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Cronaca | 27 gennaio 2021, 16:40

Ristrutturazione del viadotto Bisagno: verso l'attivazione del tavolo Pris, ma occorre fare in fretta (FOTO)

La nuova denuncia del comitato di quartiere: "Ora l'elemento cruciale è il fattore tempo, stanno montando sopra le nostre teste le impalcature senza la rete di sicurezza che ci aspettavamo; dovevamo già essere in un luogo sicuro e invece siamo ancora qua"

Ristrutturazione del viadotto Bisagno: verso l'attivazione del tavolo Pris, ma occorre fare in fretta (FOTO)

Il Comune di Genova ha attivato con la Regione le procedure per dare vita a un tavolo Pris a Palazzo Tursi dedicato alla situazione dei cittadini che vivono al di sotto del viadotto autostradale Bisagno, costruito nel lontano 1967, interessato da lunghi e impegnativi lavori di ristrutturazione: le attività di cantiere rischiano di mettere in pericolo l'incolumità dei residenti della zona, dove solo qualche giorno fa in effetti sono "piovute" dal ponte delle passerelle in metallo, con tutta probabilità provenienti dal cantiere e buttate giù dal forte vento.

La legge regionale prevede infatti che sia possibile procedere all'esproprio degli immobili privati delle persone interferite dal cantiere con modalità di favore, così da riconoscere un indennizzo a fronte dei disagi patiti e la possibilità d un più agevole trasloco in altra zona.

Dopo una lunga battaglia del comitato Abitanti Sotto il Ponte Bisagno, preoccupati dalla modalità con cui il cantiere stava procedendo, oggi la situazione sembra andare verso una positiva evoluzione, visto che l'amministrazione civica ha attivato le procedure con la Regione per l'attivazione di un tavolo Pris che coinvolgerà, oltre alle istituzioni locali, gli abitanti del quartiere e Autostrade: l'obiettivo sarà quello di stabilire modalità e dettagli tecnici degli espropri, che dovrebbero gravare finanziariamente in gran parte sull'azienda che gestisce l'infrastruttura, ma la trattativa è ancora tutta da fare.

La procedura per il tavolo Pris è stata chiesta dal Comune solo lo scorso 21 gennaio, come reso noto dal vicesindaco Pietro Piciocchi nella sua risposta a una interrogazione proposta dal consigliere del Partito Democratico Alberto Pandolfo, che si è interessato alla questione stimolando la giunta a una presa in carico del problema.

Secondo la portavoce del Comitato, Chiara Ottonello, ora la cosa importante è fare in fretta, e consentire ai cittadini di trasferirsi in fretta: "Ci era stato prospettato che sarebbe stata montata una rete intorno al viadotto con l'inizio dei lavori per impedire la caduta di materiali, ma questo non è mai avvenuto. Noi in effetti ci siamo visti montare le impalcature al di sopra delle nostra testa senza alcun tipo di protezione e abbiamo paura che possano ripetersi fatti come la caduta di materiali, finora non si è fatto male nessuno ma la prossima volta potremmo non avere la stessa fortuna. La Regione sarebbe stata disponibile a partire con il tavolo Pris anche prima di Natale, ma la richiesta del Pris è arrivata dal Comune solamente il 21 gennaio. Il perché di questo ritardo lo devo ancora capire, ci saranno dei motivi politici dietro che mi sfuggono e mi piacerebbe comprendere per sapere con chi devo essere arrabbiata. In teoria ora noi dovremmo poter aver accesso a questo piano, anche se le modalità e i dettagli sono ancora tutti da definire in questo tavolo a cui parteciperanno il Comitato, Comune, Regione e Autostrade in qualità di concessionario. Aspettiamo urgentemente il via a questa trattativa e ci auguriamo che tutti si siedano al tavolo con buona volontà: noi nel frattempo continuiamo a vivere sotto un cantiere attivo, con tutti i rischi del caso, visto che sulle nostre teste stanno montando le impalcature senza protezioni. Avevamo detto che in questa fase noi avremmo voluto essere già andati via di qua, e invece siamo ancor fermi al punto di partenza".

"Bisogna fare il più presto possibile a mettere in sicurezza i cittadini da una parte e chi viaggia sul viadotto dall'altra, facendo convivere l'esigenza di sicurezza di chi passa sopra il ponte dell'autostrada con l'indergabile necessità di salvaguardare chi vive al di sotto dell'opera - aggiunge il consigliere Pd Pandolfo -. Il mio desiderio ultimo è quello di non  vedere mai più abitazioni sotto i viadotti e negli alvei dei fiumi, ma per raggiungere il risultato occorre darsi da fare in fretta".

Carlo Ramoino

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