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Cronaca | 27 novembre 2020, 20:27

Novità nei criteri per la distribuzione dei buoni spesa destinati alle famiglie in difficoltà

A Genova sono stati assegnati 3 milioni e 52.000 euro

Novità nei criteri per la distribuzione dei buoni spesa destinati alle famiglie in difficoltà

La Giunta comunale ha deliberato i criteri e le modalità per la distribuzione dei buoni spesa destinati alle famiglie in difficoltà in conseguenza dell’emergenza Covid: si tratta dei fondi stanziati dal governo, 400 milioni di euro, da suddividere tra i comuni, a Genova sono stati assegnati 3 milioni e 52.000 euro.

La misura era stata disposta già a marzo e a Genova erano stati 19.347 i nuclei familiari che ne avevano usufruito, per questa seconda tornata il Comune stilerà un nuovo elenco di persone aventi diritto che terrà conto di un’integrazione dei criteri stabiliti in primavera; in ogni caso dovrà essere presentata una nuova domanda anche da parte di chi aveva ricevuto precedentemente il buono. L’amministrazione comunale – queste le novità – ha stabilito che potranno richiedere il buono le famiglie con un Isee in corso di validità inferiore o uguale a 20.000 euro e che i buoni varieranno da un minimo di settanta a un massimo di cento euro. La cifra varierà in base al numero totale di richieste pervenute.

“L’obiettivo – dichiara il consigliere delegato alle politiche sociali del Comune di Genova Mario Baroni – è di distribuire i buoni per l’ultimo week end che precede il Natale. La prossima settimana partiremo con la ricezione delle domande. Abbiamo deciso di ampliare la tempistica per la presentazione delle richieste: i cittadini avranno infatti dieci giorni di tempo per inoltrarle”. Per quanto riguarda l’introduzione dell’Isee il richiedente autocertificherà, utilizzando un apposito campo nel modulo, di avere un indicatore inferiore a 20.000 euro. Nella fase di formulazione dell’elenco degli aventi diritto, qualora risultasse un Isee superiore, sarà dato un congruo termine per poter presentare una certificazione aggiornata e attestare un indicatore attuale inferiore ai 20.000 euro.

“L’intenzione dell’Amministrazione – sottolinea Baroni – è di non escludere a priori nessuno, ma di dotarsi di un parametro di sbarramento oggettivo per dare una risposta quanto più possibile equa alla cittadinanza. Per quanto riguarda poi le persone che versano in stato di estremo bisogno sono previsti, a prescindere dai buoni spesa, altri strumenti di intervento da parte del sistema pubblico privato sulla base di un protocollo di intesa sottoscritto da Comune e Forum del Terzo Settore”. Il modulo di richiesta dovrà essere compilato solo on line sul sito del Comune di Genova (www.comune.genova.it) e si baserà su un’autocertificazione.

“Nei prossimi giorni – continua Baroni – avremo un incontro con Municipi e associazioni per prevedere dei punti ‘fisici’ su tutto il territorio cittadino dove ci si potrà recare per essere aiutati nella compilazione del form e per la spedizione. Ci faremo coadiuvare dagli enti del terzo settore che lavorano insieme a noi per evitare assembramenti e code”.

I richiedenti devono risiedere nel comune di Genova e la composizione del nucleo deve corrispondere ai residenti dell’indirizzo dichiarato. Criteri di priorità, definiti dal Comune, sono la presenza di minorenni o disabili nel nucleo familiare. Tenuto conto del potenziale alto numero di domande che potrebbero pervenire, ritenuto opportuno consentire al maggior numero di famiglie genovesi di poter accedere al buono alimentare, sono state confermate le seguenti soglie, il cui valore economico viene al momento espresso in quote: per i nuclei composti da una sola persona una quota; per due persone due quote; per nuclei composti da 3 a 5 persone 3 quote; per nuclei con più di cinque persone quattro quote.

"La bussola che guida la nostra azione amministrativa – sottolinea il vicesindaco Pietro Piciocchi – è aiutare concretamente i cittadini in un momento veramente difficile. In questo caso ci siamo attivati prontamente per la distribuzione dei fondi governativi e ringrazio gli uffici dei servizi sociali e della stazione appaltante per lo straordinario lavoro che è stato fatto in così poco tempo. Ricordo che in primavera il Comune di Genova aveva stanziato per i buoni alimentari anche fondi propri e si era attivato per reperire risorse anche grazie a donazioni di privati”.

Comunicato stampa

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