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Cronaca | 09 agosto 2019, 12:24

Bagni vietati a Pegli, storia di uno stop più che annunciato

Il Movimento 5 Stelle denuncia: “Da mesi chiediamo una Commissione sullo stato della rete fognaria della delegazione. La nostra mozione è stata votata da tutti, poi l’incontro non c’è mai stato. Queste sono le conseguenze”. La balneabilità fu ottenuta dopo anni di lavoro, e ora?

Bagni vietati a Pegli, storia di uno stop più che annunciato

Mentre i bagni a Pegli restano ancora interdetti, a seguito dei rilevamenti dell’Arpal che hanno evidenziato uno stato d’inquinamento, la polemica torna ad accendersi. Dopo un faticoso iter, durato anni, che ha portato lo specchio acqueo davanti alla delegazione a essere nuovamente classificato come balneabile, in quest’estate 2019 sono già due gli episodi di momentaneo stop.

Sul portale dell’Arpal si possono consultare tutte le statistiche: oltre al 6, 7 e 8 agosto, andando indietro, si trovano anche 4, 5 e 6 giugno con il semaforo rosso.

Il tratto compreso tra Molo Lomellini e Molo Torre, per chi non lo sapesse, è piuttosto ampio. Premesso che, nella comunicazione ufficiale da parte di Tursi, sarebbe bello che vi fosse anche qualche riferimento in più (visto che i nomi dei moli sono sconosciuti persino alla maggior parte dei pegliesi), la porzione va da largo Calasetta sino alla zona, verso levante, dove ci sono i giochi dei bambini. Praticamente la maggior parte delle spiagge della delegazione: si può scendere sull’arenile ma, in teoria, non ci si può bagnare. Acque non conformi per inquinamento, si legge sul report dell’Arpal.

La situazione, lo sperano tutti, potrebbe migliorare nei prossimi giorni, ma intanto in piena estate non è una bella notizia. E le cause, secondo alcuni, sono piuttosto note. In pratica, uno stop che era annunciato.

Lo sostiene Massimo Currò, capogruppo del Movimento 5 Stelle al Municipio VII Ponente. Che non risparmia i suoi strali: “Spiace che il Municipio non si sia mosso come promesso. Avevamo presentato una mozione per segnalare lo scandaloso stato della rete fognaria a Pegli. Poco ci importa se in parte il problema verrà risolto con il futuro rifacimento del collettore fognario. Qui era necessario un intervento tempestivo per evitare che la fogna, la rete pubblica che è in gestione a Iren, finisse in mare. Ci toccherà valutare un esposto alla Procura della Repubblica”.

Secondo Currò, il Municipio, “votando la mozione in questione, aveva promesso di convocare la Commissione prima della pausa estiva di agosto. Ma nulla è stato fatto. E oggi la situazione, già preannunciata dalla mozione, è questa: divieto temporaneo della balneazione. Era prevedibile, e noi certe valutazioni non le facciamo mediante la palla di cristallo, ma basandoci sui fatti. Il fatto è che Iren, secondo noi, si è dimostrata non in grado di gestire la cosa pubblica”.

La mozione in questione portava la firma, oltre che di Currò, anche dei suoi colleghi Fabio Gabutti, Anna Accornero e Paolo Drago. Considerando, si legge, “le ultime vicende relative alla balneabilità dei tratti di mare del litorale pegliese e che, da inizio stagione, la balneabilità del litorale pegliese è stata più volte sospesa temporaneamente a causa di valori delle acque non conformi alla balneabilità, valutando che dai tombini di via Pallavicini, via Opisso, dal Molo Archetti, spesso si percepiscono fortissimi miasmi riportabili a sversamenti di acque nere, impegniamo il Presidente del Municipio e la Giunta Municipale a convocare Iren e l’assessore all’Ambiente del Comune di Genova, in Consiglio Municipale, per essere relazionati sugli eventi inquinanti sopracitati e capire quali azioni stiano intraprendendo con la civica amministrazione”.

Niente di tutto questo, secondo Currò, è avvenuto. “E ora siamo in questa situazione. Un bell’autogol per Pegli, a livello di immagine. Quanto al Rio Rexello, con il bypass realizzato, anche quello dopo nostre enormi insistenze, la situazione è nettamente migliorata. Ma è tutto il discorso complessivo delle acque nere di Pegli che andrebbe affrontato e che invece non viene affrontato mai”.

Anni di lavoro per ottenere la balneabilità. E poi questi spiacevoli incidenti. Eh sì, è proprio una situazione di merda.

 

Alberto Bruzzone

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