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Cronaca | 26 febbraio 2020, 12:59

Pegli, i lavori a Molo Archetti non si possono più rimandare

Il deficit strutturale dell’attracco è la principale causa dei disservizi di Navebus, anche in presenza di condizioni meteo marine non propriamente ‘avverse’. Passa a Tursi un Odg della Lega che chiede di accelerare sulla questione. Sul tema s’impegna anche Mauro Avvenente. L’autostrada ‘naturale’ rappresentata dal mare deve diventare sempre più una risorsa

Pegli, i lavori a Molo Archetti non si possono più rimandare

‘Causa condizioni meteo marine avverse, il servizio Navebus è temporaneamente sospeso’. Quante volte ci è apparso questo messaggio, sul display del nostro telefonino. Spesso, in maniera più frequente, anche rispetto al buongiorno di un amico.

Grande protagonista sulla chat ‘GenovaAlert’ di Telegram, nei giorni scorsi la messaggistica relativa al collegamento via mare tra il Porto Antico di Genova e il Molo Archetti di Pegli è stata spostata sul servizio Amt ‘Un sms aggiorna il tuo viaggio’.

Quello che rimane sono i problemi strutturali e di fondo. Come mai così tante volte le corse di Navebus vengono annullate? Come mai questo avviene anche in presenza di condizioni meteo marine non proprio così ‘avverse’?

La risposta sta nelle condizioni del Molo Archetti di Pegli, che sono assai precarie, al punto che un intervento di consolidamento della struttura sarebbe non solo necessario, ma anche non più rimandabile.

È in questa direzione che Lorella Fontana, capogruppo della Lega a Palazzo Tursi, ha proposto ieri in Consiglio Comunale un ordine del giorno, poi approvato all’unanimità. Nell’ambito dei ‘Documenti previsionali programmatici 2020-2022’, la rappresentante del Carroccio in Sala Rossa ha chiesto di impegnare il sindaco di Genova, Marco Bucci, e tutta la Giunta Comunale “a prevedere nel triennio uno stanziamento atto a trovare, di concerto con Autorità Portuale, una idonea risoluzione alle criticità che da tempo determinano difficoltà al regolare servizio di Navebus”.

Lorella Fontana, nel testo del suo ordine del giorno, ricorda che “le difficoltà per il regolare svolgimento del servizio di Navebus sono attribuite per gran parte alla condizione del molo di attracco, denominato Molo Archetti, che necessita di un adeguamento strutturale. Navebus rappresenta per il Ponente, anche per il turismo specialmente in periodo di primavera ed estate, un servizio importante di collegamento con il centro cittadino”.

Analoga richiesta è stata presentata dal consigliere comunale di Italia Viva, nonché ex presidente del Municipio VII Ponente, il pegliese Mauro Avvenente: “Navebus - ricorda quest’ultimo - rappresenta un servizio di qualità e una eccellenza nell’ambito del trasporto pubblico, specie per i residenti del Ponente cittadino che debbono fare i conti con un traffico caotico ulteriormente implementato a seguito del crollo del Ponte Morandi. Ma, specie negli ultimi tempi, per troppe volte gli utenti-clienti hanno ricevuto il messaggio che il servizio è sospeso: tale messaggio viene recapitato inspiegabilmente anche in condizioni di mare apparentemente calmo e con moto ondoso pressoché nullo”.

Secondo Avvenente, “un servizio pubblico, per essere appetibile alla potenziale clientela, dev’essere puntuale, comodo, confortevole e soprattutto deve rispettare gli orari e dare la certezza della puntualità del servizio”. La sospensione del servizio, ricorda l’ex presidente del Municipio, viene adottata “in ‘autotutela’ per ragioni di sicurezza, a causa della risacca che si sviluppa nello specchio acqueo antistante Molo Archetti dovuta alla conformazione del molo stesso, che dovrebbe e dovrà necessariamente essere riqualificato. Tali lavori di messa in sicurezza si rendono necessari e irrimandabili, per fare il modo che il servizio Navebus possa tornare ad essere utilizzato e fruito dai molti clienti che lo hanno abbandonato, proprio a causa della sua inaffidabilità”.

In una città che ha una ‘autostrada’ sul mare praticamente già tracciata, specie nella zona di Ponente, grazie anche alla presenza di tutto il complesso sistema di dighe portuali e di sistemi di difesa, i trasporti via nave dovrebbero essere una risorsa, da percorrere con sempre maggiore convinzione.

Se n’è parlato moltissimo, specie nell’immediatezza della tragedia del Ponte Morandi, ma poi ogni discorso è rimasto tale, la quotidianità ha preso il sopravvento e con essa i soliti problemi. Sarebbe invece il caso di riaprire questi tavoli di confronto, anche vagliando seriamente, e non solo con vuote parole, la possibilità di un attracco all’interno del Porto di Pra’, dove c’è un molo perfettamente attrezzato per l’attracco, per giunta già omologato. Non è utopia, e neppure si parla di trasporti con le navicelle stellari. Semplicemente si tratta di riuscire a capire che il mare è una risorsa per una città come Genova. Una risorsa per tutti, non solo ed esclusivamente per le attività portuali.

Alberto Bruzzone

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