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Cronaca | 25 maggio 2019, 16:33

Lungomare Canepa, l’aria che si respira è da bollino nero

Il Comitato presenta, insieme all’Associazione Rinascimento Genova, i dati delle centraline che sono state installate a spese dei cittadini: concentrazioni di PM 10 e PM 2.5 ben oltre la soglia. Silvia Giardella: “Ora le istituzioni prendano atto” (VIDEO)

Lungomare Canepa, l’aria che si respira è da bollino nero

In Lungomare Canepa, a Sampierdarena, si respira una delle arie più insalubri d’Italia. Non lo dicono né le sensazioni, né i rumors, né chi vuole fare polemica. Lo certificano, nero su bianco, i numeri, la scienza, i rilevamenti delle centraline, che non lasciano alcun margine di dubbio. Così quello che era stato denunciato da anni - e ancora con più forza negli ultimi mesi - da parte dei residenti della zona, rappresentati dal Comitato Lungomare Canepa - ora è di un ufficiale che più ufficiale non si può.

Le concentrazioni di PM 2.5 e di PM 10 (ovvero la materia particolata presente in atmosfera, laddove il numero indica il suo diametro) sono costantemente e gravemente sballate. Lo erano prima, lo sono maggiormente dallo scorso 14 agosto, da quando cioè, con il crollo del Ponte Morandi, questo tratto di strada che collega Sestri Ponente all’Elicoidale, attraverso la strada a mare Guido Rossa, è diventato la ‘succursale’ improvvisata dell’A10, con i palazzi sovrastanti costretti a farne le spese e a pagare un conto pesantissimo, in termini di vivibilità e salute. Peccato che da anni, da ben prima della sciagura del viadotto sul Polcevera, questi residenti avessero chiesto copertura e insonorizzazione per quel ‘maledetto’ tratto di strada che incide sulle loro case. Ma, pure in questo caso, mai una soluzione, sempre un nulla di fatto.

Ieri mattina, il Comitato Lungomare Canepa presieduto da Silvia Giardella ha organizzato una conferenza stampa presso il Club dei Carbonari, insieme all’Associazione Rinascimento Genova. La location è stata scelta non a caso visto che, come spiega Silvia Giardella, “il Club dei Carbonari è l’emblema dell’inquinamento atmosferico e acustico di Sampierdarena”.

Secondo Giardella, che ha fatto il punto della situazione insieme a Federico Valerio, chimico di professione, già ricercatore del Cnr e impegnato sui temi ambientali, “i dati esposti sono allarmanti, lungomare Canepa è il punto più critico di Genova, sotto il profilo ambientale, come risulta dal confronto con le centraline di Arpal. Anche comparando con le ottanta centraline di Rinascimento Genova, presenti sul territorio nazionale, i dati di lungomare Canepa sono i peggiori (valori massimi registrati: PM 2.5=56 e PM 10=73). Chiunque può verificare i dati statistici e in tempo reale sul sito www.cheariatira.it”.

Le centraline, ricordano i cittadini, “furono chieste dal nostro Comitato Lungomare Canepa ripetutamente, a giugno e a settembre 2018. Analoga iniziativa fu intrapresa politicamente negli stessi periodi, tramite interrogazioni e interpellanze comunali e regionali. Al momento, però, il monitoraggio di Sampierdarena lo stanno effettuando i cittadini a loro spese”.

Federico Valerio ha presentato le tre centraline installate a Genova, due in zona Ponte Morandi e l’altra in Lungomare Canepa, sottolineando come i valori di via Ristori appaiano più bassi, nonostante si sia in prossimità autostradale, questo grazie alla presenza di adeguata copertura fonoassorbente, tale da abbattere non solo il rumore ma anche l’inquinamento atmosferico. “Attendiamo che, dopo un anno di attesa e prima di ammalarci - conclude Silvia Giardella - le istituzioni installino le centraline per vedere smentiti o confermati i valori che abbiamo presentato e prendano opportuni provvedimenti atti a tutelare la salute della popolazione”.

Morale della storia? I sampierdarenesi pagano per sapere che l’aria che respirano è velenosa. Il Comune, che dovrebbe occuparsi della questione per statuto e precisa responsabilità, che cosa sta facendo?

Alberto Bruzzone

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