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Cronaca | 25 settembre 2020, 17:10

Sporcizia e degrado sul lungomare di Pegli: anche i volontari ora perdono la pazienza (FOTO)

Dopo l’ennesima pulizia nella zona del molo Ciarafoni il comitato ‘Pegli bene comune’ lancia un appello al Comune di Genova e Municipio VII Ponente: “Servono più controlli, non ci giriamo dall’altra parte ma così è tutto inutile”

Sporcizia e degrado sul lungomare di Pegli: anche i volontari ora perdono la pazienza (FOTO)

Alla mattina i pegliesi di buona volontà ripuliscono, alla sera gli incivili tornano a sporcare, senza soluzione di continuità, il problema è che le persone di buona volontà stanno iniziando seriamente, e comprensibilmente, a stufarsi degli incivili che lordano, e cominciano a far sentire la loro voce e a chiedere un intervento più serio, puntuale e concreto da parte delle istituzioni, Municipio VII Ponente da una parte e Comune di Genova dall’altra.

Il luogo è il molo Ciarafoni ovvero quel pennello che da largo Calasetta si spinge verso il mare toccando la piscina da una parte e la sede della Rari Nantes Pegli dall’altra, tutte le sere e tutte le notti questo ritrovo, denominato fungo per via della forma dell’installazione che si trova al centro, viene lasciato da chi lo frequenta in uno stato inqualificabile: lattine, bottiglie di vetro, bottigliette e brick di plastica, cicche di sigarette, cartacce, sia sull’asfalto che nella vegetazione sottostante. Un tappeto d’immondizia che al mattino viene raccolto: se ne sono occupati e se ne occupano regolarmente i volontari del comitato ‘Pegli bene comune’, ma anche semplici cittadini o i soci della Rari Nantes o, ancora, i lavoratori socialmente utili dell’ex Ilva; facendo il lavoro che spetterebbe alla nettezza urbana ma soprattutto facendo un lavoro che potrebbe anche essere superfluo se ci fosse maggiore educazione, rispetto e senso civico.

È troppo comodo avere i ‘camerieri’ che puliscono: troppo comodo per gli incivili ma anche per chi amministra perché così non si risolverà mai il problema, ma siccome la pazienza è ampiamente esaurita nei giorni scorsi il comitato ha deciso di non mandarle più a dire e di prendere una posizione. “Da qualche anno - si legge in un post su facebook - ogni estate molo Ciarafoni diventa un enorme tappeto di rifiuti, neppure gli scogli vengono risparmiati, scelti da qualche maleducato come pista da bowling dove lanciare bottiglie di vetro che nell’impatto si rompono in mille pezzi diventando fonte d’inquinamento e pericolo per i bambini che si avventurano in una passeggiata sul mare. Come volontari del comitato, insieme ai cassintegrati ex Ilva, abbiamo pulito più volte la zona col risultato di ritrovarla sempre nelle stesse condizioni di prima a causa della maleducazione di alcuni frequentatori che, a partire dal tardo pomeriggio, occupano le panchine e i muretti per una merenda o una bevuta tra amici, dimenticandosi di frequentare uno spazio pubblico e lasciandosi andare ai loro peggiori istinti in spregio al senso civico e alle più elementari norme di convivenza sociale”.

Ma a questo punto i volontari e i cassintegrati che negli ultimi anni si sono prodigati in più occasioni per restituire bellezza e decoro al molo Ciarafoni anche rischiando di tagliarsi coi vetri, sono “stanchi d’assistere ogni volta a questi atti di maleducazione ed inciviltà che, oltre a vanificare il lavoro offerto per amore del territorio, deturpano l’immagine di Pegli e della cittadinanza pegliese. S’invitano dunque Comune di Genova e Municipio VII Ponente a prevedere dei controlli delle forze dell’ordine lungo tutto il lungomare di Pegli, specialmente nella zona attorno a largo Calasetta dove si concentrano certi assembramenti in modo da scoraggiare e sanzionare quei comportamenti che ledono il decoro urbano e rappresentano un pericolo per l’incolumità dei più piccoli”.

Lo si era detto tante volte: non è che la buona volontà delle persone possa durare all’infinito, mancando sempre i validi supporti e i controlli, e siamo giunti a questo punto; il comitato osserva: “Forse bisognerebbe che noi volontari chiudessimo gli occhi facendo finta di non vedere per qualche settimana, ma non è nelle nostre corde”; però è ormai assolutamente necessario che le contromisure siano differenti e molto più energiche: controlli più frequenti? Telecamere? Un aumento dei cassonetti? Ci sono tanti modi per migliorare la situazione, basta soltanto sceglierne uno e metterlo in campo. Intanto proprio perché non è nelle corde di queste persone girarsi dall’altra parte nei giorni scorsi il comitato ha compiuto un lavoro di pulizia anche al Belvedere Salvi nella parte estrema di ponente del lungomare: pure qui sono stati riempiti sacchi di plastica, vetro e cicche. Quanto durerà? Non è giusto che la preziosità di questo lavoro venga vanificata.

Ci saranno volontari pronti a rimboccarsi le maniche solo fino a quando non verrà a mancare l’aspetto più importante, il rispetto, sia da parte dei cittadini giovani e meno giovani e sia da parte delle istituzioni: che nessuno disperda queste energie per favore perché poi il conto lo pagheremmo veramente tutti.

Alberto Bruzzone

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