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Genova | 19 maggio 2020, 18:37

Il genovese in Bolivia: "Non torno ancora, ma la Farnesina ha organizzato un volo per gli italiani"

In queste ore circa 40 italiani sono in viaggio verso l'aeroporto di Santa Cruz, dove un aereo li porterà a Milano. Paolo Femia, invece, spera di tornare a metà giugno

Paolo Femia

Paolo Femia

Sono in viaggio da ieri gli italiani rimasti bloccati in Bolivia a causa del lockdown da coronavirus.

Si tratta di circa 40 persone per le quali la Farnesina ha organizzato un volo di rientro da Santa Cruz a Milano previsto per questa sera con la compagnia Neos.

A informare della buona notizia La Voce di Genova è il genovese Paolo Femia, che da dicembre 2019 si trova a Santa Cruz e che alcune settimane fa ci aveva descritto la situazione che stavano vivendo.

“L’ambasciata ci ha avvisato il 13 maggio dicendo che per oggi alle 18.30 era stato organizzato il volo, compreso anche il trasporto in aeroporto in autobus”. Chi ha deciso di approfittare di questa occasione – perché non si sa quando potrebbe esserci un altro aereo per rientrare in Italia – ha dovuto acquistare un biglietto da 930 euro (classe economica) o 1130 euro (business class), a cui andava aggiunto il costo del trasporto, “che ha creato non pochi mugugni, in quanto si tratta anche di 120 dollari”, spiega Femia. Ma indispensabile per raggiungere l'aeroporto di Santa Cruz, da cui partono i voli internazionali.

Per questo sono partiti ieri, da La Paz: “sono 800 chilometri, quindi ci vogliono dalle 19 alle 21 ore di viaggio, se tutto va bene. Ma vista la situazione drammatica, con i blocchi da parte dei boliviani esasperati, il viaggio sta subendo delle deviazioni”. Che porteranno a ritardare la partenza di qualche ora.  

“Anche se io ho deciso di non partire adesso – prosegue Femia - ho parlato con l’Ambasciatore Francesco Tafuri, che si è dimostrato estremamente disponibile e contento del fatto che nessun italiano  fosse positivo al coronavirus, ma anche cosciente della situazione del Paese, che è veramente critica, perché i contagi si moltiplicano a ritmo vertiginoso,  gli ospedali non sono attrezzati, mentre tutto continua a essere chiuso e bloccato e i cittadini chiedono le elezioni presidenziali, che non sono state ancora fissate”.

Intanto speriamo che i nostri connazionali riescano a rientrare senza altri problemi, e che anche lui, sistemate le ultime incombenze, possa essere a Genova a metà giugno.

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