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Attualità | 10 ottobre 2020, 09:10

Avvistare gli uccelli migratori sui fiumi: le tante iniziative della Lipu

Domenica, a partire dalle 8,30, è in programma un’escursione sulla sponda lavagnese del fiume Entella. Federica Bisanti: "Studiare le varie specie è anche un modo per comprendere i cambiamenti climatici"

Avvistare gli uccelli migratori sui fiumi: le tante iniziative della Lipu

Fare silenzio, imparare ad ascoltare la natura e indossare colori spenti. E, poi, lasciarsi trascinare dalla magia. Non serve molto, per poter andare a osservare gli uccelli migratori, però serve quanto di più essenziale: il rispetto verso di loro e verso il loro habitat.

Lo insegnano le guide specializzate della Lipu, ovvero la Lega Italiana Protezione Uccelli, che nel Tigullio è coordinata da Federica Bisanti. La Lipu è un’associazione benemerita perché non solo si occupa della tutela dei volatili e presta le necessarie cure agli uccelli feriti, ma si concentra pure sullo studio delle varie specie, il che consente di aggiornare le statistiche e gli annali e anche di avere un quadro molto prezioso in merito ai cambiamenti climatici. Volontari sì, ma con una precisa organizzazione e con delle precise regole da seguire.

Domenica prossima, a partire dalle 8,30 con raduno sulla sponda lavagnese del fiume Entella, è in programma una bella escursione per andare ad avvistare e a conoscere da vicino alcuni uccelli migratori. L’appuntamento è organizzato nel pieno rispetto di tutte le misure anti contagio e, per prenotarsi, occorre scrivere una mail all'indirizzo tigullio@lipu.it.

È uno degli eventi annuali del gruppo del Tigullio, che è nato nel 2012 e che rappresenta uno dei distaccamenti provinciali di una realtà che conta oltre trentamila associati a livello nazionale.

“Siamo reduci - afferma Federica Bisanti - dalla Eurobirdwatch, ovvero la giornata internazionale degli uccelli migratori, che si è svolta tra il 3 e il 4 ottobre scorsi. Si tratta di una rete europea per il monitoraggio e lo studio delle migrazioni dal Nord Europa verso l’Africa. Questo è il periodo clou, nel quale numerosissime specie si spostano verso i paesi caldi e l’Italia è da sempre considerata un ‘ponte’, ovvero una tappa di passaggio prima di arrivare a destinazione”.

Gli uccelli stazionano in prossimità dei grandi fiumi e, storicamente, l’Entella è meta di moltissimi passaggi e di moltissime soste. Per questo si tratta di uno dei luoghi più gettonati per quanto riguarda l’avvistamento e lo studio delle specie di migratori.

“L’Eurobirdwatch - prosegue Federica Bisanti - consente anche di creare e di implementare una banca dati in rete, grazie alla quale possiamo sapere che cosa accade in tutti i vari paesi. Dopo l’esperienza di Pavia dello scorso week-end, adesso ci possiamo concentrare sull’escursione sul ‘nostro’ fiume Entella. L’appuntamento è aperto ai soci della Lipu ma anche a chi non è iscritto. Di solito partecipano esperti ornitologi ma anche persone incuriosite dalla materia o che magari vogliono vedere dal vivo degli esemplari che hanno visto nei documentari o nelle fotografie”.

Fare bird watching non è semplice: bisogna scegliere i giusti orari e adottare i giusti comportamenti: “Gli uccelli che frequentano l’Entella sono abituati a un po’ di rumore, per via delle automobili e delle biciclette, ma certo non si deve esagerare. I momenti migliori per avvistare gli uccelli? D’estate intorno alle 21, d’inverno alla mattina presto”. L’uccello migratore è un’ottima sentinella per studiare i cambiamenti climatici: “Dieci anni fa - ricorda Federica Bisanti - gli uccelli giungevano dalle nostre parti in grossi stormi. Da alcuni anni, invece, arrivano a singhiozzo e tutto dipende dalle variazioni del clima”.

Qualche settimana fa, ad esempio, si è registrato un avvistamento assolutamente singolare. “Nei monti della Val d’Aveto è comparso un esemplare di Piviere tortolino, in migrazione dalla Tundra, dove nidifica, verso l’Africa settentrionale, per andare a svernare dopo una sosta sui nostri monti. L’ultimo avvistamento di questa specie registrato in questa zona risale al settembre del 2008 sul monte Aiona. Nonostante i suoi soli 60 centimetri di apertura alare, è un migratore per eccellenza oltre che una presenza molto importante dal punto di vista ornitologico e conservazionistico. Rientra tra le specie particolarmente protette della ‘Direttiva Uccelli’, perché minacciato anche dai più banali interventi antropici in montagna, come l’apertura di una strada forestale o di un impianto sciistico. Il Piviere tortolino è infatti una specie dalle esigenze ecologiche abbastanza complesse: predilige la tundra artica e l’alta montagna, con rocce affioranti e vegetazione bassa, evita, invece, aree troppo boscose. In Italia ambienti simili si trovano solo in alcuni settori alpini, dove questo piccolo trampoliere nidifica solo eccezionalmente: le pochissime coppie censite non sono più di 4-5 e, pur suscitando grande interesse conservazionistico, non rappresentano che lo 0,1% della popolazione comunitaria complessiva”.

Aggiornare le statistiche fa parte delle attività della Lipu. Poi, c’è anche l’aspetto più operativo. “Siamo - si legge nella presentazione della onlus - un punto di riferimento per la difesa della natura in Italia. Curiamo ogni anno più di quindicimila animali selvatici in difficoltà in numerosi Centri Recupero o di Primo Soccorso in varie parti d’Italia. Gestiamo trenta Oasi e Riserve dove la natura è protetta e la gente può visitarla, conoscerla, innamorarsene”.

La Lipu Tigullio è tra le più attive: “Ci teniamo molto - conclude Federica Bisanti - Sui vari fronti impieghiamo tutte le nostre risorse, che ci arrivano dal tesseramento, così come dalle donazioni e dalle offerte durante i vari banchetti. Ogni quindici giorni, usciamo con articoli di stampa che illustrano quello che facciamo. C’è poi anche la rivista nazionale dell’associazione”.

Avvistare gli uccelli è molto, ma molto più di un passatempo.

Alberto Bruzzone

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