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Attualità | 10 maggio 2019, 14:00

"Ultima chiamata" per salvare la Terra? A Genova esempi ecosostenibili nel libro di Pilloni

Uscirà nei prossimi giorni in libreria "Ultima chiamata" (De Ferrari ed.) di Walter Pilloni e Alberto Bruzzone. Sottotitolo: "L'uomo nuoce gravemente alla salute del pianeta"; eppure qualche esempio di buone pratiche ecosostenibili, peraltro genovesi, ci sono. Intervista a Pilloni

"Ultima chiamata" per salvare la Terra? A Genova esempi ecosostenibili nel libro di Pilloni

Uscirà nei prossimi giorni in libreria "Ultima chiamata" (De Ferrari ed.) di Walter Pilloni e Alberto Bruzzone. Sottotitolo: "L'uomo nuoce gravemente alla salute del pianeta"; eppure qualche esempio di buone pratiche ecosostenibili, peraltro genovesi, ci sono. Sono almeno trenta, come ci descrivono gli autori in questo libro, che sarà presentato lunedì 13 Maggio, alle ore 18, a Palazzo della Meridiana. Abbiamo intervistato Walter Pilloni.

 

“Ultima chiamata”: titolo un po’ allarmistico?

Titolo a effetto che vuol catturare l’attenzione del lettore, ma il sottotitolo, “L’uomo nuoce gravemente alla salute del pianeta”, indica quello che ormai è sotto gli occhi di tutti, perché quotidianamente i media affrontano i molti problemi legati alla salute del pianeta. Saremo presto al punto di non ritorno se non inizieremo a ridurre l’ emissione di gas a affetto serra in atmosfera . Cosa non facile. Basta pensare al fatto che ormai da 24 anni le Nazioni Unite organizzano incontri in ogni nazione in giro per il mondo : a Parigi, per esempio, nel 2015 erano 197 i Paesi presenti, ma gli Usa di Trump si sono defilati, l’Australia ha fatto un passo indietro e la Cina non aspettava altro che un pretesto per non considerare vincolanti i contenuti del ‘accordo. Considerando che il Protocollo di Parigi prevede che partecipi il 50% delle nazioni che emettono il 50% di CO2 nell’aria nel mondo, altrimenti il Protocollo stesso perde efficacia, è evidente che l’Accordo di Parigi, che doveva essere risolutivo, sembra più di facciata che un sistema per risolvere davvero il problema.

Ritiene, quindi, che sia vicino il punto di non ritorno?

Si è parlato del 2030 per il surriscaldamento globale. Va detto chiaramente che teorie e previsioni si sprecano e “vince” chi la fa più drammatica. Ma a fare le previsioni sono enti governativi affidabili, come Nasa e Nazioni Unite, che bisogna ascoltare. In realtà secondo qualcuno il punto di non ritorno lo avevamo superato già nel ‘75, considerando il surriscaldamento dell’acqua nel Mediterraneo sessanta anni fa era cresciuto di un grado , mentre ora siamo al 10 % in più. E c’è chi sostiene che entro il 2035 la temperatura potrebbe raggiungere i 2 gradi se ignoreremo gli impegni assunti a Parigi.. Più è veloce l’effetto e più aumenta la temperatura: se ci abbiamo messo 100 anni ad aumentare la temperatura di 1 grado, ne basteranno forse solo 50 per arrivare all’aumento di 2.

Plastica, smog, surriscaldamento globale: quali sono i rischi peggiori per il pianeta?

