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Politica | 10 luglio 2019, 16:47

Domani a Roma vertice di Forza Italia, Toti: "Dibattito interno asfittico, servono primarie aperte a chi si riconosce nel centrodestra"

Il governatore ligure spinge per un dibattito che allarghi il perimetro del partito, in vista di primarie capaci di coinvolgere nuove forze. Sull'autonomia differenziata: "Il centralismo ha spaccato l'Italia, con autonomia paese migliore"

Domani a Roma vertice di Forza Italia, Toti: "Dibattito interno asfittico, servono primarie aperte a chi si riconosce nel centrodestra"

Domani a Roma si riunisce lo stato maggiore di Forza Italia per fare il punto sulla situazione del partito e sulla sua riorganizzazione, e i cronisti, a margine della conferenza stampa di presentazione di Liguria D'Autore, hanno chiesto al presidente Toti quale sarà il clima, e quali siano le sue aspettative, per il vertice.

"Penso che, come per tutti i tavoli di discussione, sia previsto un confronto - ha risposto Toti -; nessuno arriverà dicendo prendere o lasciare, anche se c'è chi accusa me di praticare ricatti politici, cosa che non ho mai fatto in vita mia nei confronti di nessuno".

Per il governatore ligure è necessaria una seria riorganizzazione per rilanciare Forza Italia e traghettare il partito oltre Berlusconi che prenda i primi passi da primarie aperte e con una vera competizione. "Domani dirò quello che dico chiaramente da molto tempo; il dibattito interno a Forza Italia è asfittico, e riguarda elettori, amministratori e simpatizzanti in constante calo. Se vogliamo invertire questa tendenza dobbiamo aprire la discussione a forze esterne, che si riconoscano cristallinamente in un'area di centrodestra liberale, riformista, moderata, cattolica e ovviamente non leghista. Servono primarie che coinvolgano il maggior numero di persone possibili, interessate a partecipare a questa esperienza politica".

Toti però non manca di lanciare una frecciata polemica ai compagni azzurri: "Io sono disposto a discutere sulla base di questi presupposti, se invece stiamo ragionando di un congressino per i pochi tesserati di un partito che è sceso al 6%, e che rischia il 4%, non mi sembra degno della nostra storia, e ciascuno di noi farebbe bene a impiegare altrimenti il suo tempo".

I cronisti hanno infine chiesto a Toti cosa pensi delle critiche all'autonomia differenziata da parte di esponenti di governo del M5S, che hanno sottolineato come esista il rischio di creare differenze fra le varie regioni del paese: "A spezzare l'Italia è stato il centralismo con le sue scelte sbagliate e inefficienti, non certo per l'autonomia differenziata che ma i c'è stata nel nostro paese - ha chiarito il governatore -. Io penso invece che portare le decisioni e la responsabilità più vicine ai cittadini permetterà specialmente alle Regioni con più difficoltà di risollevarsi. E' una scusa di chi no vuole cambiare le cose dire che la decentralizzazione e l'autonomia produrranno un paese spaccato. Produrranno un paese diverso, ma certamente migliore".

Carlo Ramoino

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