Un’ondata di caldo fuori stagione, con temperature destinate a salire rapidamente anche in Liguria e un picco atteso tra lunedì e mercoledì. A spiegare cosa accadrà nei prossimi giorni è Paolo Bonino, meteorologo di Limet Liguria, che parla di una rimonta anticiclonica imponente, capace di coinvolgere gran parte dell’Europa e di portare valori termici decisamente anomali per la fine di maggio.
"Siamo davanti a un’ondata di caldo che, per la fine di maggio, è veramente fuori da ogni senso e logica", spiega Bonino. Il massimo del caldo, precisa, non riguarderà soltanto la Liguria, ma soprattutto la pianura Padana e una vasta fetta del continente europeo: "Questa alta pressione è veramente immensa. Sta rimontando in queste ore, ma l’apice della sua forza lo avremo indicativamente tra lunedì e mercoledì, quando questa figura anticiclonica prenderà tutta l’Europa. Secondo me farà cadere anche molti record termici per la fine di maggio, anche in Francia, Germania e soprattutto in Spagna, che verrà presa in maniera violenta da questa ondata di caldo".
La Liguria, come spesso accade, farà però storia a sé per la presenza del mare, che in questa fase conserva ancora temperature relativamente fresche, intorno ai 17-18 gradi. "Il mare al momento è ancora fresco e mitiga le zone prospicienti, con la brezza che anche oggi sta un po’ contenendo le temperature lungo la costa", osserva Bonino. Diverso il discorso per l’entroterra, dove i valori stanno già salendo: "Nelle aree interne ci sono già 25-26 gradi alle spalle di Genova, di Savona e fino allo Spezzino".
Il cambio di passo arriverà nel fine settimana. Sabato la brezza marina dovrebbe resistere almeno lungo la stretta fascia costiera, ma le zone immediatamente interne inizieranno già a risentire in modo più marcato del caldo. "La brezza di mare verrà un po’ stoppata perché arriveranno correnti discendenti dall’Appennino. L’alta pressione andrà a porre i suoi massimi a nord delle Alpi e questa disposizione barica fa sì che le brezze siano invalidate lungo la fascia costiera", spiega il meteorologo.
"Domani la stretta fascia costiera avrà ancora il beneficio di un po’ di brezza, mentre le zone immediatamente più interne, come Manesseno, Campomorone, le aree alle spalle di Savona o la zona del Santuario di Cadibona, non potranno usufruire della brezza di mare e avranno temperature già attorno o sopra i 30 gradi", aggiunge Bonino. Lungo la costa, invece, sabato la salita dei termometri dovrebbe essere ancora parzialmente frenata.
Domenica, però, la situazione potrebbe cambiare anche sul litorale. "I venti di compressione da nord tenderanno a intensificarsi e probabilmente raggiungeranno anche la costa. Domenica anche la costa potrebbe essere interessata da questi venti di caduta dall’Appennino, che tendono a surriscaldarsi", prosegue Bonino. Il meccanismo è quello della compressione dell’aria: "È un po’ quello che succede quando si gonfia la ruota di una bici e l’estremità della pompa diventa calda: ogni volta che una massa d’aria si comprime, libera calore".
Il risultato, secondo Limet, potrebbe essere una vera e propria accelerazione estiva. "Le correnti saranno già calde di per sé e, con questo doppio effetto, domenica l’estate potrebbe esplodere in maniera virulenta lungo la fascia costiera. È possibile che salti qualche record per l’ultima decade di maggio, perché le temperature potrebbero schizzare sopra i 30 gradi anche in costa", sottolinea Bonino.
Il meteorologo collega questa fase anche al quadro più ampio del cambiamento climatico. "Queste rimonte anticicloniche sull’Europa e sul Mediterraneo non dovrebbero neanche esistere. Ci sono perché purtroppo il clima sta prendendo una deriva non bella, dovuta al cambiamento climatico e al global warming", dice Bonino. "Questi anticicloni sono l’espressione di questo cambiamento climatico, così come lo è il fatto che l’inverno ormai quasi non esista più. L’estate siamo sempre più soggetti a questi anticicloni che sono dei mostri, inglobano tutta l’Europa e fanno cadere record come fossero birilli".
Quanto alla durata dell’ondata, l’apice è previsto tra lunedì e mercoledì. Poi, almeno secondo le proiezioni disponibili, la situazione potrebbe gradualmente cambiare. "Nella seconda parte della prossima settimana questa enorme bolla di alta pressione dovrebbe tendere un po’ a sgonfiarsi e forse per i primi di giugno potrebbero arrivare condizioni più normali, con anche qualche temporale in più. Ma ovviamente ne riparleremo", precisa Bonino.
Sulla natura dell’anticiclone, il meteorologo parla di una figura “ibrida”, con caratteristiche miste. "Si fa un gran parlare delle matrici dell’alta pressione. In questo caso parliamo di una matrice mista: c’è dentro sia l’alta pressione delle Azzorre, il nostro vecchio anticiclone di un tempo, sia una matrice africana. È un connubio tra i due anticicloni, un mostro in poche parole", spiega. Una struttura enorme, aggiunge, "che interessa una vastissima fetta del continente europeo, praticamente tutta l’Europa, estendendosi per circa 4 mila chilometri".
Resta un margine di incertezza sulla fine effettiva di questa fase. "Le mappe a lungo termine fanno vedere uno smontaggio abbastanza rapido, però non è escluso che con il passare dei giorni questo smontaggio venga posticipato sempre più avanti. Noi lo chiamiamo effetto miraggio: i modelli mostrano lo sblocco a una certa data, poi quando ci si avvicina quella data viene spostata più in là", osserva Bonino.
E sull’estate che verrà, il meteorologo invita alla prudenza, pur senza nascondere i rischi. "Queste esplosioni estive precoci possono aprire due scenari: o a giugno tutto si sgonfia e torna magari l’instabilità, con temperature più fresche e temporali, oppure questi anticicloni possono anticipare estati tremende, come accadde nel 2003. Con il global warming è chiaro che questo rischio aumenta, ma speriamo di no".
Per quanto riguarda il cielo, nei prossimi giorni prevarrà il sereno. L’unica eccezione potrebbe riguardare domenica, con il passaggio di un po’ di nuvolosità da monte verso mare. "C’è una possibilità remota che domenica pomeriggio possa innescarsi un breve temporale sul Genovese, in sconfinamento dall’Appennino, per via dell’eccessivo calore. Ma è una possibilità molto bassa: 99 su 100 vedremo soltanto passare nubi da monte verso mare senza conseguenze", conclude Bonino. "Sarà un’esplosione estiva: di colpo andremo oltre i 30 gradi anche in costa".














