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Politica | 01 dicembre 2020, 17:37

Pra’, i comitati propongono un patto a Tursi per il rilancio del quartiere San Pietro

La richiesta, rivolta all’assessore ai Lavori pubblici nonché vicesindaco Pietro Piciocchi, riguarda quella che un tempo era la galleria commerciale delle ‘Lavatrici’: “Chiediamo degli spazi per il quartiere, almeno due negozi ed una sinergia con le strutture sportive”

Pra’, i comitati propongono un patto a Tursi per il rilancio del quartiere San Pietro

Una delle ultime volte in cui s’è parlato del quartiere San Pietro (questo è il nome ufficiale della zona anche se tutti la chiamano ‘Lavatrici’) sui media è stato in occasione della sparata del presidente regionale Giovanni Toti che aveva, assai incautamente, proposto di demolire tutto il complesso per avviare un percorso simile a quello della diga di Begato; un’ipotesi subito contrastata e completamente irrealizzabile visto che buona metà di questi quattro palazzoni è di proprietà privata; poi, come spesso avviene, del quartiere San Pietro non è interessato più nulla a nessuno, la bolla d’interesse s’è sgonfiata e i residenti sono rimasti da soli con gli stessi problemi di prima, quando non aumentati perché più non s’interviene sulle singole situazioni e più le cose sono destinate a peggiorare.

Ora però sono gli stessi cittadini che tornano a farsi sentire presso le istituzioni. E lo fanno con un documento che i due comitati attivi in zona, ovvero il Comitato Lavatrici di Pegli e Pra’ ed il Comitato San Pietro, rispettivamente presieduti da Stefano De Luigi e Davide Berli, hanno inviato in maniera congiunta all’assessore comunale ai Lavori pubblici nonché vicesindaco Pietro Piciocchi ed ai rispettivi uffici preposti indicando una serie d’intenti e proposte al fine di migliorare la vivibilità di tutto il quartiere. Il testo ha per oggetto: ‘Documento condiviso delle priorità e fabbisogno dei residenti del Quartiere San Pietro (Lavatrici) per l’uso dei locali della galleria di via Pavese 12’. Un tempo infatti in questa zona erano attivi alcuni negozi, il che era un prezioso servizio per le centinaia di famiglie che vi risiedono, ma era al tempo stesso anche un importante presidio in termini di decoro e sicurezza; ora invece tutti i fondi giacciono vuoti ed inutilizzati e secondo gli abitanti il rilancio complessivo deve partire proprio da qui, proprio da questo punto.

I cittadini chiedono a Tursi “un patto di collaborazione in favore del quartiere San Pietro, in sussidiarietà orizzontale tra comune di Genova, Asd Cerchio Blu come capofila e i due comitati”. Nel documento si ricorda che “la totalità degli impianti e delle utenze necessitano di revisione e di messa a norma: elettrica, idrica e di riscaldamento, con un’attenzione particolare all’efficientamento energetico ed eco compatibile. Vanno inoltre riqualificati i servizi igienici, suddivisi per genere e va valutato l’abbattimento delle barriere architettoniche”. Si propone di creare “almeno due attività commerciali da collocare in altrettanti locali o in porzioni di locale, da valutare in sede di opportuno sopralluogo. Le necessità e le richieste prioritarie dei residenti sono mirate a un banco ortofrutta e a un mini market generico, con prodotti di prima necessità. Considerando i due bandi andati deserti, è auspicabile un contratto di locazione a un costo del canone simbolico. I due comitati s’impegnano a trovare i locatari con i necessari requisiti commerciali e a istituire uno specifico comitato di gestione e controllo”.

A margine delle attività commerciali, e sempre nell’intento di restituire un po’ di tessuto dal punto di vista sociale, “è anche allo studio la creazione di un circolo ricreativo con somministrazione; questo avrà scopi e finalità di solidarietà sociale e sarà punto di riferimento aggregativo per i residenti del quartiere per vari tipi di eventi. Sarà inoltre utile per la promozione sociale di attività educative, ricreative, didattiche, dedicate ai minori e in favore degli anziani del quartiere: doposcuola, ludico-sociali, centri estivi, aiuto familiare legato alla pigrizia scolastica, forme di invecchiamento attivo, creazione di orti collettivi, gastronomia sociale, giochi educativi di gruppo, cene e pranzi sociali, corsi di formazione su prevenzione, sicurezza, furti in abitazione, distribuzione del pacco alimentare con prodotti di prima necessità familiare”.

Infine i due comitati intendono creare “una proficua collaborazione con l’associazione sportiva dilettantistica San Pietro, titolare dell’impianto di Rio San Michele, vicino ai giochi per i bimbi. Appoggeremo ogni loro sforzo per mantenere decorosi e fruibili i servizi sportivi, perché sono di fatto sinergici e integrati rispetto al Quartiere San Pietro”. De Luigi e Berli ringraziano tutte le persone che si sono prese a cuore le loro problematiche, a cominciare dal presidente del Municipio VII Ponente, Claudio Chiarotti, dai consiglieri municipali di maggioranza e da alcuni consiglieri comunali come Fabio Ariotti e Francesca Corso, oltre agli esponenti pentastellati Massimo Currò e Fabio Gabutti: “Ragioniamo senza colori politici e dialogando sempre con tutte le figure istituzionali, per portare avanti le problematiche annesse al nostro quartiere”.

Ed è l’atteggiamento mentale migliore oltreché il più serio per vedere centrati gli obiettivi e per vedere un futuro migliore che il quartiere San Pietro non solo merita, perché lo stramerita.

Alberto Bruzzone

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