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Innovazione | 21 aprile 2020, 17:04

Distanza sociale e misurazione della temperature attraverso sistemi di video controllo: dall'IIT arriva la tecnologia per entrare nella "fase 2"

I software Ai- Thermometer e Social Distancing sono stati realizzati dall'Iit di Genova e da oggi sono disponibili (gratuitamente) per tutte le aziende. Ecco come la tecnologia intende affrontare l'emergenza coronavirus

Distanza sociale e misurazione della temperature attraverso sistemi di video controllo: dall'IIT arriva la tecnologia per entrare nella "fase 2"

Il dibattito sul tracciamento dei “portatori” di Covid-19 attraverso smartphone per affrontare la pandemia in atto continua e, con probabilità, continuerà ancora per diverso tempo.

Una via che in diverse nazioni ha portato a un discreto contenimento e potrebbe risultare uno strumento utile per affrontare la "fase 2", ovvero quella della convivenza con il virus e di una - seppur parziale - ripartenza.

IL MODELLO SUD-COREANO

Le tecnologie sono le più differenti e ogni nazione sta portando avanti la propria: tra tutti ha fatto scuola il blasonato “modello Sud-Coreano”. Qui è dove si è registrato inizialmente il più alto numero di contagi dopo la Cina. La Sud Corea - forte anche dell’esperienza di due epidemie nel 2015 (con la Mers) e nel 2016 (con la Zika) - ha potuto mettere in campo strumenti che hanno fatto sì che il “plateu” della curva dei contagi si raggiungesse prima rispetto ad altre realtà.

La tecnologia e i big data in questo senso hanno giocato un ruolo chiave: attraverso l’app “Corona 100” si è potuto fare una mappatura della diffusione del contagio nel paese incrociando i dati di Gps e dei dispositivi di videosorveglianza.

Naturalmente la tecnologia è vana se parallelamente non vengono svolti tamponi e test a tappeto. Ma il dibattito su cui ci si è spesi in questi giorni è legato soprattutto alla privacy.

"IMMUNI" - IL MODELLO "ITALIA"

Anche l’Italia ha provveduto a una sua app di tracing selezionata tra le oltre 300 proposte tech vagliate dal ministero dell’Innovazione.  

Si chiamerà “Immuni”, funzionerà tramite Bluetooth e sarà presto installabile gratuitamente, dopo un periodo di sperimentazione che verrà attuato in regioni al momento non ancora selezionate, su tutti gli smartphone.

La “via italiana” al tracciamento terrà in maggior conto la privacy dei cittadini e, soprattutto, l’app potrà venire scaricata su base volontaria. Ed è proprio quest’ultimo punto lo scoglio più grande che si pone di fronte all’attuazione del progetto. Secondo gli esperti, infatti, per essere davvero efficace, il sistema deve essere in grado di monitorare almeno il 60% della popolazione: una percentuale obiettivamente molto elevata che non sarà certo facile ottenere.

AL THERMOMETER E SOCIAL DISTANCING

Intanto mentre si attende la reale efficacia dell’app Immuni è di oggi la notizia di un nuovo strumento rivolto alle imprese realizzata dall’Istituto Italiano per la tecnologia di Genova (IIT) dal team Pavis (Pattern analysis & computer vision). Si tratta di due software gratuiti e open source che rientrano nell’ambito di questa emergenza. Questi software vanno ad implementare sistemi di videocontrollo esistenti rendendoli capaci di monitorare temperature e distanze tra i dipendenti.

La prima è Ai Thermometer. Si tratta di un “progetto open-source per la misurazione automatica della temperatura corporea delle persone grazie all’uso di termocamere.“

“Il software – si legge nel sito Iit - può essere utile per una prima rilevazione automatica degli stati febbrili. Prima individua le persone tramite un detector standard che rileva la figura corporea dei soggetti e poi identifica un punto del viso sul quale misura la temperatura. Il sistema funziona sia con termocamere radiometriche sia con termocamere non calibrate radiometricamente. In quest'ultimo caso, è necessaria la presenza di un corpo a temperatura nota da usare come riferimento e la sua posizione e temperatura devono essere dati in input dall'utente.”

La seconda tecnologia è “Social Distacing ” e permette la “misurazione automatica della distanza interpersonale grazie a videocamere RGB non calibrate. Il software è utile per poter valutare l’effettiva osservazione delle distanze di sicurezza.” Qui un algoritmo stima l’area di un metro intorno a tutte le persone individuate data la porzione di immagine ripresa.

Entrambe le tecnologie, lo ricordiamo, sono gratuite e disponibili già da oggi per tutte le aziende che volessero implementare questo servizio e garantire maggiore sicurezza sul posto del lavoro in tempi di “coronavirus”. Essendo open source rende il modello aperto a tutti i ricercatori e sviluppatori del mondo i quali possono intervenire per poter migliorare la qualità dei software. Oltre a questo entrambi processano immagini che eliminano i tratti somatici delle persone e le “trasformano” in figure 2D (quindi non riconoscibili) a completa tutela della privacy.

Come specificato in precedenza la sola tecnologia non basta ad affrontare una pandemia, ma può essere determinante proprio in questa fase di ripartenza. L’emergenza sanitaria ha già variato i nostri comportamenti. E la tecnologia si muove di pari passo.

La discussione in atto è utile per valutare modelli tecnologici che sicuramente saranno diversi da quelli che siamo stati abituati a concepire fino ad oggi. Ma è utile essere coscienti a cosa si va incontro sempre nel rispetto di quelli che sono i diritti fondamentali su cui si è costruita la società attuale e che nessun virus dovrebbe essere in grado di scalfire.

I software Ai- Thermometer e Social Distancing sono scaricabili qui https://github.com/IIT-PAVIS/Social-Distancing  

Redazione

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