"Soldi pubblici spesi per fare attività di dossieraggio": è questa l'accesa che Davide Natale Consigliere e segretario regionale del Pd ha mosso al presidente della regione Marco Bucci in relazione al caso legato al Secolo XIX, preannunciando di rifarsi al giudizio della Corte dei conti.
“Non si possono tenere insieme due posizioni- dice Natale - da un lato esprimere solidarietà ai giornalisti e, dall’altro, considerare normale quanto è accaduto. Bisogna scegliere da che parte stare: o con la libertà di stampa, o con la pressione e la prevaricazione. Quando si distorce la verità, quando si arriva alla menzogna, si rompe inevitabilmente il rapporto di fiducia con i cittadini”.
“Ma c’è un punto ancora più grave- sottolinea Natale - quello dell’utilizzo delle risorse pubbliche. Non è accettabile che risorse che appartengono a tutti i cittadini vengano impiegate per finalità che nulla hanno a che vedere con l’interesse pubblico, ma piuttosto con la costruzione di operazioni politiche o di pressione nei confronti dell’avversario”.
Poi l'attacco sul fatto che lo staff della giunta sia stato impiegato per elaborare il presunto dossieraggio: "Le risorse pubbliche devono essere utilizzate per rispondere ai bisogni dei cittadini, non per alimentare pratiche opache o attività di dossieraggio. Per questo riteniamo necessario investire della questione gli organi competenti, perché sia fatta piena luce. Le regole della democrazia non possono essere piegate da chi detiene il potere e dispone di strutture e strumenti istituzionali per fini impropri. Questa vicenda rappresenta una vergogna”.
C’è infine un ultimo punto "altrettanto grave - conclude Natale - il danno arrecato all’immagine della nostra Regione. Con questo comportamento si espone l’intera comunità a una figuraccia a livello nazionale, per responsabilità di chi oggi la rappresenta. È un punto politico pesantissimo: un Presidente che tenta di influenzare in modo improprio l’informazione arreca uno schiaffo ai cittadini che dovrebbe rappresentare”.
"Ribadiamo con forza la necessità di fare piena chiarezza su una vicenda che riteniamo grave e che coinvolge direttamente il comportamento di chi governa". Così afferma Armando Sanna, il capogruppo del PD Regione Liguria. E ancora: "Abbiamo ascoltato le parole del Presidente, ma proprio per tutelare l’immagine della Liguria chiediamo che quanto emerso venga discusso apertamente e senza ambiguità. Preoccupa il tentativo di minimizzare i fatti, mentre è evidente che la vicenda ha assunto una rilevanza che va oltre i confini regionali. Ancora una volta la Liguria finisce sotto i riflettori a causa di quanto accaduto. Non dovremmo essere qui a discutere di questo, ma dei problemi reali dei cittadini e invece siamo costretti a farlo, esercitando un ruolo di controllo che ci compete e che continueremo a svolgere fino in fondo".
Quando la politica "si allontana dalle istituzioni e dai cittadini, cresce la sfiducia. Per questo continueremo a chiedere trasparenza, verità e rispetto, a partire da un tema preciso già sollevato: la legittimità nell’utilizzo delle strutture e delle funzioni pubbliche. Per queste ragioni annunciamo la presentazione di un esposto e di un ordine del giorno in cui condanniamo fermamente ogni forma di attività di monitoraggio, pressione, condizionamento o delegittimazione nei confronti di testate giornalistiche e giornalisti posta in essere attraverso uffici, strutture o risorse dell'amministrazione pubblica regionale. Ed esprimiamo lanostra grave preoccupazione per la reiterata inadeguatezza del Presidente della giunta nel garantire il rispetto dei principi di trasparenza, legalità e corretto esercizio del potere pubblico”, conclude Sanna.
Bucci: "Noi parte lesa di questa vicenda”
“Intervengo oggi per riferire con chiarezza e senso istituzionale su una vicenda che per come è stata raccontata, se fosse vera, cosa che non è, avrebbe toni molto gravi, il presunto monitoraggio nei confronti del secolo XIX. Lo dico con nettezza: questo caso non esiste”. Ha aperto il suo intervento il presidente di Regione Liguria, Marco Bucci, in occasione della seduta del consiglio regionale.
E ha aggiunto, replicando agli interventi: “Smettiamola di mettere in bocca parole non dette, come chi dice che scrivo certe cose che abbiamo smentito regolarmente. Questa questione è diventata politica e strumentale e io non ci sto, non è il nostro stile. Si dice che abbia perso credibilità i liguri, specialmente su social, dicono esattamente il contrario. Ho la coscienza a pulita. Sono presidente della Regione e non rinuncio diritto e dover e riportare quando un'informazione non è corretta e equilibrata, Non è abuso di potere. Ricordate cosa ha detto un presidente di regione Claudio B orlando nel 2014 a un giornalista? Queste cose mi sembrano estremamente più agressiove, quindi guardatevi nel vostro partito”.














