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Attualità | 29 novembre 2018, 08:50

Muretti a secco: l'arte dei "maxei" diventa Patrimonio dell'Unesco

Dopo la coltivazione della vite ad alberello di Pantelleria l'antica arte del costruire i muretti a secco, tipici del paesaggio ligure, è diventata patrimonio immateriale dell'Unesco

Muretti a secco: l'arte dei "maxei" diventa Patrimonio dell'Unesco

Hanno un’origine antichissima e sembra che quelli della Liguria, se sommati, superino la lunghezza della Muraglia cinese. Si tratta dei muretti a secco, “maixei” in dialetto ligure, che sono stati finalmente dichiarati Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco.

La notizia, infatti, è appena giunta con questa motivazione: “L’arte del ‘dry stone walling' riguarda tutte le conoscenze collegate alla costruzione di strutture di pietra ammassando le pietre l’una sull’altra, non usando alcun altro elemento se non terra a secco. Si tratta di uno dei primi esempi di manifattura umana ed è presente a vario titolo in quasi tutte le regioni italiane, sia per fini abitativi sia per scopi collegati all’agricoltura, in particolare per i terrazzamenti necessari alle coltivazioni in zone particolarmente scoscese”.

Questo sistema di costruzione rurale a terrazzamento, infatti, è presente un po’ ovunque in Liguria, da Levante a Ponente, per la coltivazione di vite e olivo, come anche in Puglia o in Sicilia e nei Paesi che si affacciano sul Mediterraneo. Infatti a presentare la candidatura oltre all'Italia sono stati: Croazia, Cipro, Francia, Grecia, Slovenia, Spagna e Svizzera. Dopo la coltivazione della vite ad alberello di Pantelleria,  si tratta della seconda volta in cui a diventare patrimonio sia una pratica della tradizione contadina.

In precedenza la Regione Liguria ha stanziato milioni di euro per la salvaguardia di questa tecnica millenaria: dal 2015 a oggi sono stati finanziati oltre 100 km² di muretti. Questo non solo per la bellezza del nostro paesaggio, ma anche per contrastare il dissesto idrogeologico.

E l’assessore all’agricoltura Angelo Mai si è così espresso alla notizia: "Esprimo una grande soddisfazione per la decisione dell'Unesco di riconoscere e premiare la straordinaria bellezza dei paesaggi terrazzati, dichiarando patrimonio dell'umanità i muretti a secco. Un riconoscimento meritato, che dimostra come i valori dell'agricoltura siano riconosciuti come parte integrante del patrimonio culturale dei popoli, e conferma quanto questo comparto sia fondamentale per il nostro Paese".

Attendiamo che il prossimo riconoscimento vada al pesto preparato col pestello.

Medea Garrone

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