Il problema dell’inquinamento è grande e si lega al riscaldamento globale. Il problema del riscaldamento porta siccità, quindi penuria d’acqua, e impone un cambiamento delle colture e delle nostre abitudini . L’arrivo di animali alieni nel area mediterranea nostro paese - come il punteruolo rosso, il barracuda, il parrocchetto, il pesce palla, la zanzara tigre - stanno creando squilibri la dove si insediano. Quest’anno sarà in assoluto quello più caldo degli ultimi 8 anni. L’anno scorso abbiamo raggiunto i 40 gradi in Pianura Padana, e in altre regioni è stato addirittura superato.Registriamo quale ulteriore conseguenza la perdita del 30% dei ghiacciai, pari a 169 chilometri quadrati. Secondo l’Agenzia Nazionale per l’Energia nel 2018 le emissioni di CO2 sono aumentate dello 0,5% anziché diminuire del 1% all’anno, secondo le indicazioni degli accordi di Parigi. Basti pensare che oggi il trasporto aereo e marittimo inquinano per il 17%: un aeroporto medio emette l’equivalente di 400 mila emissioni di auto. Inoltre è previsto un aumento del 70% del trasporto aereo. Ogni giorno si muovono 30 milioni di persone nel mondo con gli aerei,e ogni litro del loro carburante crea 2kg e mezzo di CO2. Una nave, invece, inquina 5 milioni di volte in più rispetto l’auto a parità di percorso Non c’è accordo, mentre bisognerebbe partire da questo trasporto per ridurre le emissioni di anidride carbonica. Forse, davanti a questo, il titolo “Ultima chiamata” è ancora blanda: infatti parlano già di “sesta estinzione” il tasso di estinzione è 1000 volte superiore a quello naturale. Lo dice il WWF.

Quali sono, invece gli esempi più significativi tra i 30 scelti per il libro? 

Tutti i soggetti che invitavo settimanalmente nella trasmissione ‘Riambientiamoci’ su Telegenova portavano un grado di interesse molto alto,, dalla start up genovese Gagolini, chi fa pannolini riciclabili, a Legambiente, molto attiva sul territorio, alla Erg di Garrone, convertita al 100% alle energie rinnovabili. Tutte sarebbero da enunciare, da ognuna c’è tanto da imparare e tutte sono partite dal basso: ma è proprio la piazza che può incidere su nuove regole, leggi e comportanti.

Speranze future?

Speriamo nei millennials, come Greta Tunberg, giovani che stanno organizzando il secondo sciopero mondiale – il prossimo il 12 Maggio – e speriamo che siano loro a guidarci e portarci verso un atterraggio morbido. Mi auguro che si aprano spiragli anche con questo piccolo contributo, perché dobbiamo immaginare che viaggiamo in una navicella spaziale e tutto ciò che consumiamo e produciamo resta al suo interno: non possiamo più sfruttare la Terra, saremo 9 miliardi nel 2035 e secondo il biologo Paul Ehrlich della Stanford University, l’umanità è vicina al collasso poiché per restare nel suo equilibrio bilogico può sostenere solo 2 miliardi di persone . Siamo già 7 e mezzo e la tendenza è a crescere e non a ridursi: in futuro cosa berremo e mangeremo?

In qualità di promotore della sostenibilità e di neo Ambasciatore di Genova nel Mondo, che cosa porterà di Genova fuori?

Io vado spesso in Cina dove ho un ufficio e li l’inquinamento, è decisamente peggiore rispetto a quello europeo: là non riesco mai a vedere il cielo, è tutto giallo o bianco, le persone indossano le mascherine ovunque. Là posso trattare questi argomenti, ma non incidere molto, anche se bisogna comunque parlarne e fare del nostro meglio. Il livello d’attenzione è alto, la mobilità elettrica è molto diffusa, ci sono aziende che producono plastica biodegradabile e fonti energetiche alternative a quelle fossili, come eolico e fotovoltaico: infatti sono i più grandi produttori mondiali di pannelli fotovoltaici.

Nella vita di tutti i giorni quali sono le piccole azioni che Lei compie e che possiamo compiere tutti per migliorare la condizioni del pianeta?

Ribellarsi all’imballaggio a tutti i costi, che non è necessario, comprare l’acqua non imbottiglia, ma bere quella del rubinetto o in vetro. Ridurre l’uso dei sacchetti di plastica: ogni anno ne sono venduti 100 miliardi distribuiti nei negozi, anche se ora si stanno diffondendo quelli biodegradabili. In casa bisogna pensare a sistemi di efficientamento energetico, e spesso si sottovaluta la possibilità di creare lavoro: ridurre lo spreco energetico, dall’uso dei doppi vetri alle lampadine a led, che portano beneficio anche al lavoro oltre che al clima, perché il settore delle energie rinnovabili può produrre quella svolta importante nel mondo del lavoro. La Green Economy, se ci si crede, è il futuro.

Medea Garrone

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