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Cronaca | 16 ottobre 2020, 12:10

Covid, presidi del Tigullio: "Le scuole sono i luoghi più sicuri, occorrono però chiarimenti dalle Asl"

Finora 10 le classi in quarantena: ad un mese dall'apertura abbiamo intervistato i dirigenti scolastici degli Istituti Comprensivi di Chiavari, Rapallo, Sestri Levante e Carasco

Covid, presidi del Tigullio: "Le scuole sono i luoghi più sicuri, occorrono però chiarimenti dalle Asl"

Mentre nel Paese la curva dei contagi da covid19 cresce a ritmo esponenziale costantemente da quasi due settimane, e da pochi giorni anche a Genova si è registrato un aumento giornaliero di oltre 400 casi, le scuole continuano le lezioni in presenza ed il Governo per ora esclude loro chiusure con ritorno alla didattica a distanza. Ma qual è la situazione all’interno degli istituti del nostro territorio ad un mese dall’avvio dell’anno scolastico?

Nel Tigullio, attualmente sono 10 le classi in quarantena, e vedono coivolti gli istituti Della Torre ed “In memoria dei morti per la Patria” di Chiavari; il Natta-Deambrosis di Sestri Levante; la scuola materna San Benedetto, il liceo classico Da Vigo e l’istituto Liceti di Rapallo; le scuole medie di Gattorna, nell’entroterra, e l’istituto alberghiero Marco Polo di Camogli. Sono invece tornati a scuola gli alunni della scuola Riboli di Lavagna, fermati la settimana scorsa per un temuto contatto con un contagio poi smentito dagli accertamenti clinici.

E’ stato l’istituto Liceti di Rapallo la prima scuola della riviera di levante a dover fronteggiare le conseguenze del contagio tra alunni e professori, organizzando lezioni online anche sia per le classi colpite sia per quelle a cui sono venuti a mancare i docenti in aula. Le scuole sono luoghi piuttosto sicuri; rischi e problemi sorgono invece fuori, in relazione ad esempio alle attività sportive”, dichiara il preside dell’Istituto Comprensivo(infanzia/primaria/secondaria di I grado) della cittadina, prof. Giacomo Daneri, che ci illustra le molteplici misure di prevenzione adottate: differenziazione delle vie d’ingresso e scaglionamento degli orari d’uscita; distanziamento nelle classi (1 m tra i banchi e tra cattedra e prima fila) e nei pressi dell’entrata; registrazione per uscite ai servizi igienici; sanificazione dei locali tramite macchine di nebulizzazione e vaporizzazione; obbligo di mascherina negli spazi comuni; misura della temperatura.

Se la febbre risulta oltre i 37,5°C, si effettuano più misure ed in caso di conferma si contattano i genitori, cui si raccomanda la visita dal pediatra. Finora nella nostra scuola non si sono verificati casi di positività; qualche famiglia preferisce comunque tenere a casa i figli ed in questo caso garantiamo lezioni a distanza, ma si tratta di pochi casi”, spiega Daneri, che aggiunge come si siano mostrati generosi di aiuto sia i genitori sia la cittadinanza, con donazioni di materiale igienico e la realizzazione di un porta-mascherina.

Concorda sulla sicurezza delle scuole anche la preside dell’Istituto Comprensivo Carasco e Valli, prof.ssa Felicita Foglia, che a riguardo precisa: “Le misure devono essere rispettate scrupolosamente, ed occorrono referenti che effettuino un monitoraggio quotidiano, insieme a docenti e collaboratori scolastici. La procedura deve essere regolarizzata con una comunicazione costante e chiara: a questo scopo abbiamo incrementato il numero di collegi-docenti e le riunioni con i genitori”. A Carasco per la scuola secondaria l’unità oraria delle lezioni è stata ridotta a 50 minuti (ci sarà recupero in futuro, come previsto dal d.p.r 275/1999), in quanto non è più prevista la possibilità di sostare nei corridoi durante la ricreazione. Gli alunni della primaria utilizzano invece gli ampi spazi all’aperto di cui l’istituto è dotato. E’ inoltre garantita, sulla base delle linee-guida del ministero, assoluta separazione tra l’infanzia e gli altri ordini di scuola, per cui sia gli ingressi sia la mensa non sono più in comune.

Le maggiori problematicità riguardano la collaborazione con le ASL: sono necessari chiarimenti perché le direttive cambiano di continuo, soprattutto sull’eventuale quarantena”, lamenta la dirigente Foglia, che si fa portavoce anche delle segnalazioni dei genitori sul pericolo di assembramenti all’interno dei pulmini.

Incomprensioni nella trasmissione delle direttive vengono sottolineate, inoltre, dalla prof.ssa Manuela Carli, preside dell’Istituto Comprensivo Della Torre di Chiavari, dove, come detto, si sono avuti casi positivi, con conseguente quarantena di singoli alunni ed isolamento fiduciario dell’intera classe (caso nel quale è prevista la didattica digitale integrata). “In generale la risposta degli alunni alle misure è stata buona, grazie alla sensibilizzazione operata dai docenti”, dichiara tuttavia soddisfatta la preside.

All’unisono, tutti i dirigenti scolastici sentiti denunciano il problema della mancanza di docenti, che devono ancora essere individuati dall’Ufficio Scolastico provinciale. Ciò ha determinato l’adozione dell’orario ridotto per la scuola secondaria di primo grado, e tale situazione permane a tutt’oggi, benché l’emergenza sanitaria abbia causato un aumento di insegnanti necessari. Su questo aspetto, in particolare, insiste Donatella Arena, dirigente dell’Istituto Comprensivo di Sestri Levante, che conta 1500 alunni ed 11 plessi: “ Nella scuola dell’infanzia abbiamo suddiviso la classe e chiesto 11 insegnanti in più. Mancano anche i collaboratori scolastici: avevamo fatto domanda per 25, sono arrivati solo 11”. L’istituto di Sestri può contare sull’ampliamento delle aule effettuato durante la pausa estiva, così come sui necessari presisi sanitari.

Risulta infatti adeguata, affermano i presidi, la fornitura di mascherine chirurgiche, che sono inviate dal ministero ogni settimana. Non sono ancora disponibili, invece, i banchi monoposto.

Alessandra Oneto

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