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Cronaca | 08 maggio 2020, 16:38

Il trasferimento della piscina di Nervi grazie a un nuovo supermercato? Cresce la polemica, ma i dubbi sono bipartisan

Pandolfo (Pd): "Operazione condotta secondo schemi vecchi con un bando di soli 35 giorni che non garantisce vera concorrenza e qualità progettuale". Drepama (Vince Genova): "I nerviesi non sono entusiasti, temono si snaturi il quartiere"

Il trasferimento della piscina di Nervi grazie a un nuovo supermercato? Cresce la polemica, ma i dubbi sono bipartisan

La polemica politica relativa alla ristrutturazione del porticciolo di Nervi non si limita alla sola vicenda relativa all’intitolazione a Luigi Ferraro, ma anche lo spostamento della piscina, che sarà eliminata da dove si trova adesso per fare spazio alla nuova darsena, ha sollevato perplessità e critiche nei confronti dell’amministrazione di Palazzo Tursi.  

In discussione non è solo la possibile nuova ubicazione della struttura, ma anche le modalità con cui il Comune ha scelto di trovare il partner privato per realizzare l’opera, visti i tempi stretti del bando: il documento risulta protocollato lo scorso 28 aprile, ma scade appena 35 giorni dopo, il 3 di giugno.  

Mentre Nervi è distratta da una divisiva e impropria intitolazione del porticciolo a Luigi Ferraro – ricorda il consigliere comunale del Partito Democratico Alberto Pandolfo - si mette in atto un’azione che va a creare di nuovo divisione e devastazione del territorio nerviese. La piscina che oggi si trova nel porticciolo sarà trasferita nell’area di Campostano, alle spalle del quartiere. Si tratta di un’area molto stretta che si trova tra la via Aurelia e Nervi, che molto probabilmente si troverà a ospitare la nuova struttura sportiva, la cui edificazione sarà cofinanziata da privati grazie alla contestuale costruzione di un supermercato”.  

Pandolfo punta innanzi tutto il dito sui tempi che il bando concede per la manifestazione di interesse, che non concederebbero la possibilità di una vera concorrenza sull’operazione. I ben informati infatti, come confermato anche da articoli di stampa, riferiscono come pressoché certo l’interessamento di Sogegross all’operazione, che da bando risulta cofinanziata da parte pubblica con di 3 milioni, suscettibili di riduzione in sede di manifestazione di interesse del partner privato.  

"Per un bando 35 giorni non sono un tempo sufficiente – denuncia Pandolfo -. Così non si garantisce concorrenzialità né qualità di progettazione. Io sono il primo a dire che i progetti devono marciare rapidamente, ma occorre che producano risultati positivi. Siamo evidentemente di fronte a un bando cucito su misura addosso a chi ha già sponsorizzato Euroflora, e a chi ha già puntato gli occhi su Nervi. Soprattutto si va a riportare un modello desueto in auge, quello di usare nuovi supermercati come unico vettore per i cambiamenti urbanistici, si tratta di una soluzione semplice per finanziare le opere, ma con una pesante ricaduta sui territori e sul tessuto commerciale locale. Questa amministrazione in campagna elettorale, e da ultimo nell’ambito della vicenda dei buoni pasto, a parole dice no alla grande distribuzione, salvo poi avallare sempre nuovi insediamenti della gdo: a Nervi Sogegross-Basko, ad Albaro Esselunga e a Pra’ la Coop, il problema è distribuito su tutta la città. C’erano altre vie per portare denaro e qualità su Nervi, ad esempio quella della pedonalizzazione di via Oberdan".  

Tuttavia i dubbi sulla nuova ubicazione della piscina con supermercato annesso non riguardano solo le forze di opposizione in Comune, ma il pensiero che forse non siamo di fronte alla migliore soluzione possibile per il quartiere serpeggia anche tra alcuni esponenti del centrodestra nel Municipio Levante: “Ho avuto modo di confrontarmi con il sindaco sul punto, e quella della piscina in Campostano non è una prospettiva che entusiasmi i nerviesi – spiega la consigliera municipale della lista Vince Genova, Carla Drepama -. In sé non si tratta di un brutto progetto, ma non ha niente a che fare con la zona circostante da un punto di vista paesaggistico. Parliamo di una zona di fasce e vegetazione di fronte alla chiesa di San Siro, e certamente un cantiere al centro di Nervi che può durare anni lascia piuttosto perplessi i cittadini. I negozietti alimentari del quartiere rischiano di avere un danno dalla presenza dell’ennesimo supermercato, anche se mi pare di aver capito la nuova area di grande distribuzione al Campostano andrebbe a sostituire un’altra attività della stessa proprietà nella zona. Certamente questa situazione comunque non aiuterebbe i piccoli negozi, mentre noi teniamo molto al fatto che il centro di Nervi rimanga così com’è: preferiremmo insomma che questo progetto venisse fatto diversamente o altrove. Certamente da qualche parte la piscina va messa, ma c’è la paura che il quartiere perda la sua fisionomia da paesino ottocentesco che lo caratterizza tanto positivamente”.  

Resta a questo punto da verificare l'effettiva consistenza delle proposte che arriveranno al Comune per portare a compimento l'operazione, ed eventualmente quale sarà l'umore nel quartiere quando le carte in tavola saranno tutte scoperte.

Carlo Ramoino

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