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Attualità | 23 febbraio 2021, 12:53

Pra', esposto ad Autostrade per le barriere fonoassorbenti smontate e non ancora sostituite

I residenti di via della Torrazza, via Finale e via Durante scrivono al gestore della tratta attraverso lo studio legale dell'avvocato Santo Durelli; raccolte oltre cento firme, e anche la politica si mobilita

Pra', esposto ad Autostrade per le barriere fonoassorbenti smontate e non ancora sostituite

Mai più ci si sarebbe aspettati di tornare indietro, di dover nuovamente mettersi a lottare contro i rumori autostradali. Invece, in una delle tante situazioni che vanno al contrario, i residenti di via della Torrazzavia Finale e via Durante, nell’interno della delegazione di Pra', nel Ponente genovese, sono nuovamente al centro di un caso enorme di inquinamento atmosferico, perché sono ripiombati, di punto in bianco, alle condizioni di circa quindici anni fa, se non addirittura peggio, visti gli enormi aumenti dei volumi di traffico su questo tratto della A10.

Ma che cosa è successo di preciso? È successo che, nell’ambito di uno dei filoni d’inchiesta che riguardano la Società Autostrade e che hanno preso il via a seguito del filone principale, quello legato al crollo del Ponte Morandi, è stato accertato che molte delle barriere fonoassorbenti sui percorsi a pedaggio della Liguria non sono a norma. Così il tribunale ha imposto ad Autostrade la loro immediata rimozione. E, fra i punti più critici, c’è proprio questa zona all’interno di Pra’, dove l’autostrada taglia in due i nuclei abitativi e dove i terrazzi degli abitanti si trovano a pochissimi metri dalla viabilità.

Facile quindi immaginare che cosa sia successo, una volta che sono state smontate le barriere fonoassorbenti: un rumore infernale, a tutte le ore del giorno e della notte. Un rumore a cui queste persone, francamente, non erano più abituate. E che non meritano affatto.

Lo smontaggio delle barriere fonoassorbenti risale a circa un mese fa, ma a nessuno è dato sapere se e quando verranno sostituite con dei materiali più idonei e soprattutto a norma di legge. Senza alcuna risposta da parte del gestore autostradale, se non dei generici ‘vedremo’ e ‘faremo’, i cittadini di questa parte di Ponente hanno quindi raccolto più di cento firme nei giorni scorsi e si sono rivolti a un legale.

A occuparsi della questione, per conto di queste persone, è lo studio dell’avvocato genovese Santo Durelli, che è uno dei principali in tutta Italia per quanto riguarda le tematiche legate all’inquinamento acustico e relative normative. L’avvocato Michela Cucich, che fa parte dello studio e che conosce molto bene la situazione, nei giorni scorsi ha inviato una diffida scritta all’ufficio legale di Autostrade.

“La vostra società - si legge nel testo - ha recentemente provveduto alla rimozione di tutte le barriere da anni ormai presenti su entrambe le direttrici, sia verso Savona che verso Genova. Il disturbo causato dal rumore del traffico è dunque ripreso, giorno e notte, senza soluzione di continuità. La situazione è particolarmente grave”.

L’avvocato Cucich ricorda che “il tracciato autostradale lambisce l’abitato del Ponente cittadino, in molti casi addirittura a pochi metri dalle abitazioni. Il traffico sulla tratta, inoltre, è importante, anche a causa dei mezzi pesanti che lo percorrono per raggiungere i bacini portuali del genovesato, che hanno rilevanza per il trasporto mercantile di tutta Europa”.

Secondo quanto riferito, “gli abitanti hanno già chiesto chiarimenti in merito alle tempistiche necessarie per la risoluzione delle problematiche e la posa delle nuove barriere fonoassorbenti, ma nessun riscontro certo è stato dato. Nel contempo, i cittadini sono esposti a immissioni acustiche fortemente disturbanti e la situazione non potrà che peggiorare, sino a farsi drammatica, con l’arrivo dell’ormai prossima stagione primaverile ed estiva”.

Si invita quindi Autostrade “a ricollocare le barriere e a comunicare il cronoprogramma dei lavori. In difetto, trascorsi trenta giorni, i diritti degli abitanti verranno tutelati in ogni sede competente”, compresa la richiesta di risarcimento dei danni. Seguono le raccolte di firme da parte dei cittadini.

Nel frattempo, si muove anche la politica. Dell’argomento si è occupato il consigliere regionale della LegaSandro Garibaldi: “A seguito dell’inchiesta sulle barriere antirumore delle autostrade, aperta nel dicembre scorso dalla Procura della Repubblica di Genova, su diverse tratte liguri è avvenuta la rimozione di parte dei manufatti fonoassorbenti. Tuttavia, al momento i pannelli rimossi non sono ancora stati sostituiti da quelli nuovi o da altre analoghe barriere, con la conseguenza che l’inquinamento acustico è tornato agli inaccettabili livelli di prima”.

Secondo Garibaldi, “si tratta quindi di una beffa in danno di molti liguri, che giustamente continuano a lamentarsi per il grave pregiudizio alla qualità della loro vita quotidiana. Pertanto come Lega abbiamo presentato un ordine del giorno che impegna la Giunta Regionale ad attivarsi presso i soggetti competenti, al fine di sollecitare un celere intervento di sostituzione dei pannelli rimossi e, anche in considerazione dei danni arrecati ai liguri, di richiedere l’installazione di nuove barriere antirumore pure nei tratti autostradali della nostra regione che ne risultano sprovvisti”. Autostrade dia un segno di vita. Che non sia solo e soltanto rumore.

Alberto Bruzzone

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