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Cronaca | 01 ottobre 2019, 20:23

Val Varenna, i lavori per la messa in sicurezza del torrente sono fermi

Annunciati per settembre 2019, gli interventi del secondo lotto sono stati rinviati al 2020. Paolo Drago: “Una pessima notizia”. Ma intanto Tursi annuncia il compimento della pulizia dei rivi “con due mesi di anticipo”. Ed è polemica

Val Varenna, i lavori per la messa in sicurezza del torrente sono fermi

Il secondo lotto della messa in sicurezza del torrente Varenna è in ritardo. E non sarà cosa da poco, visto che l’allungamento dei tempi è quantificato, a spanne, in almeno un anno.

È questa l’ennesima promessa non mantenuta per quanto riguarda il Ponente genovese. Lavori annunciati a parole o nei comunicati stampa, cui poi non segue un inizio concreto.

Ma come mai questo ritardo a fronte di un’opera che, sempre stando alla Giunta Comunale, era già finanziata? La notizia, assai brutta per tutta la valle e non solo, arriva da Paolo Drago, consigliere municipale del Movimento 5 Stelle al VII Ponente e tra le persone più attive in Val Varenna. È stato lui a seguire da vicino l’evolversi della questione, sempre con un’attenzione particolare alla prevenzione del rischio idrogeologico.

Drago spiega: “Nel Consiglio Municipale dello scorso 24 settembre, ho chiesto al presidente del Municipio VII Ponente, Claudio Chiarotti, degli aggiornamenti circa l’inizio del secondo lotto dei lavori di costruzione delle arginature del torrente Varenna in località San Carlo, che come annunciato dall’ex assessore ai Lavori Pubblici del Comune di Genova, Paolo Fanghella, il 26 ottobre del 2018, in occasione del Tavolo di monitoraggio della Val Varenna in Municipio, sarebbero dovuti partire improrogabilmente a settembre  2019”.

Ebbene, riferisce Drago, “il presidente mi ha risposto, avendo parlato con il nuovo assessore ai Lavoro Pubblici, Pietro Piciocchi, dicendo che purtroppo i lavori inizieranno in un mese non meglio specificato del 2020. Il ritardo di inizio cantiere è riconducibile a un problema ambientale di cui non ha ricevuto specifica. È una brutta notizia, per le persone che vivono a San Carlo e che aspettano da due anni che venga completata la messa in sicurezza del borgo, dopo che nel 2017 venne montata la passerella al termine del primo lotto dei lavori. Altra notizia, sempre riportata dal presidente, è che questa è l’unica opera, nel Municipio, di cui si prevedeva la partenza dei lavori in questo anno, ma che non inizieranno”.

Lo scorso anno, in un’intervista al nostro giornale, Fanghella descriveva così il progetto in questione: “L’assessorato ai Lavori Pubblici di Tursi ha stanziato un milione e quattrocentomila euro nel piano triennale degli interventi. Lo stanziamento per il secondo lotto c’è. Si tratta di una briglia idraulica nella parte alta del Varenna, fondamentale perché anche da questa dipende la perfetta efficienza dei lavori del primo lotto. L’intervento è in fase di progettazione e successivamente potrà partire”.

Si tratta di lavori molto attesi perché, venendo in giù da San Carlo di Cese e nella zona dei laghetti, la situazione del torrente è piuttosto critica. Alcuni argini stanno cedendo, la vegetazione è molto alta, ci sono parecchi ostacoli rispetto a un regolare deflusso delle acque.

Eppure, ieri Tursi ha emesso un comunicato di tutt’altro tenore. Secondo il Comune di Genova, “si è concluso in anticipo rispetto alla tabella di marcia il piano straordinario di pulizia dei rivi e dei torrenti. Aster, su sollecitazione dell’assessorato ai Lavori Pubblici e Manutenzione, ha accelerato l’apertura degli ultimi cinque cantieri in programma per la prevenzione del rischio idrogeologico, andando a concludere i lavori a fine ottobre, con due mesi d’anticipo”.

Pietro Piciocchi, assessore ai lavori pubblici e manutenzione, spiega: “Il nostro obiettivo è quello di scongiurare alcune criticità in punti dove storicamente si sono verificati problemi. Adeguamenti idraulici, tombinature, pulizia degli alvei, taglio della vegetazione sono solo alcune delle azioni avviate e che, grazie alla disponibilità di Aster, siamo riusciti ad anticipare rispetto alle previsioni. Il nostro è un territorio fragile, sul quale è necessaria un’incessante opera di monitoraggio e di costante e operosa vigilanza. Il lavoro di prevenzione è cruciale, insieme naturalmente al proseguimento dei grandi cantieri per la messa in sicurezza del territorio”.

Perplesso il suo collega al Municipio VII Ponente, Matteo Frulio: “Comunicati con toni trionfalistici. Ma vorrei invitarvi a chiedere a chi abita in via Branega, via Fabbriche, Acquasanta e via Ovada, Val Varenna. Nessuna delle segnalazioni fatte dal Municipio è stata accolta. Le pulizie dei rivi si sono limitate alle foci e poco oltre. Non ci vuole una laurea per capire che se a monte ci sono dei tronchi in alveo, la pulizia deve proseguire anche a monte, comunque sempre nella parte demaniale. Perché, se viene qualcosa di brutto, quei tronchi tapperanno le campate dei ponti e aver eliminato due canne nei primi cinquecento metri di torrente non sarà servito a niente. Bisogna ascoltare il territorio. Questi comunicati stampa sanno di presa in giro per chi si affaccia dalla finestra e vede come sono i torrenti sotto casa”.

Alberto Bruzzone

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