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Cronaca | 23 luglio 2019, 17:46

Campagna della Lega al VII Ponente per promuovere l’utilizzo della Lingua dei segni

Passa una mozione presentata da Bozzo e Rocca, insieme a Fulvia Musso di Forza Italia, che impegna il Municipio a collaborare con il Comune di Genova per proporre iniziative in favore degli audiolesi

Campagna della Lega al VII Ponente per promuovere l’utilizzo della Lingua dei segni

Importante mozione, da parte dei gruppi consiliari di Forza Italia e Lega, in favore di chi ha problemi, anche piuttosto seri, all’apparato uditivo. Il testo è stato approvato ieri all’unanimità, con alcuni emendamenti da parte della maggioranza, nel corso della seduta del Consiglio Municipale del VII Ponente. A proporre la mozione sono stati Fulvia Musso di Forza Italia e Luca Bozzo (capogruppo) e Massimiliano Rocca della Lega. Titolo del documento, ‘Riconoscimento Lis – Lingua dei segni italiana’.

Secondo i proponenti, “è importante per le persone audiolese avere una giusta comunicazione. La Lingua dei segni è una lingua che veicola i propri significati attraverso un sistema codificato di segni delle mani, espressioni del viso e movimenti del corpo, e quindi una lingua autentica dal punto di vista sociale, in quanto espressione naturale di una comunità: la comunità dei sordi italiani”.

Musso, Bozzo e Rocca osservano: “È compito di una buona amministrazione fornire tutti gli elementi necessari affinché nessun cittadino si senta emarginato. Per questo impegniamo Presidente del VII Ponente e Giunta Municipale a ribadire il riconoscimento della Lingua italiana dei segni e a collaborare insieme al Comune di Genova al fine di proporre iniziative a favore degli audiolesi”.

Luca Bozzo, giovane e molto attivo esponente della Lega su tutto il territorio del Ponente, aggiunge: “Abbiamo deciso di portare tale mozione in Consiglio Municipale al fine di impegnare lo stesso Municipio a collaborare con il Comune per appoggiare e sostenere le future azioni che verranno intraprese a favore della comunità degli audiolesi, i quali ad oggi riscontrano non poche difficoltà nei differenti ambiti della nostra società”.

La Lega è da tempo a fianco dell’Ens Liguria (Ente Nazionale Sordomuti) per promuovere l’utilizzo della Lingua italiana dei segni. Nei mesi scorsi, su interessamento della capogruppo a Tursi, Lorella Fontana, del consigliere Fabio Ariotti, presidente della Commissione Welfare, e del consigliere Davide Rossi è stato approvato un Ordine del giorno per il riconoscimento ufficiale della Lis.

“Questo importante risultato è il coronamento di un percorso che ha visto protagonista la Lega a fianco dell’Ens Genova e Liguria - ha spiegato Ariotti – Il cammino è stato avviato nel 2015 in Regione dai nostri consiglieri, e porterà la Liguria a non essere più fanalino di coda tra le regioni italiane su questo importantissimo tema. Un iter che stiamo seguendo da tempo anche in Comune, con convocazioni di Commissioni Welfare ad hoc e l’approvazione di un documento nelle more del bilancio triennale firmato con la capogruppo Fontana. Questo iter, per troppi anni dimenticato, prevede oltre al riconoscimento comunale di questo fondamentale mezzo di comunicazione, la traduzione del Consiglio, l’accesso ai servizi comunali con personale audioleso e l’insegnamento sperimentale in scuole materne e primarie comunali. Siamo orgogliosi di aver raggiunto questo obiettivo importante e di aver portato avanti l’iter del riconoscimento della Lis. Ringraziamo la capogruppo Fontana che ha condiviso e sostenuto questo percorso. Il voto unanime è un risultato importante che abbatte le barriere mentali ingiustamente issate per troppi anni sulla Lis. Un successo che dedichiamo alla caparbietà di Simone Lanari, presidente Ens”.

E la capogruppo Lorella Fontana ha aggiunto: “Anche a livello nazionale, finalmente, il riconoscimento della Lis sta andando avanti spedito e presto sarà ufficiale come nel resto d’Europa. Questa iniziativa è lodevole e dimostra l’attenzione che ha questa amministrazione per le persone affette da disabilità”.

Sul tema specifico, l’Italia è in ricorsa rispetto agli altri paesi europei. Siamo infatti rimasti l’unico paese nel vecchio continente a non aver approvato una legge sulla lingua dei segni, fondamentale per la comunità dei sordi, quanto meno nell’accesso all’informazione. Ultimi in assoluto. Fino all’anno scorso nella Ue dividevamo questo poco ‘onorevole’ primato con il Lussemburgo, che però ha rimediato il suo grave ritardo il 24 luglio del 2018 ratificando la segnalogia tedesca. E alla fine dello scorso febbraio ci ha superati persino San Marino, che ha riconosciuto la Lis come lingua ufficiale a tutti gli effetti.

Si tratta di una minoranza linguistica di oltre trentamila persone, orgogliose del loro idioma e che per mancanza di interpreti Lis è fortemente emarginata nei trasporti, negli ospedali, nel lavoro, nella cultura. La rivoluzione deve partire dai Municipi e dai Comuni? Purché parta, va bene tutto.

Alberto Bruzzone

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