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Cronaca | 23 luglio 2018, 17:14

Pegli, Tursi interviene sul caso dei parcheggi nella piana di Villa Pallavicini

Bucci chiede un parere all’avvocatura del Comune per evitare strascichi giudiziari. Da una parte i residenti chiedono che le aree di via Garelli, Longo e della Maona restino libere, dall’altra gli eredi Gaggero non vogliono pagare da soli il salatissimo conto di Imu e Tari

Pegli, Tursi interviene sul caso dei parcheggi nella piana di Villa Pallavicini

Genova - La situazione resta molto tesa. I paletti sono ancora lì. I cartelli che minacciano denunce pure. Ma a Pegli, nella piana di Villa Pallavicini, si sta facendo di tutto per evitare che lo scontro tra i cittadini che abitano nelle vie Longo, Garelli e della Maona e i proprietari delle aree di sosta, gli eredi della famiglia Gaggero, finisca nelle aule di in tribunale.

La storia è ormai nota, in quanto affonda le radici nel passato. Siamo negli anni Sessanta, quando i Gaggero costruirono gran parte degli edifici della zona, riservandosi pure la proprietà delle aree esterne, destinate ai parcheggi. Queste furono lasciate per lunghissimo tempo, praticamente sino ai giorni nostri, nella libera disponibilità dei cittadini, senza nessun costo ulteriore.

Succede poi che, nel 2015, Tursi chiede ai Gaggero di accatastare quelle aree e pretende che sopra vi vengano pagate Imu e Tari. Fine della pacchia? Pare di sì, perché gli eredi dei costruttori si trovano di fronte a un conto salatissimo, da decine di migliaia di euro. Non resta che far pagare la sosta. Le strade, un tempo libere, iniziano a essere palettate. Intorno ai condomìni iniziano a comparire cartelli che minacciano denunce a chiunque si fermi in maniera abusiva.

I residenti non ci stanno e, in pochi giorni, raccolgono oltre seicento firme. Incaricano un legale e la famiglia Gaggero risponde per le rime. Poi interviene la politica, nel ruolo di mediatrice. Ed eccoci arrivati agli ultimi giorni.

In una delle recenti sedute della giunta comunale, il sindaco Bucci ha chiesto conto della questione, dopo esser stato informato del problema attraverso la stampa e alcune missive dei cittadini. L’intenzione è quella di ‘sminare’ lo scontro, evitando i tribunali e riportare tutti a più miti consigli. Ma i cittadini di pagare non ne vogliono sapere. Né i Gaggero di sobbarcarsi da soli un conto da migliaia e migliaia di euro.

Difficile far cessare un diritto acquisito da decenni, ed è proprio su questa leva che i pegliesi provano a farsi le loro ragioni. E comunque Bucci ha preso in mano la situazione, potendo anche contare su un contatto ‘diretto’: l’assessore Paolo Fanghella, infatti, abita proprio nella piana di Villa Pallavicini, quindi conosce la questione nei dettagli. Il sindaco ha chiesto lumi all’avvocatura del Comune, per capire che margine di trattativa esiste. Può il privato palettare un’area contigua a una strada pubblica? E’ possibile rivedere il calcolo di Imu e Tari su quelle aree, storicamente considerate di utilizzo pubblico? Così, mentre i legali sono al lavoro, la politica prova a stemperare gli animi.

Nel ruolo di paciere, nei giorni scorsi, è stato impegnato anche il presidente del Municipio VII Ponente, Claudio Chiarotti: “Il problema dei parcheggi in via Garelli, Longo e della Maona - afferma - non è di stretta competenza del Municipio, ma questi cittadini hanno chiesto di essere ricevuti e l’ho fatto volentieri. Abbiamo preso in analisi la questione e Tursi sta facendo il possibile per appianarla. Spero che ci siano novità a breve. Bisogna comunque muoversi, ovviamente, sempre dentro il perimetro delle leggi e trovare una soluzione che sia condivisa sia dai cittadini che dai legali della famiglia Gaggero”.

I quali, per il momento, stanno alla finestra. “Tutti - prosegue Chiarotti - auspicano una soluzione che sia dettata dal buonsenso. Ma vanno rispettate le rivendicazioni da parte della proprietà”.

Il nesso, in effetti, è proprio questo: che fra Comune ed eredi Gaggero si possa trovare un accordo, in modo da non incidere pesantemente (si parla di canoni ipotizzati tra i 90 e i 120 euro mensili per uno stallo) sui residenti.

Intanto, l’installazione dei paletti si è fermata. I ‘resistenti’ del civico 10 di via Longo, che hanno lottato sin dal principio, per ora sono rimasti indenni dai dissuasori di sosta. Ma il segnale non viene interpretato come positivo. L’interessamento da parte del Comune invece sì. D’altra parte il sindaco ha sempre dimostrato sensibilità sulle questioni d’immediato interesse cittadino. Che sono poi quelle, a cominciare dalle manutenzioni, dalle quali si misura l’efficacia di una buona azione amministrativa. 

Alberto Bruzzone

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