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Attualità | 25 ottobre 2026, 18:39

Casa, a Genova i piccoli proprietari chiedono un patto con il Comune: "Più garanzie per affittare"

Al congresso provinciale di ASPPI, riconfermata all’unanimità la presidente Valentina Pierobon. Al centro del confronto con istituzioni e associazioni di settore le tutele per proprietari e inquilini, il rilancio del canone concordato e il potenziamento dell’Agenzia Sociale per la Casa. Salis: "Piccoli proprietari e Comune, alleati per il patto per l’abitare"

Casa, a Genova i piccoli proprietari chiedono un patto con il Comune: "Più garanzie per affittare"

Riportare sul mercato gli alloggi sfitti, rendere più sicura la locazione e riconoscere il ruolo delle famiglie che hanno investito i propri risparmi nella casa. Sono questi i temi al centro dell’XI Congresso provinciale di ASPPI Genova, l’associazione dei piccoli proprietari immobiliari, che si è svolto sabato 24 ottobre con il titolo “Verso una nuova politica dell’abitare. I piccoli proprietari, patrimonio e risorsa delle nostre città”. L’assemblea ha riconfermato all’unanimità Valentina Pierobon alla presidenza provinciale e ha aperto un confronto sulle possibili risposte all’emergenza abitativa, con la partecipazione della sindaca Silvia Salis, di rappresentanti delle istituzioni comunali, regionali e nazionali e delle organizzazioni del settore.

Il messaggio lanciato dall’associazione è la necessità di superare la contrapposizione tra diritto alla casa e diritto di proprietà, distinguendo le famiglie proprietarie dai grandi investitori e dai fondi immobiliari. Una parte consistente del patrimonio abitativo privato, ha sottolineato ASPPI, appartiene infatti a persone che hanno investito nel mattone i risparmi di una vita e che, di fronte ai rischi della locazione, possono essere scoraggiate dal mettere gli immobili a disposizione.

"Abbiamo voluto un Congresso che fosse un’occasione per proporre un cambiamento quando si parla di casa", ha dichiarato Pierobon. "Il confronto ha confermato che il messaggio è arrivato: i piccoli proprietari non sono il problema, ma una parte indispensabile della soluzione". Per la presidente, tuttavia, non è sufficiente richiamare la responsabilità dei proprietari: servono strumenti concreti che offrano garanzie a entrambe le parti. "Non possiamo continuare a chiedere ai piccoli proprietari di farsi carico di responsabilità che spettano alle istituzioni", ha aggiunto. "Per riportare le case sul mercato servono garanzie concrete, tutele per proprietari e inquilini e una presenza pubblica affidabile quando emergono situazioni di difficoltà".

ASPPI Genova ha presentato tre proposte rivolte ai diversi livelli istituzionali. La prima punta a rafforzare l’Agenzia Sociale per la Casa prendendo a riferimento il modello di Modena, con un ruolo diretto del Comune nella locazione degli immobili a canone concordato, garanzie sui pagamenti e copertura degli eventuali danni. La seconda mira a estendere a tutti i Comuni italiani le agevolazioni previste per il canone concordato, superando le attuali limitazioni territoriali attraverso un percorso che coinvolga amministrazioni locali, Regione e istituzioni nazionali. La terza proposta riguarda la riduzione della cedolare secca sui contratti a canone concordato, con l’obiettivo di incentivare le locazioni residenziali stabili.

"L’impostazione del nostro ragionamento è semplice: non penalizzare ciò che non piace, ma incentivare ciò che funziona", ha spiegato Pierobon. "Serve una politica abitativa che renda conveniente e sicuro affittare stabilmente".

La sindaca Silvia Salis ha riconosciuto che i piccoli proprietari sono stati spesso assimilati ai grandi fondi immobiliari, sottolineando la legittimità delle loro preoccupazioni e la necessità di costruire un’alleanza con le amministrazioni per aumentare la disponibilità di alloggi sul mercato residenziale. Sul versante comunale, l’assessore alla Casa Davide Patrone ha evidenziato l’importanza di sviluppare l’Agenzia Sociale per la Casa e si è detto disponibile ad approfondire il modello modenese per valutarne l’applicazione alla realtà genovese.

Nel confronto sono intervenuti anche i consiglieri comunali Pietro Piciocchi e Paola Bordilli. Piciocchi ha richiamato la necessità di superare le letture ideologiche dell’emergenza abitativa, individuando nelle garanzie economiche uno strumento per ricostruire la fiducia dei proprietari. Bordilli ha sottolineato l’importanza di un cambiamento culturale e di un patto capace di favorire più locazioni e meno sfratti, attraverso strumenti di tutela e una fiscalità più attenta.

Per la Regione Liguria, Lilli Lauro ha richiamato il valore della piccola proprietà, frutto del risparmio delle famiglie, e l’esigenza di garantire certezza delle regole. La consigliera regionale Selena Candia ha sostenuto la necessità di politiche strutturali che non scarichino sui piccoli proprietari le responsabilità dell’emergenza abitativa, proponendo anche l’istituzione di un Osservatorio regionale sulla casa.

Sul piano nazionale, la deputata Ilaria Cavo ha posto l’accento sull’equilibrio tra diritto alla casa e diritto di proprietà, condividendo la proposta di ridurre la cedolare secca per favorire le locazioni residenziali stabili.

Il confronto ha coinvolto anche le organizzazioni di proprietari, inquilini e consumatori. Bruno Manganaro, segretario del SUNIA, ha valorizzato il dialogo tra le parti e indicato nel canone concordato uno strumento capace di conciliare esigenze differenti. Luca Del Guasta, presidente di FIMAA Genova, ha evidenziato l’importanza di distinguere tra morosità incolpevole e colpevole, evitando generalizzazioni che possono penalizzare i piccoli proprietari. Stefano Salvetti, di Adiconsum Liguria, ha invece richiamato l’attenzione sulle carenze dell’edilizia residenziale pubblica.

Dal congresso è emersa quindi una convergenza sull’importanza di coinvolgere la piccola proprietà nelle politiche abitative, pur con sensibilità e proposte differenti. Per ASPPI, la sfida è tradurre il confronto in strumenti capaci di aumentare l’offerta di alloggi in affitto e garantire maggiori tutele a proprietari e inquilini.

"Il Congresso di Genova ha dimostrato che un’associazione non deve limitarsi a commentare le scelte della politica", ha concluso Pierobon. "Può essere essa stessa a proporre una visione, aprire il confronto e chiamare le istituzioni a misurarsi su idee concrete. È questo il metodo che vogliamo portare al Congresso nazionale: un’A.S.P.P.I. capace di contribuire a orientare le politiche abitative, anziché limitarsi a seguirle".

Redazione

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