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Cronaca | 27 settembre 2018, 11:53

Sgominata la banda cuneese accusata di 30 furti: le vittime sempre persone anziane, circuite e derubate

Ai fini investigativi sono stati diffusi i nomi e i volti dei 6 soggetti accusati dei colpi. Si sospetta che possano essercene molti altri. I carabinieri chiedono di farsi avanti e denunciare. Il VIDEO di come agiva la banda

Sgominata la banda cuneese accusata di 30 furti: le vittime sempre persone anziane, circuite e derubate

Sei provvedimenti di custodia cautelare per furti e rapina impropria: era stato questo l'esito del blitz dello scorso 11 settembre al campo nomadi di Cerialdo, in via del Passatore.

I controlli erano avvenuti via terra con pattuglie e via aria con l'elicottero. Stamattina, nel corso di una conferenza stampa, è stato reso noto il modus operandi del sodalizio criminale. Gli inquirenti sperano che altre eventuali vittime possano farsi avanti. Proprio ai fini investigativi, la Procura ha autorizzato la diffusione dei volti e dei nomi dei soggetti colpiti da misure cautelari.

Si tratta di 5 uomini e una donna, di età compresa fra i 30 e i 60 anni. Nel dettaglio:

Isabella Cerutti, classe 75, custodia cautelare in carcere; 

Manuel Lafleur, del 1969, marito della Cerutti, anche lui in carcere; 

Fabio Debar, 1986, genero dei due, in carcere Saimon Cerutti, classe 1987, fratello di Isabella, colpito dall'ordinanza di obbligo di dimora con divieto di assentarsi dall'abitazione nelle ore notturne; 

Bruno Bagansco, del '59, colpito dall'ordinanza di obbligo di dimora con divieto di assentarsi dall'abitazione nelle ore notturne; 

Mattia Arneodo, di 20 anni, colpito dall'ordinanza di obbligo di dimora con divieto di assentarsi dall'abirazione nelle ore notturne. 

I sei sono responsabili di oltre 30 furti in abitazione e una rapina, avvenuti tra ottobre 2017 e la primavera del 2018, per la maggior parte nel capoluogo, ma anche a Busca, Saluzzo, Alba, Cervasca, Verzuolo e Bra. La stima del bottino, per difetto, è di circa 55mila euro, per lo più in denaro contante e preziosi, la maggior parte rinvenuta nel corso del blitz al campo nomadi e in fase di restituzione ai legittimi proprietari. Rubata anche, in un deposito delle FS di Savigliano, una tonnellata di rame. Quasi tutti i furti sono stati commessi in orario diurno. Il sospetto è che i colpi, però, non siano circoscritti solo alla provincia di Cuneo.

E, nuovamente, la diffusione dei volti consentirà di ampliare le indagini. Ma come agiva la banda? Circuendo persone anziane e carpendone la fiducia con vari stratagemmi. Di questa fase di occupava l'unica donna della banda, Isabella, che avvicinava normalmente donne in età avanzata, spacciandosi per infermiera o fingendo di cercare una casa. Dopo qualche chiacchiera, la donna riusciva a sottrarre le chiavi, a consegnarle ai complici che, senza effrazione, entravano in casa della vittima e la derubavano. Tre le fasi operative della banda: la prima prevedeva il pattugliamento e l'esplorazione per individuare la persona anziana da agganciare, individuando anche dove fosse la sua abitazione; la seconda l'avvicinamento e la terza il vero e proprio furto. Le chiavi venivano poi lasciate nei pressi dell'abitazione, come se fossero state smarrite.

In un caso c'è l'accusa di rapina perché il figlio di una donna, arrivato per far visita alla madre, è stato aggredito con uno spray urticante dal malvivente. Una lunga e difficile operazione quella dei carabinieri, coordinati dal comandante del Reparto operativo provinciale Marco Pettinato e condotta dal Nucleo Investigativo guidato da Giampaolo Canu dalla compagnia di Cuneo guidata da Domenico Di Biasio.

La banda utilizzava una vettura intestata a terzi, così come le conversazioni telefoniche avvenivano con telefoni intestati a dei prestanome. Importante, per risalire all'identità dei 6, che agivano sempre a volto scoperto, le immagini di videosorveglianza territoriale. De Biasio ha voluto sottolineare come i carabinieri abbiano anche svolto un ruolo di supporto psicologico nei confronti delle numerose vittime, provate emotivamente e psicologicamente da quanto subito. "Spesso le persone hanno vergogna e non denunciano. Ma noi daremo tutto il supporto necessario, anche quando inizierà la fase dibattimentale", ha detto. Canu ha invece sottolineato la grande collaborazione da parte del pm Attilio Offman, indispensabile per la riuscita dell'operazione chiamata Gerione proprio su suggerimento di Offman.

Nel corso delle perquisizioni al campo nomadi sono stati rinevuti e sequestrati: gli abiti utilizzati dagli indagati durante i reati; oltre una tonnellata di rame; computer portatili, navigatori satellitari, smartphone e un tablet provento di reato; lo spray urticante usato contro il figlio di una delle vittime; mazze da baseball con chiodi e viti conficcate, una balestra, una pistola giocattolo priva del tappo rosso; monili in oro; un apparecchio per la rilevazione di radiofrequenze e due ricetrasmittenti; due motoseghe, due decespugliatori, una motosega, provento di furto; 1100 euro in contanti.

Barbara Simonelli

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