/ Cronaca

Cronaca | 24 maggio 2020, 10:46

Sestri Ponente: chiude lo storico Teatro Rigon

Era stato fondato nel 1924 da Ermelinda Rigon e ristrutturato dalla Compagnia Italiana di Prosa. L'immobile diventerà una casa di cura

Sestri Ponente: chiude lo storico Teatro Rigon

"E allora ce ne andiamo… portiamo via le nostre cose, le scene, gli oggetti, i costumi e andiamo a costruire il nostro mondo teatrale da un’altra parte, consapevoli che non troveremo più una casa così bella, antica, accogliente e capace di far nascere in un attimo la magia del palcoscenico. Grazie Ermelinda di averci accolto e protetto fino ad oggi. Ora… chiudiamo la porta… e andiamo via". E' così che la La Compagnia Italiana di Prosa di Elena Siri e Saverio Soldani annunciano l'addio al Teatro Rigon di Sestri Ponente.

Si spengono infatti le luci nell’antico teatro fondato da Ermelinda Rigon nel 1924, un progetto educativo per insegnare ai figli delle operaie delle Manifatture Tabacchi, poi abbandonato e ritornato a vivere grazie alla compagnia di Siri e Soldani: "Il luogo era abbandonato da anni; dopo che le tue consorelle avevano chiuso l’Istituto Magistrale Tomaso D’Aquino il teatro annesso era rimasto vuoto e utilizzato come magazzino di sgombero, non aveva più servizi igienici e non era agibile - ricordano in una lettera alla fondatrice - Noi e i nostri compagni di viaggio ci siamo rimboccati le maniche e abbiamo messo i soldi per la ristrutturazione costruendo i bagni, risistemando i pavimenti,i muri, il palcoscenico e dotando il teatro di un impianto elettrico moderno e a norma di legge. Non è stato facile, ma con una raccolta fondi pubblica abbiamo avuto il sostegno di molte persone che erano affezionate al Teatro Rigon, che si ricordavano della scuola S. Tomaso D’Aquino, e le più anziane si ricordavano anche di te e ci hanno parlato di come eri".

Ma ecco che L’Ente Ecclesiastico Cenacolo Domenicano che aveva permesso di utilizzare il Teatro con un comodato gratuito, in cambio dei lavori di ristrutturazione completamente a carico della compagnia, ha cambiato idea. Il progetto prevedeva un utilizzo di 12 anni, ma ecco la comunicazione: "pare che l’intero palazzo, il cui piano terra ospita il teatro, diventerà una casa di cura, una struttura di assistenza sanitaria. Pertanto dopo i primi 6 anni, cioè il 30 aprile 2020 si ritira dall’accordo e rivuole la disponibilità del teatro. Ora si ritrova una sala bellissima, messa in sicurezza, rinnovata e a norma e non lo scantinato che ci aveva consegnato".

Redazione

Ti potrebbero interessare anche:

Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore|Premium