/ Attualità

Attualità | 15 aprile 2021, 17:11

‘Certosa quartiere condiviso’: progetto dai mille risvolti sociali e culturali che qualifica una zona (FOTO)

Un insieme di attività coinvolgenti, iniziative quanto mai varie, originali e tutte finalizzate a ritrovare allegria facendo integrazione, cultura ed educando i giovani a solidarietà ed ecologia

‘Certosa quartiere condiviso’: progetto dai mille risvolti sociali e culturali che qualifica una zona (FOTO)

Integrazione, riqualificazione di un territorio, cultura e grande coinvolgimento dei più giovani con conseguenti ottimi effetti culturali e pedagogici. È un’esplosione di idee positive e sicuramente destinate ad avere eccellenti riflessi sul miglioramento della zona di Certosa, a cavallo tra Sampierdarena e la Valpolcevera, il progetto ‘CertOSA quartiere condiviso’, vincitore del bando Civica di Fondazione e Compagnia di San Paolo, la cui prima edizione è stata lanciata alla fine del 2018, chiedendo progetti di innovazione civica e riqualificazione di spazi.

Scopo pienamente raggiunto, ad ascoltare il racconto entusiastico delle tante iniziative messe in campo, di Carla Peirolero, project manager e curatore del progetto, oltre che presidente di 'Suq Genova', impresa sociale ed associazione culturale, capofila e con importanti partner, quali comune di Genova, assessorato Commercio e artigianato, Municipio Valpolcevera ed Associazione Meglio Insieme onlus, Ascur, Casa del migrante ecuadoriano, Consorzio mercato di Certosa. “Progetto con cui è stato vinto il bando - spiega la Peirolero - e conseguenti risorse che coprono il 65% del costo del progetto, che ha come scopo fare azioni culturali”. “Lo facciamo soprattutto nel mercato comunale di Certosa - specifica - che vive e ha vissuto ancora di più, dopo il crollo del ponte, uno stato di depauperamento, con attività ora ridotte a sei soli banchi. Uno spazio un po’ abbandonato, che ha bisogno di rigenerazione”.

Intensa la story del progetto: “Abbiamo iniziato a lavorare allo spazio nel mercato da fine ottobre 2019, con idea di poter concludere l’attività a fine novembre 2020. A marzo 2020 è però arrivato il Covid e ci ha costretto a rallentare i tempi per cui ora pensiamo, salvo ulteriori problematiche causa il virus, di portarlo a termine a fine maggio 2021. Nonostante la situazione, abbiamo tuttavia continuato a lavorare on line e, per quanto possibile, anche in altro modo”. Cene interculturali, attività culturali sia di teatro che nel mercato, attività educative per grandi e bambini, laboratori, sono le tante, variegate attività previste dal programma. Ma a colpire in maniera particolare sono le feste nelle quali vengono insegnate e fatte conoscere le varie tradizioni etniche e a Carnevale l’insegnamento di fare maschere ai più piccini, italiani e nostri giovani ospiti di terre anche lontane.

Stesso esempio vale per la realizzazione di cibi. Esempi concreti ed encomiabili di integrazione, che dovrebbe costituire un messaggio e una modalità da seguire per tutti. E tanta generosa attività non è stata fermata neppure dal Covid, quando da Certosa sono state chieste e raccolte in via vocale storie, racconti, ma anche fotografie inerenti la zona e che sono state poste nel sito dell’organizzazione. Molte le storie narrate da sfollati dopo il disastro del viadotto sulla Valpolcevera; da vecchi abitanti della zona, testimoni di tante mutazioni del quartiere. Particolare narrazione quella di una ecuadoriana sul suo rapporto con questo quartiere, oppure di un peruviano che gestisce un panificio, perfetto esempio di integrazione imprenditoriale.

Ma se stupisce ciò che abbiamo descritto finora, per fantasia ed efficacia sociale, preparatevi a superare ulteriormente questo gioioso stupore, apprendendo come sia insegnata nel progetto sostenibilità ambientale e, attraverso ecoquaderni, come si possa realizzare un orto sul balcone di casa. Laboratori attivi con la scuola elementare Ariosto e la Divina Provvidenza, e con un’operatrice che, via Zoom, spiegava come fare. “Abbiamo dato i semini da piantare - narra Peirolero - e i ragazzini ci hanno mandato foto simpatiche sul loro impegno. Tutto per condividere pure con le famiglie e far esprimere questa voglia che Certosa diventi un quartiere attento all’ambiente grazie a queste iniziative. E c’è anche ‘Acqua oro blu’, su come non sprecare questo liquido. Ogni giovedì abbiamo poi un laboratorio teatrale con me e l’attore Enrico Campanati e ne curiamo uno dove abbiamo 14 partecipanti dai 24 ai 71 anni e mettiamo assieme un copione che porteremo in scena il 22 maggio alla Radura della Memoria, spazio in ricordo delle vittime del Morandi, insieme ad altri eventi del Comune. Noi saremo presenti con aneddoti, storie, letture su Certosa”.

Ed ancora, fortemente, nel segno dell’integrazione e della socialità, da citare un banco del mercato di Certosa dove, a cura dell’associazione ‘Meglio insieme’, si raccolgono libri, si distribuiscono e si fanno video con racconti in varie lingue. Italiano, arabo, albanese, spagnolo, inglese: “Un modo - spiega Peirolero - per far recuperare la lingua del paese di origine a questi giovanissimi che parlano in italiano pur provenendo da altri Paesi”.

Dino Frambati

Google News Ricevi le nostre ultime notizie da Google News SEGUICI

Ti potrebbero interessare anche:

Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore|Premium