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Cronaca | 09 aprile 2020, 17:54

Val Varenna, se Internet non è per tutti

Alcuni centri sulle alture di Pegli non sono raggiunti da nessun tipo di segnale, ma avere un collegamento, adesso, e quanto mai fondamentale, per seguire le lezioni da casa e per poter lavorare. Se ne parla domani in Consiglio Municipale al VII Ponente

Val Varenna, se Internet non è per tutti

Il nome tecnico è ‘digital divide’ e, dentro all’ennesimo parolone anglosassone, si cela un profondo disagio, tra chi risiede in un territorio e chi abita invece in un altro.

‘Divide’ nel senso di vera e propria discriminazione: mentre le grandi città sono quasi tutte servite dalla fibra ottica per quanto riguarda i servizi Internet (vale a dire la velocità più alta possibile, sino a 1 Gigabyte in download e circa 700 Megabyte in upload), e in quasi tutte quelle medie vi è comunque una Adsl super veloce, in parecchi paesini dell’entroterra, compreso quello ligure, si va online in modo decisamente più lento.

E siccome ormai non c’è quasi più nulla che ‘giri’ senza web, ecco servito il problema: chi vive in città o sulla costa è nettamente favorito, da questo punto di vista, rispetto a chi sta in zone meno popolate, se non in punti decisamente sperduti.

Il superamento del ‘digital divide’ dovrebbe essere un impegno preciso da parte delle istituzioni: uguali condizioni e servizio analogamente efficiente per tutti, ma spesso non è così. La democrazia non esiste, neppure con quello strumento che dovrebbe essere il più democratico per eccellenza. La prima ragione? I gestori delle linee, che spesso non hanno l’interesse ad avviare lunghe e laboriose cablature, quando poi i potenziali allacci potrebbero essere assai pochi.

Il problema è tanto più attuale e stringente di questi tempi. Perché l’emergenza sanitaria, che ci costringe a rimanere quasi tutti a casa, ha di fatto nettamente modificato le nostre vite. Si sono approfonditi, tutto insieme, concetti di cui si parla da tempo, anche se spesso non si è mai andati oltre i discorsi programmatici: ovvero smart working, cioè il lavoro da casa; e homeschooling, ovvero le lezioni a distanza. Tutto è avvenuto con estrema fretta, a causa delle contingenze. Così le difficoltà sono rimaste non affrontate e la questione del ‘digital divide’ è emersa in tutta la sua crudezza.

Nel Ponente genovese, in particolare, c’è una vallata che sta subendo non pochi disservizi. Si tratta della Val Varenna, ovvero quella serie di piccoli centri abitati che si trovano alle spalle di Pegli e sino a San Carlo di Cese o Lencisa. Spesso sono agglomerati di alcuni palazzi - come la località Tre Ponti - spesso sono proprio gruppi o gruppetti di case, dove vivono un numero ristretto di famiglie. Che, però, dovrebbero avere gli stessi diritti di tutte le altre.

Si fa preso a parlare di smart working e di homeschooling, ma poi tra il dire e il fare c’è veramente di mezzo il mare. Anzi, c’è di mezzo una linea molto debole, quando non completamente assente. A suscitare la questione, nei giorni scorsi, è stato un post su Facebook, nel gruppo pubblico Comitato Val Varenna, da parte di una residente, la signora Francesca Pieri: “Vorrei sottoporvi un problema che mi riguarda personalmente, ma che forse interessa più residenti della Val Varenna. Da quando sono state chiuse le scuole ed è iniziata la didattica on line noi, che abitiamo ai Baixi, nella valle del Cantalupo, ci siamo trovati in grande difficoltà con la copertura Internet. La nostra casa non è raggiunta né da una linea telefonica, né da una copertura cellulare sufficiente per poter utilizzare Internet e quindi seguire le lezioni. Poiché l’accesso alla rete, in questo momento, può essere certamente considerato un bene primario, essenziale soprattutto per la frequenza scolastica, vorremmo segnalare questo problema alle istituzioni, perché se ne facciano carico appena possibile. Mi chiedevo se altri nella valle avessero lo stesso problema ed eventualmente volessero unirsi a noi nella richiesta”.

A raccogliere l’appello della cittadina è stato Paolo Drago, che è il presidente del Comitato Val Varenna ed è anche consigliere municipale al VII Ponente, per il Movimento 5 Stelle. “Domani, in occasione del Consiglio Municipale che è programmato in teleconferenza, presenterò un’interrogazione a risposta immediata anche su questo tema. I problemi in vallata? Confermo che ci sono, ma sono a macchia di leopardo: ovvero in qualche frazione non arriva la linea fissa e quella del telefonino prende malissimo. Ci sono delle situazioni di ‘buio’, come denunciato dalla signora Pieri. In altre zone, la linea mobile arriva bene. Certo, siamo tutti lontani dalle alte velocità che ci possono essere in un centro urbano”.

Il consigliere pentastellato prosegue: “Pensare che la fibra ottica è arrivata sin qui. Ma hanno fatto lo scavo lungo la strada e non gli allacci. Così non serve veramente a nulla. A me risulta che chi si voglia allacciare, sinora, non ne abbia avuto la possibilità”. Non è che questi cittadini chiedano di navigare a un Gigabyte, ma almeno al corrispondente di una Adsl di ultima generazione. Sarebbe già una conquista. “Io credo - osserva Drago - che come la Regione Liguria si è impegnata per l’acquisto di tablet e pc portatili da destinare a quelle famiglie che ne sono prive, attraverso l’erogazione di voucher, così si potrebbe impegnare per collocare dei ripetitori di segnale laddove ve ne sia effettivamente bisogno, di modo che tutti possano essere raggiunti dalla linea e tutti possano o lavorare o seguire le lezioni da casa”. Nel testo della sua interrogazione, Drago evidenzia come “gli studenti del Municipio devono essere in condizione di seguire le lezioni, verificando la disponibilità di adeguati dispositivi elettronici e linea Internet” e chiede alla Giunta Municipale di attivarsi in tal senso, oltre che su altri argomenti che riguardano la Val Varenna come i circoli e le realtà associative del territorio che sono in difficoltà, gli sfalci e la pulizia delle strade, il monitoraggio delle fognature.

Problemi di ieri e problemi di oggi. Ma adesso quella linea Internet è davvero questione primaria. Alberto Bruzzone

Alberto Bruzzone

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