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Cronaca | 29 marzo 2019, 11:26

Depositi costieri, Signorini affronta la platea del VII Ponente

Il presidente dell’Autorità Portuale parteciperà alla seduta del Consiglio Municipale. Appuntamento aperto al pubblico (si potrà intervenire in caso di eventuale interruzione dei lavori) mercoledì 3 aprile alle 21 al Teatro del Ponente. Nuova polemica su Multedo

Depositi costieri, Signorini affronta la platea del VII Ponente

Nell’ultimo Consiglio di Municipio del VII Ponente, qualche settimana fa, ci si era lasciati con il proposito di svolgere il prossimo o sotto Palazzo Tursi o sotto Palazzo San Giorgio, per chiedere maggiore chiarezza a Comune di Genova e Autorità di Sistema Portuale sulla dislocazione dei depositi costieri di Carmagnani e Superba e, in particolare, sull’ipotesi riguardante il porto container di Pra’.

A ribadire la netta contrarietà da parte dei cittadini del Ponente a questa prospettiva sono state raccolte anche più di seimila firme. Ora, di questa seduta in centro città non ci sarà bisogno. Perché, come annunciato nei giorni scorsi, sarà il presidente dell’Authority, Paolo Emilio Signorini, a venire a Voltri e ad affrontare la platea.

Proprio di platea si tratta, perché la seduta del parlamentino del VII Ponente si sposterà per l’occasione (va ricordato che è pubblica e aperta a tutti) al Teatro del Ponente di piazza Odicini, visto che si attende parecchia partecipazione.

Appuntamento mercoledì 3 aprile, alle ore 21. Attenzione però: è un Consiglio di Municipio, non un’assemblea pubblica e, come tale, gli spettatori non potranno fare interventi. Anche se è prevista la sospensione dei lavori, proprio per far parlare la cittadinanza. Importante comunque, e anche molto, essere presenti.

I lavori saranno incentrati sulla mozione numero 29 del 28 febbraio 2019, avente a oggetto ‘Sull’ipotesi di un nuovo riempimento nel Porto di Pra’ e del trasferimento in loco dei depositi costieri delle società Attilio Carmagnani e Superba’. Sarà appunto presente Paolo Emilio Signorini mentre da Palazzo Tursi, per ora, tutto tace, nonostante pure il sindaco Marco Bucci sia stato ripetutamente invitato a questi appuntamenti ufficiali (per la cronaca, il primo cittadino è stato ieri mattina a Pra’ nell’ambito di uno degli incontri, non ufficiali, del ciclo ‘Colazione con il sindaco’).

“Gli interventi del territorio saranno importantissimi”, dice Massimo Currò, capogruppo del Movimento 5 Stelle al VII Ponente. E Filippo Bruzzone di A Sinistra aggiunge: “Il Municipio e il territorio chiedono rispetto. Tutti e tutte uniti facciamoci sentire da Autorità Portuale”.

Sarà importante, e questo va detto chiaramente a tutti gli attori in causa, ricordarsi che pure Multedo fa parte dei confini del Municipio VII Ponente. Perché nessuno vorrebbe - e i multedesi men che meno - che a furia di giusti e sacrosanti no rimanesse tutto come ora. La scelta è tra il proprio orticello e la visione complessiva. Nella speranza che si propenda per la visione complessiva.

Anche perché l’ultima relazione fatta da un chimico in materia di depositi costieri e di impatto con la popolazione è quanto meno inquietante. L’ha pubblicata ieri un quotidiano locale. La firma in calce allo studio è di Tomaso Gerbino, che ha lavorato su commissione del Gruppo Spinelli. Secondo la sua analisi, i nuovi depositi di Carmagnani e Superba comporteranno nell’ambiente circostante “devastanti impatti, in particolare per il comparto aria e sulla salute umana, in particolare per il rischio di esposizione ad agenti cancerogeni/mutageni/teratogeni”. Se questi sono gli effetti degli impianti di nuova generazione, figuriamoci la pericolosità e tossicità dei vecchi. Viene naturale chiederselo, e infatti ieri i multedesi se lo sono chiesti, tornando a gran voce a pretendere di essere liberati da questa ultracinquantennale servitù. Va detto che Superba ha già voluto smentire lo studio.

Ma la guerra di perizie, evidentemente motivata pure da interessi economici enormi (le aree dell’ex centrale Enel sotto alla Lanterna interessano da anni a Spinelli, quindi qualsiasi sua mossa non è propriamente immune da tornaconti di carattere personale), poco importa ai cittadini. Questi depositi costieri sono pericolosi o no? Sono dannosi per la salute o no? Uno studio non di parte è possibile? La magistratura pensa di aprire un fascicolo dopo i ripetuti solleciti ricevuti? Intanto Gian Piero Cellerino, chimico di professione e membro del direttivo del Comitato Multedo Ambiente, esprime le proprie considerazioni, specificando di farlo a titolo individuale: “Siamo spaventati e allarmati, per la situazione di gravissimo pericolo a cui ci viene detto che siamo esposti. Quindi o le autorità ci tutelano provvedendo all’immediata chiusura degli impianti e alla bonifica del territorio, o saremo costretti a denunciare il tutto. Sarà la Magistratura a doversi esprimere con urgenza o a smentire le notizie che hanno procurato allarme tra la popolazione anche tecnicamente preparata. Figuriamoci l’effetto di panico su chi di chimica ambientale sa poco, sentendo ad esempio che si andrebbero a movimentare sostanze cancerogene e teratogene. Se non vanno bene a cinquecento metri dalle case, cosa ci aspetta a noi che ci abitiamo a cinque metri?”.

Cellerino cita anche un secondo studio, svolto dalla Società Saneco a fine 2014 per conto dell’Autorità Portuale, sempre sull’ipotesi Sampierdarena: “Questo studio di fattibilità firmato dall’ingegner Benvenuto della Società Saneco di Milano espone principi diametralmente opposti a quelli del dottor Gerbino. In particolare si dice che: ‘L’ubicazione indicata per il deposito rispetta i vincoli (principi di cautela) posti dall’Autorità Portuale di Genova in termini di distanze dai confini portuali. Per risultare compatibile territorialmente con gli insediamenti e le infrastrutture esistenti o previste dal Piano Regolatore Portuale, il nuovo deposito dovrà adottare tecnologie tali da risultare di Classe I e rispettare la matrice di cui alla tabella 15; inoltre la massima estensione delle curve di danno non dovrà superare la relativa Distanza di rispetto’. Delle due l’una - conclude Cellerino - O la relazione del dottor Gerbini o quella della Saneco, essendo in contraddizione, rappresentano entrambe posizioni di comodo, o una delle due è corretta. A chi si deve dare credito?”.

Toc toc: qualcuno si prende la responsabilità di rispondere? In aggiunta: se mai fosse vera, applicata a Multedo, la versione di Gerbini, a quanto ammonterebbero i risarcimenti economici ad personam che i cittadini di Multedo avrebbero ragione di pretendere per la loro lunga e prolungata esposizione a insediamenti nocivi per la salute?

Alberto Bruzzone

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