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Cronaca | 26 settembre 2020, 14:04

Mascherina sempre obbligatoria in centro storico: paura e malcontento serpeggiano fra i commercianti

Gli esercenti temono che le misuredi sicurezza imposte dopo la scoperta di un focolaio nella città vecchia possano scoraggiare i clienti e spingerli a servirsi in altre zone del capoluogo ligure

Mascherina sempre obbligatoria in centro storico: paura e malcontento serpeggiano fra i commercianti

C’è preoccupazione tra i commercianti del centro storico di Genova, nei giorni in cui per ordinanza regionale è stato imposto l’obbligo di indossare la mascherina 24 ore su 24. Un provvedimento che, seppur condivisibile per contrastare l’aumento dei contagi, per alcuni rischia di vanificare gli sforzi fatti dalle attività della zona e dagli abitanti per uscire a fatica dai mesi bui del lockdown. La paura è che l’obbligo di indossare la mascherina, possa scoraggiare gli avventori del centro storico, zona già per qualcuno da non frequentare dopo certe ore, perché in mano allo spaccio e al degrado.

“Come in tutte le città, anche a Genova ci sono quartieri più a rischio, e il centro storico, per una serie di motivi, è uno di questi. Io però ho un’attività da molti anni e posso dire di non aver mai avuto alcun tipo di problema”, ci dice la titolare di un negozio in San Bernardo, “Il mio pensiero è quello di molti commercianti e abitanti della zona”, continua.

E in effetti è l’impressione che si coglie confrontandosi con chi il centro storico lo vive ogni giorno. “Io e molti altri miei colleghi siamo amareggiati, perché del centro si parla solo per fatti di cronaca come le risse o lo spaccio, ma vorremmo che si raccontasse delle cose belle, della vita nei vicoli durante il giorno, e non solo la notte”, si sfoga la titolare di un ristorante della zona.

La conseguenza di tutto questo è un deciso calo del fatturato, con l’incognita di quello che potrà succedere in inverno, quando l’allargamento dei dehor servirà a poco con pioggia e rigide temperature.

Eppure l’inventiva non manca da parte degli esercenti, che in queste settimane stavano preparando alcuni eventi, a cominciare dal pranzo di Ferragosto che quest’anno, seppur con le dovute limitazioni è stato fatto, e altri che purtroppo non vedranno la luce, come l’iniziativa in occasione del salone nautico. “Non abbiamo avuto neanche il tempo di definirla”, raccontano amareggiate.

Francesco Li Noce

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