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Cronaca | 16 luglio 2020, 13:09

“Facciamo rumore civico” in centro storico: l’iniziativa del Comitato via del Campo contro il degrado

Lunedì 20 luglio dalle 20 alle 20.10 tutti gli abitanti del centro storico di Genova sono invitati ad affacciarsi dalle finestre e fare rumore con qualsiasi oggetto

“Facciamo rumore civico” in centro storico: l’iniziativa del Comitato via del Campo contro il degrado

Bisogna fare rumore, anche un po’ di fracasso, se necessario, per sensibilizzare ai problemi che quotidianamente si vivono in certe zone di Genova. È questo che ha pensato il Comitato di quartiere via del Campo, organizzando per lunedì 20 luglio un’azione dimostrativa: “Affacciamoci tutti dalla finestra per far sentire il nostro rumore civile e facciamo rinascere il centro storico di Genova!”, come si legge nei volantini comparsi da ieri negli dei palazzi dei vicoli. Quindi dalle 20 alle 20.10, da via Prè a San Bernardo, scatenatevi con pentole, padelle, strumenti musicali, voce, affacciandovi da finestre, balconi e terrazzi.

Perché il disagio è forte e il “rumore civile” è ancora un grido d’allarme e d’aiuto lanciato da chi vorrebbe continuare a vivere nei caruggi, dove “i problemi stanno diventando sempre più preoccupanti, anche in termini di sicurezza, vivibilità e igiene”, spiega il presidente del Comitato Christian Spadarotto. Problemi evidenti in tutto il centro storico e non solo tra via del Campo, la Maddalena e via San Luca. Infatti l’iniziativa nasce per coinvolgere ogni quartiere, perché “in ogni zona si riscontrano disagi che sono comuni, e per questo, come Comitato, riteniamo che vada fatto un progetto di recupero generale, che parta dalla sicurezza, ma guardi anche al commercio, al decoro urbano e alle parti sociali”.

Il Comitato di quartiere via del Campo, infatti, è nato a febbraio 2019 per recuperare quello spirito di socializzazione che è venuto a mancare nel tempo: “l’obiettivo è quello di scendere in piazza per incontrarci e impossessarci di nuovo degli spazi abbandonati, per uscire di casa senza guardare l’esterno con diffidenza: questo è già fare qualcosa ed una vittoria”. Ma non solo, perché, come altri comitati e associazioni di quartiere, anche questo agisce ponendosi come interlocutore delle istituzioni: “incontriamo frequentemente la giunta comunale, il sindaco, gli assessori e Amiu, per spingere verso tutti i canali che abbiamo e ottenere dei risultati”.

Quello che si lamenta, infatti, è la presenza dei pusher, che spacciano giorno e notte a ogni angolo delle strade, ma anche il degrado diffuso: “la militarizzazione del centro storico non è la soluzione al problema – continua Spadarotto -, bisogna studiare un processo di cura e non di contenimento, sebbene occorra una supervisione, e bisogna creare le condizioni perché ci siano nuovi insediamenti commerciali, pulizia, illuminazione, informazione delle persone su come usare i servizi, perché la gente continua a gettare la spazzatura per strada e a urinare nei vicoli”.

Sono aspetti segnalati da tempo e su cui gli abitanti “pretendono una risposta in tempi brevi, con soluzioni che guardino all’accoglienza e al recupero della parte storica della città, con il coinvolgimento delle realtà che operano sul territorio, come l’Università, i musei, le gallerie e le associazioni, che potrebbero permettere di non investire denaro sperperandolo”, conclude.

Quindi, chiunque, commercianti e residenti, voglia contribuire a manifestare il senso di disagio che si vive nel centro storico, è invitato a partecipare con questi dieci minuti di “rumore civile”. Che in fondo, visto l’orario, non daranno neanche tanto disturbo.

Medea Garrone

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