella quale viene ricevuta la chiamata. Il consigliere ha quindi contestato l'idea che la distanza fisica tra operatore e luogo dell'emergenza possa necessariamente compromettere la tempestività degli interventi.

La maggioranza ha inoltre sostenuto che l'accorpamento non verrà completato prima che siano presenti tutte le condizioni necessarie, richiamando le esperienze delle province nelle quali la riorganizzazione è già stata avviata.

Una posizione contestata da Enrico Ioculano (Pd), che ha portato all'attenzione dell'aula alcune problematiche segnalate nell'Imperiese, dove il nuovo sistema ha già iniziato a operare.

Il consigliere ha fatto riferimento in particolare alle difficoltà emerse durante i mesi estivi e segnalate anche dai vigili del fuoco, relative al coordinamento degli interventi e all'individuazione delle località nelle quali inviare i mezzi di soccorso.

Tra gli episodi citati, situazioni nelle quali sarebbero stati mobilitati mezzi per emergenze già risolte oppure sarebbero emerse difficoltà nell'indirizzamento degli interventi. Criticità che, secondo Ioculano, meritano verifiche approfondite prima di estendere ulteriormente il nuovo modello organizzativo.

Il consigliere ha inoltre invitato a confrontarsi direttamente con il personale delle centrali operative, anche al di fuori degli incontri ufficiali con i vertici, per raccogliere valutazioni sulle difficoltà riscontrate nel lavoro quotidiano.

Nel corso della discussione è intervenuto anche Davide Natale (Pd), richiamando l'importanza di un confronto che permetta agli operatori di esprimere liberamente eventuali problematiche, anche attraverso modalità che ne tutelino l'anonimato.

Il progetto della centrale operativa regionale unica resta dunque confermato, mentre le opposizioni continuano a chiedere maggiori garanzie tecnologiche e organizzative per assicurare l'efficienza del servizio 118 su tutto il territorio ligure.

Chiara Orsetti


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