Lunedì 9 novembre il personale AMT incrocerà le braccia per quattro ore, dalle 11.30 alle 15.30, in occasione della mobilitazione proclamata dall'organizzazione sindacale CUB Trasporti di Genova. L'astensione dal lavoro potrà provocare disagi alla circolazione dei mezzi pubblici, sia sulla rete urbana sia su quella provinciale.
Per il personale viaggiante del servizio urbano e provinciale lo sciopero è previsto dalle 11.30 alle 15.30, mentre i dipendenti non addetti alla circolazione si fermeranno nelle ultime quattro ore del proprio turno. Le biglietterie e il Servizio Clienti urbano garantiranno l'attività fino alle 12.15, mentre le biglietterie provinciali saranno interessate dall'astensione dalle 11.30 alle 15.
Possibili ripercussioni anche sul servizio bus sostitutivo della ferrovia Genova-Casella, dove il personale viaggiante potrà aderire allo sciopero nella stessa fascia oraria, dalle 11.30 alle 15.30. Per gli addetti non direttamente coinvolti nella circolazione, l'astensione riguarderà invece le ultime quattro ore del turno.
Restano garantiti alcuni servizi essenziali. In ambito urbano sarà assicurato il trasporto delle persone con disabilità, mentre sulla rete provinciale continueranno a essere effettuati i servizi convenzionati dedicati alle persone con disabilità e agli anziani. Saranno inoltre garantiti i servizi di noleggio e quelli aggiuntivi prenotati prima della proclamazione dello sciopero.
Per avere un'indicazione sull'entità dei possibili disagi, AMT ha diffuso i dati relativi all'ultima mobilitazione di quattro ore indetta dalla stessa organizzazione sindacale, il 16 febbraio 2026. In quell'occasione l'adesione era stata del 22,90% tra gli operatori del servizio urbano, del 14,55% tra quelli provinciali e del 5,88% per la metropolitana. Nessuna adesione era stata invece registrata tra il personale degli impianti speciali e della ferrovia Genova-Casella.
Alla base della mobilitazione ci sono le criticità denunciate da CUB Trasporti nella gestione del servizio pubblico genovese, sia urbano sia provinciale. Il sindacato segnala in particolare la scarsa manutenzione dei mezzi, soprattutto quelli extraurbani, e la mancata riorganizzazione del settore manutentivo, problemi che, secondo l'organizzazione, contribuiscono alla riduzione delle corse e al peggioramento del servizio.
Tra le ragioni della protesta figurano anche la carenza di personale, il peggioramento dei turni di lavoro e le aggressioni agli autisti, oltre alle tensioni sempre più frequenti tra dipendenti e passeggeri.
CUB contesta inoltre il piano di risanamento di AMT, definendolo un progetto di "privatizzazione strisciante", e critica il previsto aumento di biglietti e abbonamenti a fronte di una riduzione del servizio. Il sindacato lamenta anche la mancanza di chiarezza sul bilancio aziendale del 2024.














