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Cronaca | 19 ottobre 2018, 09:58

Genova e la metro "più corta del mondo", ma con treni troppo lunghi

Treni vecchi di oltre 30 anni, aria condizionata che manca in pieno agosto, macchinette per l’acquisto dei biglietti spesso inutilizzabili nei fine settimana e scale mobili continuamente fuori servizio. Il viaggio sulla "metropolitana più corta del mondo"

Genova e la metro "più corta del mondo", ma con treni troppo lunghi

Treni vecchi di oltre 30 anni, aria condizionata che manca in pieno agosto, macchinette per l’acquisto dei biglietti spesso inutilizzabili nei fine settimana e scale mobili continuamente fuori servizio.

Non si tratta dei convogli di qualche Paese in via di sviluppo e nemmeno di quelli della rete ferroviaria. In questo caso stiamo parlando della metropolitana di Genova. Quella definita dagli abitanti “la più corta del mondo”. Quella inaugurata solo il 13 Giugno del 1990, con le sue 7 fermate, da Brignole a Brin.

Questa metro degli anni Novanta dispone di treni del 1985. Ma anche del ’92, alcuni dei quali, però, si sono guastati presto e sono stati sostituiti. Mentre su quelli nuovi, del 2018, non si può ancora salire: sono troppo lunghi.

E a elencare tutte le magagne della metropolitana non è un passeggero mugugnone, stanco dei disservizi, ma un operatore del settore, che da vent'anni opera nel comparto dei trasporti. “In totale si contano 22 treni, di cui 6 del 1985, che però vanno manutenuti. La seconda generazione è quella del ’92: erano dieci o dodici, ma tre sono già stati demoliti. Invece quelli nuovi non si possono ancora usare, perché non stanno in banchina, sono troppo lunghi: sono il doppio degli altri. Stanno facendo le prove”. L’aria condizionata è un vulnus ricorrente. Lo scorso agosto si sono registrate serie di lamentele: “Non sentiva che caldo? Ci sono state tante proteste da parte dei passeggeri”.

E qui si apre un altro “capitolo” manutenzione. “L’anno scorso - prosegue l'operatore - hanno fatto il controllo dei tralicci che sostengono la metro: dopo 30 anni. Semplicemente sono entrati dentro i tubi ispezionabili e i tecnici hanno pulito, oleato e controllato. Perché è stato fatto dopo così tanto tempo? La risposta è che i controlli di questo tipo si fanno ogni trent’anni”.

E poi, si passa alle scale mobili, che molto spesso, in qualsiasi fermata, che sia San Giorgio, Sant’Agostino o Di Negro, sono ferme: “Alla Fiumara le hanno appena cambiate, perché si deve fare per legge ogni dieci anni”. E allora non si capisce come sia possibile che qui siano rotte continuamente.

Insomma, è giusto ricordare che con l’emergenza del Ponte Morandi si è provveduto all’apertura gratis della tratta e al prolungamento dell'orario, oltre a un potenziamento del servizio, ma a regime normale continuano i disagi cronici.

Che dire, infatti, delle macchinette per comprare i biglietti? “Facendoci caso, il momento in cui sono guaste in genere è nel fine settimana, perché di sabato e domenica non c’è chi fa manutenzione – commenta - Si intasano o restano senza carta e quindi si bloccano. Chi è nei gabbiotti e nella centrale operativa non può toccare niente. Una volta gli autisti che non guidavano più erano messi a fare manutenzione, ma costavano troppo, per cui li hanno tolti. Facevano dei lavori utili, aggiustavano o segnalavano i guasti, come quelli alle macchinette o ai tornelli o alle porte che non si chiudevano”.

E c’è carenza di personale. Anche perché, nonostante ci sia stato un concorso di recente, “si sono presentati solo in 200. Sono pochi, perché prendere la patente costa molto, circa cinquemila euro”. E i turni sono impegnativi.

Il pilota automatico, peraltro, funzionerebbe a scatti: “Da quando hanno effettuato delle modifiche per il percorso per i non vedenti, le boe sono state spostate e i sensori del pilota automatico non le rilevano, per cui è meglio che l'autista sia sempre attivo nella guida”, conclude la testimonianza.

Medea Garrone

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