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Attualità | 26 giugno 2020, 15:18

Teatro Nazionale di Genova: parte la 25^ rassegna di drammaturgia contemporanea

Sciaccaluga: "Fly me to the moon è una commedia dall'inizio alla fine perché sogniamo sempre tutti di poter volare sulla luna, vedere la primavera su Giove e Marte, perché in fondo l'uomo è fatto d'amore”

Teatro Nazionale di Genova: parte la 25^ rassegna di drammaturgia contemporanea

Dopo un primo appuntamento all’aperto per 'Homo ridens', il teatro Nazionale di Genova torna ad accogliere gli spettatori anche all’interno dei teatri con la rassegna di drammaturgia contemporanea che verrà inaugurata il 1° luglio al teatro Gustavo Modena con ‘Fly me to the moon’ di Marie Jones per la regia di Carlo Sciaccaluga, autore anche della traduzione. In scena sino all’11 luglio lo spettacolo porta in Irlanda del Nord, ma in realtà potrebbe trattarsi di qualsiasi sobborgo europeo.

Mariti disoccupati e figli a carico, Francis e Loretta (Alice Arcuri ed Eva Cambiale), due quarantenni con l'ambizione di andare a Barcellona per l’addio al nubilato di una collega, e che si guadagnano da vivere assistendo gli anziani a domicilio; sino a che non trovano l’ottantenne Davy, grande scommettitore e fan di Frank Sinatra, riverso sul pavimento del bagno: e improvvisamente si apre un’opportunità a cui mai avevano pensato.

Nonostante apra uno squarcio su un ambiente sociale traboccante di problemi, ‘Fly me to the moon’, rappresentato con successo anche a Broadway, è un testo dai dialoghi scoppiettanti ad alto tasso di comicità: “Se si vive per sopravvivere – spiega Sciaccaluga – non c'è spazio per il bello, è meglio mandare i figli ai parchi divertimenti invece che nei musei perché il presente è un tempo invivibile, va sospeso e soppresso. Ma questa è una commedia dall'inizio alla fine perché sogniamo sempre tutti di poter volare sulla luna, vedere la primavera su Giove e Marte, perché in fondo l'uomo è fatto d'amore”.

Nata con l’obiettivo di mettere a confronto nuove generazioni di attori e registi con le voci più interessanti del panorama internazionale la rassegna, curata in questa 25^ edizione da Giorgio Gallione e Andrea Porcheddu, a luglio offrirà al pubblico del teatro Nazionale altre due nuove produzioni: ‘Io amo la morte, come voi amate la vita’ dello scrittore franco-algerino Mohamed Kacimi, regia di Barbara Alesse, che mette in scena un drammatico confronto tra due giovani uomini che pur avendo radici simili si trovano su fronti opposti e ‘Per le parti di lei che sono mie’ in cui la regista Mercedes Martini porta in scena tre racconti di Maurizio de Giovanni, protagoniste tre donne colte nell’attimo in cui concepiscono i crimini che cambieranno per sempre la loro vita.

Il teatro Nazionale mette in atto una serie di misure per accogliere gli spettatori in sicurezza nel rispetto delle norme anti covid, per questo motivo i posti per ogni spettacolo sono limitati; informazioni e biglietti su www.teatronazionalegenova.it. (foto di Patrizia Lanna)

Massimo Bondì

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