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Politica | 29 luglio 2020, 13:46

Ca’ Nuova, l’ex scuola ‘Quasimodo’: un buco nero da sanare al più presto

L’edificio giace in uno stato di abbandono; Bruzzone (A Sinistra, VII Ponente) segnala intrusioni ed interviene la polizia locale, in Comune interessamento di Fabio Ariotti (Lega): "Il primo tentativo di vendita è andato deserto, chiedo se sia possibile abbassare il prezzo"

Ca’ Nuova, l’ex scuola ‘Quasimodo’: un buco nero da sanare al più presto

C’è un ‘buco nero’ nel cuore del quartiere di Ca’ Nuova sulle alture del Ponente genovese che andrebbe sanato e chiuso al più presto perché la situazione di degrado peggiora di giorno in giorno e contemporaneamente aumenta quella legata alla pericolosità: si chiama ex scuola ‘Quasimodo’, un edificio ormai completamente abbandonato e lasciato alla mercé dei vandali, dei senzatetto e di qualche ragazzino un po’ troppo esibizionista che nei giorni scorsi è salito sul tetto dello stabile per farsi fotografare incurante dell’enorme rischio d’incidenti.

A sollevare il tema nelle scorse settimane è stato il consigliere municipale del VII Ponente capogruppo di A Sinistra Filippo Bruzzone che ha scritto una segnalazione al comando della polizia locale. “Da tempo - osserva Bruzzone - si segnala lo stato di degrado della ex scuola ‘Quasimodo’ al Cep, lasciata nell’abbandono più totale. Però si sta superando il limite: ragazzini che per una foto ‘figa’ s’arrampicano sul tetto. Il Comune ha un progetto dietro quello stabile?”. La risposta al consigliere del VII Ponente è giunta nel giro di pochi giorni: “In ordine alla segnalazione - scrive la polizia locale - è stato effettuato ulteriore accurato sopralluogo. Durante l’ispezione di tutta l’area limitrofa l’edificio s’è appurato che l’ingresso pedonale, contrassegnato dal civico 7 situato sul lato Ponente in posizione piuttosto defilata e non visibile dalla pubblica via, presentava il cancello forzato e spalancato costituendo pertanto un agevole passaggio per indebiti accessi allo stesso”.

I vigili riferiscono inoltre che “veniva effettuato un sopralluogo all’interno del complesso, rilevando un evidentissimo stato di degrado in pressoché tutte le sue parti: porte di sicurezza inefficienti, accessi ai vani ascensore non in sicurezza, finestrature frantumate, generale stato di vandalizzazione. Pur non rilevando indebite presenze o bivacchi all’interno è inequivocabile che, seppur in maniera saltuaria, la struttura possa offrire ricovero ad ignoti o comunque possa essere indebitamente frequentata. Abbiamo provveduto, tramite pronto intervento Aster, a chiudere l’accesso riscontrato aperto mediante apposizione di catena con lucchetto le cui chiavi al momento vengono custodite negli uffici del comando di Pra’. Premesso che verranno comunque istituiti sopralluoghi al fine di verificare l’efficienza delle chiusure poste in atto ed impedire eventuali altri tentativi di intrusione, si consiglia un più radicale intervento, da parte degli uffici competenti, in ordine alla messa in opera di ulteriori e definitivi accorgimenti al fine di scongiurare situazioni di pericolo”.

Oltre che a livello municipale della questione è tornato ad interessarsi, dopo un primo intervento già nel 2017, il consigliere comunale della Lega Fabio Ariotti che vive in zona ed è sempre molto sensibile a quanto accade sul territorio. Ieri in Consiglio comunale a palazzo Tursi è stata discussa l’interrogazione a risposta immediata (ex articolo 54) presentata dallo stesso Ariotti: “L’edificio - sostiene il consigliere - è stato inserito nel piano di vendita dell’amministrazione comunale, senza tuttavia attrarre offerte concrete. Come riferitomi dall’assessore competente, infatti, il primo esperimento di vendita su una base d’asta di un milione e mezzo di euro è andato deserto. Di recente sono stati effettuati nuovi sopralluoghi da soggetti interessati all’acquisto della struttura, che ormai da anni versa in uno stato di forte abbandono venendo presa di mira da vandali e divenendo talvolta dormitorio per alcuni senza fissa dimora. In seguito alle segnalazioni, il comando della Polizia Locale, soprattutto negli ultimi giorni, ha effettuato più verifiche sia durante il giorno che in orario serale. Suggerisco all’amministrazione di abbassare, nei limiti della legge, le richieste economiche per consentire la vendita dell’edificio, al fine di riqualificare poi la struttura e di restituire decoro al quartiere”.

Alberto Bruzzone

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