La minoranza in consiglio regionale ligure ha convocato una conferenza stampa per chiedere al presidente della Regione Marco Bucci di riferire in aula sul presunto dossieraggio nei confronti della stampa. Le opposizioni hanno annunciato l’invio di una lettera con cui invitano formalmente il governatore a svolgere un’informativa durante la seduta del consiglio regionale prevista per martedì 17 marzo.
"Chiediamo a Bucci di venire in aula a riferire su quanto emerso: è un atto dovuto - ha detto il capogruppo del Pd Armando Sanna -. Se fosse confermato, saremmo di fronte a un fatto gravissimo: l’idea che il potere politico possa valutare il lavoro dei giornalisti sarebbe inaccettabile".
Durante la conferenza stampa, Sanna ha ribadito la richiesta di chiarimenti da parte del presidente della Regione. "Noi abbiamo chiesto la verità inviando in queste ore una lettera con cui chiediamo al presidente di venire in aula e spiegare cosa è accaduto. La verità la meritano i cittadini liguri. Chi svolge un ruolo istituzionale ha il dovere della trasparenza e quello che abbiamo visto in queste ore, il non detto anche nella conferenza stampa di ieri, non è accettabile. Ci aspettiamo che venga fatta piena chiarezza: la parola deve passare a Bucci dentro l’aula del consiglio regionale e lì ci sarà il confronto con le minoranze. Se il presidente Bucci ha mentito, ha mentito ai liguri e il patto di fiducia con i cittadini viene meno".
Sulla vicenda è intervenuto anche l’ex ministro ed esponente del Pd Andrea Orlando, che ha parlato di un fatto molto grave per le istituzioni liguri. "Ci troviamo di fronte a un fatto grave che getta discredito sulle istituzioni della Liguria, già messe a dura prova negli ultimi anni. Siamo di fronte a un tentativo, a nostro avviso evidente, di condizionare un organo di stampa. In passato ci sono già stati episodi che hanno sollevato dubbi sui rapporti tra istituzioni e informazione, ma questa vicenda rappresenta un tentativo di pressione al quale il Secolo XIX ha resistito, chiamando in causa anche questioni legate agli interessi dell’editore. È un fatto di enorme gravità".
Orlando ha poi sollevato dubbi anche sulle dichiarazioni rilasciate dal presidente della Regione nella conferenza stampa di ieri. "Resta poi il tema del rapporto con la verità. Attenderemo naturalmente le valutazioni della magistratura, ma se quanto emerso dovesse essere confermato significherebbe che nella conferenza stampa di ieri Bucci non ha detto la verità. E questo sarebbe ancora più grave, perché non parliamo di un semplice cittadino ma di un’autorità pubblica. Quando chi governa non dice la verità, questo si riflette anche su altre vicende, dall’andamento delle opere pubbliche alla gestione del debito: la trasparenza nei confronti dei cittadini viene messa in discussione".
Nel suo intervento Orlando ha affrontato anche il tema dell’eventuale utilizzo di risorse pubbliche per attività di monitoraggio della stampa. "C’è poi una questione che riguarda l’utilizzo delle risorse pubbliche: ci chiediamo se possa rientrare nell’attività istituzionale un monitoraggio quotidiano della stampa locale, a partire dal Secolo XIX, che non appare legato a funzioni istituzionali ma piuttosto a una campagna elettorale che si svolgeva in parallelo. Se così fosse, significherebbe che soldi pubblici sono stati utilizzati per monitorare una competizione politica, come quella per le elezioni comunali, alla quale Bucci peraltro non era candidato".
Per Orlando la vicenda si inserisce in un quadro più ampio di tensione tra politica e regole democratiche. "L’ultima parola spetterà alla magistratura, ma quello che emerge leggendo le ricostruzioni di questi giorni solleva molti interrogativi. Questa vicenda non nasce nel vuoto e si colloca dopo altre inchieste e processi che hanno riguardato esponenti del centrodestra ligure. Il punto è più generale e riguarda il rispetto delle regole democratiche. Dopo tutto questo serve un chiarimento: o verrà fornita una spiegazione convincente oppure bisognerà trarne le conseguenze".
Dura anche la posizione delle altre forze di opposizione. La consigliera di Avs Selena Candia ha parlato di "un problema di credibilità", mentre il consigliere della Lista Orlando Presidente Gianni Pastorino ha sottolineato che "il confronto deve avvenire nelle sedi istituzionali". Il consigliere del M5s Stefano Giordano ha espresso "preoccupazione per eventuali pressioni sui lavoratori pubblici", mentre il segretario regionale del Pd Davide Natale ha parlato di "un sistema che tenta di mascherare i fallimenti della destra attraverso il controllo della stampa".
Le opposizioni presenteranno inoltre un ordine del giorno che chiederanno di sottoscrivere alla maggioranza di centrodestra. Il documento impegna la giunta regionale a ribadire il rispetto dell’autonomia dei giornalisti e a garantire che nessuna struttura regionale venga utilizzata per attività di monitoraggio o raccolta di informazioni sulle testate. "A seconda delle risposte - ha concluso Sanna - valuteremo anche la richiesta di dimissioni".














