C’è una libreria di Genova che ha detto no alla riapertura prevista dal nuovo decreto firmato ieri dal presidente del consiglio Giuseppe Conte, che ha prorogato il lockdown fino al 3 maggio, permettendo però a librerie, cartolerie e negozi che vendono articoli per neonati di riaprire dopo le vacanze di Pasqua. Si tratta di Book Morning, libreria indipendente aperta da circa tre anni in via della Maddalena. Un presidio di resistenza, come era stata definita dalla giornalista Donatella Alfonso, ospite di una delle presentazioni letterarie organizzate dalle titolari Valentina Beronio e Samantha Giribone.
Le due, prima ancora della chiusura imposta dal precedente decreto, avevano scelto di abbassare la saracinesca e lanciare in maniera pionieristica in città, la consegna a domicilio. Un servizio che Samantha e Valentina offrono ai propri lettori. Ora il nuovo decreto permette loro di riaprire, ma insieme ad altre 150 librerie indipendenti in tutta Italia, hanno firmato una lettera aperta (QUI il testo) elaborata dal gruppo LED - Librai Editori Distributori in rete e indirizzata al presidente del consiglio.
Sei i punti trattati nella lettera, a partire dalla sicurezza e al rischio contagio a cui un’apertura senza regole, può esporre librai e clienti, tra cui spesso si instaura un rapporto che va al di là dell’uso consumistico di un bene all’interno di un negozio. “Il lavoro del libraio, infatti, prevede un tempo lungo della comunicazione verbale faccia a faccia, una pratica che, se non precisamente regolata, comporta in questo momento degli evidenti rischi di sicurezza sanitaria”, si legge nel testo, che affronta anche il tema economico di una difficile riapertura: “In questo momento sono attive delle misure di welfare (possibilità di cassa integrazione straordinaria, accessi a contributi pubblici, agevolazioni fiscali) pensate per contribuire alla sostenibilità economica degli esercizi commerciali. Quali certezze abbiamo che queste misure verranno mantenute anche dopo la riapertura ‘simbolica’?”, si chiedono i librai.
Book Morning ha pubblicato la lettera sulle proprie pagine social, preceduta da un post con cui spiegano perché la loro libreria resterà chiusa nonostante le nuove disposizioni:
“Care lettrici e cari lettori indipendenti,
come ormai avrete avuto modo di sapere il nuovo decreto governativo anticipato ieri sera dal premier Conte prevede la riapertura delle librerie a partire da martedì 14 aprile.
La nostra libreria rimarrà chiusa, e ci teniamo molto a rubarvi qualche minuto per spiegarvi il perché.
Potete immaginare quanto grande sia il nostro desiderio di tornare ad alzare le nostre serrande in via della Maddalena e accogliervi nuovamente tra i nostri scaffali. Ma non abbiamo nessuna intenzione di farlo in questo momento e a queste condizioni. Come già vi avevamo detto prima che ci venisse, giustamente, imposta la chiusura: come potremmo in un momento in cui le restrizioni sugli spostamenti rimangono ancora molto rigide per tutelare la salute di tutti, invitarvi a venire a trovarci come se nulla fosse? Quali sono gli strumenti di sanificazione, prevenzione e sicurezza, che dovremmo mettere in atto per garantire una serena fruizione dei nostri spazi da parte vostra? Quali le garanzie che gli strumenti di sostegno economico messi in campo per aiutare, in vario modo, lavoratori autonomi e imprese, ci verranno ancora riconosciuti adesso che possiamo 'scegliere' di riaprire?
In questi giorni, come avrete avuto modo di vedere, le librerie indipendenti sono state resistenti e creative, e tutti noi ci siamo rimboccati le maniche e inventati nuovi modi per starvi vicino e continuare il nostro lavoro (perché, e forse è necessario ricordarlo, il nostro è prima di tutto un lavoro, non un simbolo). E voi, lettori e lettrici, siete stati meravigliosi: non avete mai smesso di ordinare i nostri libri, ci avete ricoperto di attenzioni e manifestazioni di sostegno, e non possiamo che esservene profondamente grate. Continueremo a portarvi le storie che popolano i nostri scaffali direttamente a casa, con i nostri servizi di consegna a domicilio e spedizione, e a inventare nuovi modi per raggiungervi.
Tra poche ore verrà pubblicata una lettera aperta che abbiamo sottoscritto insieme a molte altre librerie indipendenti italiane (e alcuni librai di catena) in cui vengono articolati dubbi, richieste e perplessità. Anche perché negli ultimi giorni si sono alzati i più svariati appelli sulla necessità di riaprire 'le farmacie dell'anima' per dare un segnale di speranza, ma nessuno ha pensato di interpellare i diretti interessati, i librai appunto. Se vi convincerà, vi invitiamo a diffonderla.
Nel frattempo voi #restateacasa i libri ve li portiamo noi”.














