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Attualità | 19 gennaio 2021, 12:45

Ca’ Nuova, la funicolare di via Novella è nuovamente ferma. Da oltre un mese

L’impianto collega tutta una serie di palazzi con la sottostante via Montanella, dove c’è l’unico supermercato del quartiere. Filippo Bruzzone (A Sinistra) sollecita una soluzione: “Questo disservizio continuo non è più accettabile”

Ca’ Nuova, la funicolare di via Novella è nuovamente ferma. Da oltre un mese

Ci risiamo. La funicolare che collega via Montanella a via Novella, nel quartiere Ca’ Nuova, sulle colline tra Pra’, Palmaro e Voltri, è nuovamente ferma. E il disservizio dura da oltre un mese, senza che nessuno sia ancora intervenuto. E il servizio si protrae a singhiozzo ormai da anni, tra aperture e nuove chiusure, senza che nessuno abbia sinora trovato la soluzione definitiva.

È l’ennesimo problema non piccolo che ci si trova a vivere su queste colline, uno dei tanti della serie: palazzi senza riscaldamento, raccolta dei rifiuti che lascia spesso a desiderare, lo scarico abusivo degli ingombranti, un solo medico della mutua per migliaia di residenti, il cosiddetto ‘Ponte Blu’ che mostra uno stato di ammaloramento sempre più evidente, un solo supermercato nella parte bassa del quartiere e pochissimi negozi rimasti.

Quest’ultimo, in relazione alla funicolare, è uno dei tasti essenziali: perché avendo chiuso ormai due anni fa il punto ‘Ekom’ sulla piastra di via 2 Dicembre, quasi tutta la popolazione è costretta a scendere, per fare la spesa, al discount di via Montanella, a parte chi decide di andare presso le delegazioni sulla costa.

Ma per scendere in via Montanella, per l’appunto, è fondamentale poter contare sulla presenza dell’ascensore, soprattutto per quella popolazione anziana che non può permettersi di fare oltre duecento scalini a piedi. È vero che ci sono i mezzi pubblici, è vero che funzionano le consegne a domicilio, ma non è assolutamente più accettabile che questa funicolare non funzioni correttamente, perché un conto è offrire dei servizi alle persone, un altro conto è limitare la loro libertà di spostamento, specie in un momento già molto difficile a causa dell’emergenza sanitaria.

Servirebbe come il pane, mai tanto quanto ora, che l’ascensore fosse attivo: per evitare sovraffollamenti sui mezzi pubblici, ad esempio. Ma è dal 4 dicembre scorso che il cartello con la scritta ‘fuori servizio’ campeggia sul cancello dell’impianto, e sinora tutte le segnalazioni sono state disattese.

Chi deve intervenire? Chi se ne deve occupare? La competenza è di Arte, ovvero l’Azienda Regionale Territoriale per l’Edilizia della Provincia di Genova, ovvero l’ente proprietario della stragrande maggioranza degli immobili di Ca’ Nuova, ovvero l’ente storicamente più in difficoltà e più lento nel gestire le segnalazioni e le richieste d’intervento.

Difatti, l’ascensore di via Novella è da sempre uno degli emblemi di tutti questi ritardi. A sollecitare sul tema, ancora una volta, è Filippo Bruzzone, consigliere municipale al VII Ponente di A Sinistra, che ieri ha scritto l’ennesima mail a chi di dovere: “Sono con la presente a segnalare nuovamente, come ogni anno ormai, che la funicolare in oggetto risulta ferma. A seguito di ripetute segnalazioni e reiterati sopralluoghi, nonostante gli assessori competenti sia regionale sia comunale abbiano a più riprese assunto l’impegno di addivenire a una risoluzione del problema in oggetto, sono con forza a denunciare che la funicolare che collega via Montanella a via Novella risulta ferma dal 4 dicembre 2020, ossia più di un mese, senza che sia stato previsto alcun servizio sostitutivo e/o integrativo”.

Secondo Bruzzone, “non è più accettabile tale atteggiamento, che risulta dannoso nei confronti delle cittadine e dei cittadini di Ca’ Nuova. Resto tuttavia fiducioso che la vostra azione amministrativa sia improntata alla leale collaborazione, e che quindi, consapevoli che risulti necessario un celere riscontro alla presente, vogliate rispondere in tempo utile. In ultimo segnalo la presenza di mobili nel sedime della suddetta funicolare”.

È una storia infinita, tanto quanto quella dell’ascensore che collega via Cantore con l’ospedale di Villa Scassi, nella delegazione di Sampierdarena, pure questo fermo spesso e non volentieri. Ma se Genova è una città ‘verticale’, come ebbe a osservare mirabilmente qualche grande poeta, tanto più, allora, le funicolari dovrebbero esser sempre operative e andrebbe loro riservato un occhio di riguardo. Si fa presto a parlare di mobilità elettrica, di mezzi sopraelevati in Valbisagno, di navette nel Ponente genovese, di prolungamento della metropolitana a Sampierdarena e nei pressi dello stadio ‘Ferraris’. Ma non si farebbe presto e meglio a far funzionare ascensori utilizzati da centinaia di persone?e

Alberto Bruzzone

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