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Cronaca | 25 novembre 2020, 08:42

#spezzalecatene: l’hashtag lanciato da “Il centro per non subire violenza” per il 25 novembre

Una onlus nel cuore cittadino che si occupa di tutte le donne che hanno subito maltrattamenti

#spezzalecatene: l’hashtag lanciato da “Il centro per non subire violenza” per il 25 novembre

Il “Centro per non subire violenza” è una Onlus genovese che va incontro alle donne che nella loro vita sono esposte a violenza fisica, psicologica, verbale, sessuale ed economica. Durante il lockdown le richieste di aiuto per episodi di violenza domestica si sono quasi triplicati.

Secondo l’Istat in negli ultimi 6 anni in Liguria sono state circa 4000 le chiamate al numero antiviolenza 1522; si fa presto quindi ad intuire quanto il bilancio nei prossimi anni possa diventare drammaticamente elevato. Fortunatamente, esistono anche sul territorio genovese realtà consolidate che offrono supporto a chi subisce angherie, soprusi, vessazioni. 

Il “Centro per non subire violenza”  è una di queste. Il centro, come si legge nella pagina istituzionale, garantisce l’assoluto anonimato, risposta telefonica, colloqui individuali di counseling, consulenza psicologica, legale, civile, penale e notarile. La sede principale in via Cairoli è un luogo caldo ed accogliente.

La dottoressa Chiara Panero, coordinatrice del centro e di una casa rifugio della stessa Onlus, racconta: “Da giugno a ottobre abbiamo dato sostegno a circa mille donne. Durante il lockdown eravamo presenti in modalità virtuale, ma da quando abbiamo riaperto il 10 giugno, secondo le disposizioni del Dpcm, molte donne si sono recate qui con i propri figli in cerca di aiuto e con una denuncia”. 

Da questo momento si attuano diversi tipi di protocollo che vanno a tutelare le madri e i bambini.

“Abbiamo potenziato il numero di posti letto nelle case rifugio a indirizzo segreto e addirittura abbiamo acquistato nuovi spazi”, aggiunge la dottoressa.

Molti sono i laboratori che vedono al centro i minori che hanno assistito alla violenza, come ad esempio “giochiamo con le emozioni” o la teatroterapia. Prendono parte le mamme a “il gruppo per il cambiamento” percorsi per uscire dalla violenza e riappropriarsi della vita, ma questo non basta se non si ha l’opportunità di lavorare e sentirsi libere.

La dottoressa prontamente risponde: “Crediamo fortemente che le donne si possano sentire libere anche quando hanno un lavoro, in totale sicurezza lontane dal pericolo da cui sono scappate ed è per questo che abbiamo creato lo sportello del lavoro”. 

In occasione della giornata contro la violenza sulle donne sarà svolto in maniera virtuale un flashmob per sensibilizzare e fare prevenzione che porterà l’hashtag #spezzalecatene.

La Onlus però si occupa anche delle problematiche riguardanti la violenza su bambini e adolescenti, violenza che sia stata subìta o alla quale si sia assistito. Svolge attività di formazione, studio, raccolta dati sulla violenza contro le donne e i minori. Opera sul territorio della città di Genova e provincia in collaborazione con l’associazione nazionale D.i.Re (Donne in rete contro la violenza), con le istituzioni, gli altri centri antiviolenza e le associazioni affini per missione e obiettivi.

Il personale del centro è costituito da operatrici volontarie e professioniste della relazione d’aiuto, da avvocati e psicologi specializzati sul tema della violenza di genere e delle relative problematiche.

Chiara Manganaro

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