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Cronaca | 02 giugno 2019, 13:13

Pista ciclabile tra Fiumara e Boccadasse, il progetto prosegue

Il vice sindaco Stefano Balleari risponde al consigliere della Lega Davide Rossi: “Entro fine estate presenteremo il piano completo al Consiglio Comunale e quindi ai Municipi e alla cittadinanza”

Pista ciclabile tra Fiumara e Boccadasse, il progetto prosegue

Mobilità alternative e piste ciclabili. Se ne parla sempre più spesso, in ogni parte d’Europa. Genova compresa. Al riguardo, che fine ha fatto il progetto di un percorso per le due ruote in grado di unire la Fiumara e Boccadasse, attraverso il Porto Antico, la Fiera e tutta la zona di corso Italia

In Consiglio Comunale, nei giorni scorsi, la questione è tornata d’attualità, grazie all’interrogazione a risposta immediata (ex articolo 54) presentata da Davide Rossi, consigliere della Lega che da anni ha stabilito il suo ‘quartier generale’ a Sampierdarena dopo essere nato e cresciuto a Pegli

Rossi ha chiesto lumi al vicesindaco e assessore comunale alla Viabilità, Stefano Balleari. Secondo il consigliere del Carroccio, “ci confrontiamo su un articolo 54 molto sentito dal territorio, soprattutto dagli abitanti di Sampierdarena. Ci sono stati vari articoli sulla stampa cittadina e l’argomento riporterebbe dal punto di vista della viabilità, ma anche da quello ambientale, un vantaggio importante per la nostra delegazione”. 

Rossi osserva: “Il progetto di pista ciclabile tra Fiumara e Boccadasse, insieme anche ad altri progetti partiti in Municipio sotto la precedente amministrazione, è stato più volte sollecitato e rappresenta un sovvertimento importante dal punto di vista della viabilità congestionata in cui vive il quartiere. È un iter che sicuramente è aspettato dalla cittadinanza e dal territorio, perché sarebbe un segnale che l’amministrazione mette veramente e finalmente mano a una zona che negli anni ha avuto servitù e degrado. Chiedo informazioni circa l’iter, quali saranno le tempistiche, quali saranno i soggetti coinvolti e quale sarà la cifra che verrà spesa”. 

A replicare, il vice sindaco Balleari: “Il tema è particolarmente importante per la delegazione di Sampierdarena e noi abbiamo iniziato a seguirlo sin dai primi mesi in cui abbiamo preso a governare la città. Ci è stato donato un progetto, che è stato più volte visto, quindi di recente è stato affidato all’architetto Luca Dolmetta per uno studio tecnico ed economico, relativo al primo tratto, quello tra la Fiumara e la Stazione Marittima. Anche perché dalla Stazione Marittima sino a Boccadasse, passando per Porto Antico e Fiera, questo discorso verrà inserito all’interno del nuovo waterfront di Levante”. 

Secondo Balleari, “i temi sono stati seguiti molto in questi mesi, abbiamo un incontro cadenzato ogni quindici giorni per parlare della pista ciclabile e addivenire a un tutt’uno che sia intanto presentabile ai Municipi. Questo è uno dei primi passi che io ho deciso di voler fare, perché una volta in cui avremo il benestare da parte degli uffici e avremo una sostenibilità di tipo economico, andremo a presentarlo per vedere se sono necessarie correzioni nel caso in cui certe soluzioni non dovessero essere gradite al quartiere. Sui dettagli più tecnici, non siamo ancora in grado di poterli dare, ma io penso che prima della fine dell’estate il progetto potrà essere presentato sia al consiglio comunale sia poi ai residenti”. 

Il progetto in questione si chiama ‘Super 11’: un tratto di undici chilometri consecutivi che attraversa tutta la città lungo la sua costa, dalla Fiumara sino a Boccadasse.  L’iniziativa è stata presa da Confprofessioni, che ha commissionato la progettazione allo studio di architettura genovese LD+SR, Luca Dolmetta e Silvia Rizzo. Il disegno è stato poi donato al Comune di Genova

Lo studio è assai dettagliato e affronta pure il tema dei costi: 12,9 milioni di euro complessivi, ma viene anche evidenziata la spesa tratto per tratto, per un totale di sei lotti. Secondo Giulietta Pagliaccio, presidente della Federazione Italiana Amici della Bicicletta, si tratta di “una grande opera, che consente di riappropriarsi delle strade anziché restarne ai margini”. 

L’itinerario prevede sia passaggi a raso strada, sia i cosiddetti snake, ossia parti sospese a qualche metro di altezza: un percorso colorato e ben visibile, con il claim Super 11 che verrebbe ripetuto lungo tutti gli undici chilometri. I sei tratti sono: dalla Fiumara al Wtc; dal Wtc alla Stazione Marittima; dalla Stazione Marittima al Mercato del Pesce; dal Mercato del Pesce alla Fiera; dalla Fiera a piazzale Kennedy; da piazzale Kennedy sino a Boccadasse. 

Ora, spetterà all’amministrazione decidere se questa proposta potrebbe essere realizzata. Servono i fondi ma anche una scelta politica ben precisa: sarebbero eliminati, infatti, diversi posti auto. 

Di certo, i numeri di chi investe in piste ciclabili sono evidenti, come spiega Giulietta Pagliaccio: “Si hanno benefici su nove settori diversi, è come restituire ogni anno 1000 euro a ogni cittadino. A New York, la trasformazione di un’area in pedonale ha consentito la crescita del commercio locale del 172%. Per ogni euro investito, ne tornano tre in meno di tre anni, inoltre si ridurrebbe il cosiddetto inquinamento dello spazio pubblico: dove sta un’auto, stanno dieci biciclette”.

Il sindaco Marco Bucci, manager che conosce assai bene le principali realtà estere, si è sempre detto molto favorevole: “Esisteva un progetto del Comune per una pista ciclabile dalla Lanterna sino a Nervi. Questo è ancora più completo perché include la zona della Fiumara. È molto bello e interessante, perché dà la possibilità ai cittadini di vedere il mare e di stare a contatto con esso. Il fatto di andare in bicicletta è molto importante. Lo considero uno dei fattori di ripresa della nostra città. La vera sfida sono le salite e le discese. La nostra amministrazione sta inoltre pensando a delle piste ciclabili pure lungo le sponde del Polcevera, dove ci sono parecchi binari ferroviari ormai dismessi. C’è poi tutto un discorso legato ai forti, sulle alture, dove si potrebbero realizzare percorsi per le mountain bike”.

Alberto Bruzzone

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