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Attualità | 13 novembre 2020, 10:50

Pegli: trentamila abitanti e uno stato civile che non funziona, il Comune: "Manca il personale”; il Municipio: “Mandate reiterate richieste"

Palazzo Tursi accusa l’ex circoscrizione di non aver avvisato, ma in realtà sono anni che dagli uffici di Voltri partono appelli che non sono quasi mai stati presi in considerazione: così ci rimette la cittadinanza

Pegli: trentamila abitanti e uno stato civile che non funziona, il Comune: "Manca il personale”; il Municipio: “Mandate reiterate richieste"

Una delegazione di quasi trentamila abitanti priva di alcuni essenziali servizi alla persona, per quanto riguarda le pratiche dello stato civile. Succede a Pegli, nel Ponente genovese, e il problema della mancanza di personale nelle sedi distaccate del Municipio è endemico, non si può semplicemente né semplicisticamente addebitare allo smart working né alle limitazioni imposte dalle normative anti Covid-19.

Endemico e più volte segnalato dal Municipio al Comune di Genova, anche negli anni passati, ma con riscontri limitatissimi, se non del tutto inesistenti. Così finisce com’è finita: che alcuni uffici pegliesi dello stato civile, in particolare quelli per le pratiche di pre-riconoscimento, denuncia di nascita e denuncia di morte, servizi che non possono essere erogati online, ma solo ed esclusivamente di persona, per quanto previa appuntamento, sono chiusi a causa di carenza di organico e chiunque avesse bisogno deve per forza rivolgersi agli uffici di Voltri. Si fa presto a dire di ‘limitare gli spostamenti’, di non allontanarsi da casa, di proteggere le fasce più deboli: poi la realtà è molto ben diversa, quando non nettamente contraria. Succede a quella politica che sta un po’ troppo sui social e un po’ poco sul pezzo: così si finisce nel gorgo dell’annuncite, ma non si risolvono i problemi.

La questione è seria ed è stata trattata ieri in Consiglio Comunale, attraverso un’interrogazione a risposta immediata che la capogruppo del Partito Democratico, Cristina Lodi, ha rivolto alla Giunta Bucci: “A causa della chiusura dell’ufficio di stato civile della delegazione di Pegli, in via Pallavicini 5, dedicato ai pre-riconoscimenti dei nascituri, alla presentazione delle denunce di nascita o di morte, a partire dallo scorso 3 novembre i cittadini devono recarsi a Voltri, per la mancanza del personale necessario, richiesto più volte dal Municipio. Quali azioni l’amministrazione comunale intende intraprendere per ripristinare il suddetto servizio?”.

A rispondere alla consigliera del Pd è stato l’assessore comunale con delega al Personale, Giorgio Viale: “Ho fatto un approfondimento sul caso specifico e le comunico che nell’ufficio di Pegli ci sono sei dipendenti e due stanno per andare in pensione e stanno utilizzando le ferie residue prima del pensionamento. In questo momento i due dipendenti che si occupano dei certificati di stato civile sono entrambi malati e lo sportello è stato chiuso dal Municipio”.

Secondo l’assessore Viale, “la dirigente non ha richiesto rinforzo per quello sportello in precedenza. Abbiamo creato una task force per sopperire a queste situazioni, ma è specializzata sulle carte di identità e non sullo stato civile. Inoltre le ultime assegnazioni di personale sono state fatte sull’ufficio di Voltri e non su Pegli e per quanto riguarda i nuovi arrivi stiamo procedendo all’assunzione di personale tecnico. Procederemo anche all’assunzione di personale amministrativo”.

Cristina Lodi accusa: “Ancora una volta l’assessore Viale scarica le responsabilità sul Municipio, che invece non ne ha. La scelta politica di questa amministrazione, nel depauperare i Municipi del personale, è ovvia. Ho chiesto una Commissione sulla situazione del personale municipale alla presenza di tutti i presidenti, in modo da fare chiarezza”.

La versione della Giunta Bucci è smentita anche dal presidente del Municipio VII Ponente, Claudio Chiarotti, che parla di “reiterate richieste di integrazione del personale alla competente Direzione del Comune di Genova, stante anche la situazione emergenziale sanitaria in corso, fatte da me di concerto con la dirigente municipale”.

E il VII Ponente si dice pronto a mostrare tutta la documentazione comprovante le avvenute richieste. D’altra parte, non c’è motivo di non crederci, visto che i ‘reiterati appelli’ si sono susseguiti nel corso degli anni, quando il Covid-19 non esisteva neppure. Ad esempio, solo per citarne uno, il 9 ottobre del 2018: “Non scopriamo certo adesso che il personale è carente. E credo che riguardi un po’ tutti i Municipi - dichiarava Chiarotti - Ho perso il conto delle volte in cui l’ho fatto presente agli uffici comunali e ai colleghi di Tursi. Abbiamo chiesto a più riprese che alcuni impiegati venissero spostati a Ponente, in modo da poterci organizzare meglio. Ma non è mai successo nulla”.

Si inizia anche a perdere il conto delle volte in cui c’è un servizio che non funziona, o che non viene erogato. Si inizia a perdere il conto delle volte in cui si crea un disagio alla cittadinanza per incapacità organizzative. Forse smetterla con i rimpalli e mettere la testa sui problemi sarebbe la soluzione migliore. Certamente, la più gradita dalla cittadinanza.

Alberto Bruzzone

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