/ Politica

Politica | 12 settembre 2020, 18:25

L’“Onda” del comitato 'Lungomare Canepa' arriva negli uffici del sindaco [FOTO]

I rappresentanti dei residenti della zona di Sampierdarena hanno presentato nei giorni scorsi all’amministrazione comunale il progetto di rigenerazione urbana: si chiama ‘The wave’ ed è firmato dall’architetta Fiorenza Punta

L’“Onda” del comitato 'Lungomare Canepa' arriva negli uffici del sindaco [FOTO]

Quando un comitato cittadino non si ferma alla fase della giusta e sacrosanta protesta per difendere i suoi diritti, ma riesce a includere nella sua battaglia anche una parte propositiva di elevatissima qualità, allora diventa un Comitato con la C maiuscola, perché saper proporre soluzioni, dopo aver messo l’accento sui problemi, non è cosa da tutti, ma solo da quelle organizzazioni di cittadini che sono, indubbiamente, le migliori.

Nei mesi scorsi, come raccontato anche sulle pagine di questo quotidiano online, il comitato 'Lungomare Canepa' ha lanciato un concorso di idee, attraverso i propri canali social e non solo, volto a proporre progetti per la riqualificazione di quel tratto di viabilità urbana che collega la strada a mare con l’elicoidale e che è risultato, nei quasi due anni di assenza del ponte sul Polcevera, uno dei punti più trafficati d’Italia, senza alcuna protezione per i palazzi antistanti, né dal punto di vista del rumore, né dal punto di vista dello smog. Ora che c’è il nuovo Ponte di Genova, non è che la situazione sia troppo migliorata, perché comunque lungomare Canepa rimane arteria nodale. Quello che deve assolutamente migliorare, invece, è l’impatto di questa strada rispetto ai residenti, in quanto i cittadini hanno il pieno diritto a una migliore vivibilità, il pieno diritto a poter stare nelle loro case alle stesse condizioni con cui ci sta gran parte del resto della città.

Il concorso, che si avvalse sia di una giuria popolare che di una tecnica, formata pure da operatori della comunicazione (anche ‘La Voce di Genova’ venne piacevolmente coinvolta), vide classificarsi al primo posto la proposta redatta dall’architetta Fiorenza Punta. E proprio questo progetto, nei giorni scorsi, è stato presentato ufficialmente all’Amministrazione Comunale, attraverso un incontro tra Silvia Giardella e Fabio Valendino, rispettivamente presidente e responsabile documentale del Comitato, la stessa architetto Fiorenza Punta e il sindaco di Genova Marco Bucci, accompagnato dai due assessori Pietro Piciocchi e Matteo Campora, rispettivamente delegati per i Lavori Pubblici e per la Mobilità.

“Il comitato - racconta Giardella - ha illustrato, insieme ai professionisti che lo affiancano, i problemi vissuti dagli abitanti della zona e le fattive soluzioni tecniche per risolverli. In particolare, è stato dato ampio spazio alla descrizione del progetto dell’architetto Fiorenza Punta, vincitrice del concorso indetto dal nostro Comitato, il quale ambisce a una riqualificazione vasta del territorio, nonché qualitativamente apprezzabile. Da parte sua, il Sindaco si è dimostrato interessato alle proposte, ravvisando la centralità della criticità acustica”.

Secondo il comitato “i dettagli tecnici ed economici dell’auspicabile intervento saranno approfonditi congiuntamente entro alcune settimane, in un tavolo tecnico dedicato. È nostro auspicio che l’Amministrazione voglia integrare la tutela acustica con la rigenerazione di un territorio, quello di Sampierdarena, che nel recente lockdown ha dimostrato di essere profondamente inadeguato al benessere degli abitanti. Il pressoché totale asservimento del territorio alle molteplici funzioni viabili, di parcheggio, commerciali e portuali lo rende di fatto inospitale agli abitanti, privandoli di qualunque possibilità ricreativa, tanto più a causa della decadenza e incoerenza delle scarse aree pubbliche. Il progetto di Fiorenza Punta sarebbe una rivoluzione copernicana per un territorio che da quasi un secolo assicura fondamentale fonte di ricchezza alla città”.

All’incontro sono intervenuti anche l’ingegner Giovanni Brero, in qualità di esperto in acustica, e l’avvocata Alessandra Costa in rappresentanza degli abitanti e dei loro diritti, ed infine sono state consegnate al sindaco Bucci le tavole progettuali della seconda classificata, la designer Loredana Villanacci (InteriorDesigner Villanacci) e dell’ingegnere e architetto Iacopo Gibelli.

Il sindaco ha apprezzato le soluzioni prospettate, ritenendo di poterle includere nel novero delle possibili soluzioni. “Bucci - osserva Giardella - ha poi escluso che l’assetto a sei corsie di lungomare Canepa possa subire variazioni, confermando che questa viabilità è autonoma rispetto al viadotto sul Polcevera ed assumerà una centralità via via crescente con il prossimo ampliamento del porto e con il potenziamento dei traffici portuali e croceristici”. Anche per questo non si può continuare a far finta di nulla e la situazione di queste abitazioni adiacenti va risolta una volta per tutte.

Il progetto dell’architetto Fiorenza Punta si chiama ‘The wave’, parola che in inglese significa ‘onda’, e come già scritto da questo giornale “nasce dall’esigenza degli abitanti di proteggersi dall’inquinamento atmosferico e acustico, ma permette anche di rigenerare lo spazio e creare collegamenti cittadini ‘rammendando’ quello che è già esistente”.

La galleria, infatti, pensata in legno lamellare e dall’andamento sinuoso - ricorda le architetture di Renzo Piano, ma anche di Zaha Hadid o il progetto del ponte sulla Senna di Rescubika - diventa un percorso fruibile a piedi e in bicicletta, che si snoda da lungomare Canepa alla Lanterna e alla Fiumara, ma potenzialmente anche oltre, fino a prevedere un accesso alla zona portuale. E poi ancora spazi verdi, una serie di servizi e attività commerciali che attirino non solo chi vive a Genova, ma anche il turismo.

Tempi e costi per un progetto di rigenerazione urbana di questo tipo? “Si tratta di circa 20 milioni di euro e di due anni di lavoro al massimo - conclude Giardella - per un progetto snello, utile alla salute ed esteticamente bello, che non interromperebbe il traffico stradale, che non richiede di smantellare ciò che già esiste e che comporterebbe un risparmio”.

C’è proprio bisogno di un’onda per spazzare via anni di degrado, ce n’è proprio un gran bisogno.

Alberto Bruzzone

Ti potrebbero interessare anche:

Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore|Premium